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#1 |
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Moderatore*
Data Registrazione: Nov 2006
Località: milano, più o meno...
Messaggi: 7.764
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![]() Islamabad, Pakistan. Una bambina si lava le mani con le poche gocce d'acqua che escono da tubi di gomma posti all'estremità di un camion. La foto di questa bambina ha fatto il giro del mondo, diventando il simbolo della carenza d'acqua in Pakistan. La mancanza di approvigionamenti è arrivata a livelli insostenibili soprattutto nelle zone di confine. La bambina ritratta in questa foto, scattata da Muhammed Muheisen, ha colpito i giornalisti di mezzo mondo per il suo sguardo dolcissimo, in netto contrasto con l'ambiente difficile in cui vive. Sembra che in Pakistan stiano cercando di risalire alla sua identità. La foto è stata scattata in una fabbrica di mattoni, da qui il nome con il quale è stata identificata per ora l'immagine: "La bambina dei mattoni". Tanti anni fa, qualcuno, più "veggente" di altri, disse che nel prossimo futuro le guerre si sarebbero combattute per l'acqua. ora il futuro è PRESENTE
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L'unda de ieer porta l'unda de incöö l'öcc de un vecc l'era l'öcc de un fiöö giuseppe
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#2 |
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Amico*
Data Registrazione: Aug 2010
Località: Modena e nel mondo
Messaggi: 4.778
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Sì, la bimba è davvero deliziosa con quei suoi occhioni neri e le guance paffutelle
![]() Tempo fa avevo visto in rete il libro “Le guerre dell’acqua” di Shiva Vandana Nel 1995 il vicepresidente della Banca mondiale espresse una previsione inquietante: "Se le guerre di questo secolo sono state combattute per il petrolio, quelle del secolo prossimo avranno come oggetto del contendere l'acqua". Molti segni fanno pensare che avesse ragione. Le prime pagine di questo libro parlano di acqua insufficiente in Israele, India, Cina, Bolivia, Canada, Messico, Ghana e Stati Uniti. Le guerre dell'acqua non sono una prospettiva lontana nel futuro. Il conflitto è già in corso, anche se non è sempre visibile. Molti conflitti politici di questo tipo sono infatti celati o repressi: chi controlla il potere preferisce mascherare le guerre dell'acqua travestendole da conflitti etnici e religiosi. A questo punto mi si è mossa la curiosità: ho fatto un po’ di ricerche e ho letto cose interessanti, non solo per quanto riguarda l’acqua intesa come bevanda vitale ma, in senso più ampio, acqua intesa come risorsa per l’agricoltura, l’industria energetica, ecc…proprio dove, per essa, sorgono conflitti fra Stati o all’interno di essi. E la costruzione delle dighe (per la spartizione dei bacini) definite “una delle forme più simboliche del dominio tecnologico dell'uomo sulla natura” sono quindi motivo principe di tali conflitti. Le dighe sono oggi classificate come "grandi rischi tecnologici", al pari di una centrale nucleare o di un'industria chimica pericolosa. Mentre si esaltano gli aspetti di "grandiosità" di tali opere, solitamente vengono sottaciuti i costi finanziari, sociali ed ecologici. Oltre a considerare il danno che subiscono le popolazioni che vengono evacuate dai territori ove le dighe vengono costruite. Ma forse sono anche andata O.T., scusate… ![]() Comunque, per attenermi maggiormente al discorso introduttivo, trovo eloquente una frase della scrittrice indiana Arundhati Roy: Lo stile di vita del 20% della popolazione mondiale che usa l'80% delle risorse del pianeta espropria di fatto il restante 80% della sua equa porzione di risorse e finirà per distruggere il pianeta.
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E morderò la pelle che batte sul tuo cuore, perchè ti voglio.
- A.B. |
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#3 |
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Amico*
Data Registrazione: Aug 2010
Località: Modena e nel mondo
Messaggi: 4.778
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Corriere della Sera, 31 luglio 2011
... La città del Corriere ha opportunamente scelto come punto di riferimento della prossima Expo il cibo e l’acqua. Tutti ci rendiamo conto che, se non si interviene con una grande iniziativa mondiale, la mancanza di cibo e di acqua sarà non solo causa di immense tragedie umanitarie ma sarà all’origine delle nuove guerre. L’acqua dei grandi fiumi del mondo, come è oggi utilizzata, non basta più a sfamare i popoli che vi vivono attorno. Il Nilo arriva sostanzialmente secco al Mediterraneo mentre i Paesi a monte dell’Egitto e del Sudan, a cominciare dall’Etiopia, reclamano maggiore acqua per il proprio sviluppo e per la propria agricoltura. Problemi analoghi esistono per il Tigri e L’Eufrate e l’elenco poterebbe allungarsi verso un infinità di fiumi maggiori e minori. Nello stesso tempo gli attuali sistemi di irrigazione usano dieci volte (o anche più) la quantità di acqua che potrebbero usare con sistemi più aggiornati. Non parlo delle tecnologie all’avanguardia ma di metodi appena un poco più moderni. Nessuno oggi riflette in modo operativo su questi grandissimi problemi. ... Romano Prodi http://giovannitaurasi.wordpress.com...-romano-prodi/
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- A.B. |
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#4 |
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Amico*
Data Registrazione: May 2007
Messaggi: 4.033
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.. piccola stella...
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#5 |
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Amico*
Data Registrazione: Nov 2006
Località: sicilia
Messaggi: 424
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appena entro nel forum,sempre, guardo questa foto.
la commento solo ora,forse per vanita',ma commuove ed insieme infonde speranza. un modo per coinvolgere le coscienze ad operare e scegliere........... |
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