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#1 |
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Amico*
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Rifletto su di un argomento molto controverso, tuttavia pochi ne parlano e lo affrontano, l'argomento e' il seguente: un figlio, un genitore,un parente stretto,un fratello, insomma una persona con diretto legame di sangue, lo e' sempre in ogni caso ? oppure questo vincolo inteso come affetivo puo' decadere ? dico il mio pensiero, qualsiasi persona,che sia figlio,genitore o chiunque altra persona non lo e' per forza e in ogni caso, ma l'amore l'affetto il rispetto,deve essere reciproco,se un fratello o un figlio manca di rispetto,non ti da importanza, trasgredisce alle normali norme morali o di comportamento,secondo me il rapporto affettivo deve interrompersi,qualsiasi sia il suo ruolo, come figlio,genitore,fratello e cosi' via.Ci sono molte persone che considerano il figlio, figlio a ogni costo, anche se si oltrepassano certi limiti di rispetto,e di norme civili e comportamentali, per cio' che mi riguarda considererei tale persona con una valenza al di sotto dello zero,in pratica come se non esistesse,vorrei mettere a confronto questa mia riflessione.
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#2 |
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Moderatore*
Data Registrazione: Dec 2007
Messaggi: 5.818
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In teoria potrebbe essere così ma in pratica penso sia molto più complesso.
Il legame di sangue è una cosa forte anche contro il nostro volere... Mia madre per esempio è cresciuta senza l'amore paterno,ne ha subite tante,eppure le ho sempre sentito ripetere questa frase "è pur sempre mio padre"....da questo deduco che sia un legame indissolubile nonostante tutto. |
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#3 |
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Amico*
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Essenza :In teoria potrebbe essere così ma in pratica penso sia molto più complesso.
Il legame di sangue è una cosa forte anche contro il nostro volere... Quindi per esempio,quando senti in televisione il figlio manda all'ospedale il genitore, o lo riduce in fin di vita, per te e' da considerarsi sempre figlio ? io credo che vada separato il legame biologico e' una cosa, il legame affettivo e' tutta un altra cosa che non ha niente a che fare ,l'amore l'affetto il rispetto,e' una cosa che si conquista poco a poco,e' un valore prezioso e non e' data per scontata per nessuno. |
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#4 |
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Moderatore*
Data Registrazione: Dec 2007
Messaggi: 5.818
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Nello specifico andrebbe chiesto al genitore se lo considera ancora figlio,non a me. Io condanno gli atti di violenza (tranne quelli per legittima difesa), ma non vivendo io la situazione,e non avendo figli non penso che risponderei obiettivamente.
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#5 |
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Amico*
Data Registrazione: May 2007
Messaggi: 4.033
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E' difficile risponderti....Se un giorno avrò la fortuna di avere un figlio ,se questi dovesse mancarmi di rispetto non so se avrei il coraggio di considerarlo pari a zero,reputando il fegame fliale come il più stretto in assoluto..Quanto agli altri rapporti, quelli un pò più "lontani" ,la mia idea non cambia di molto,;aggiungo comunque che per fortuna il rispetto reciproco nella mia famiglia è regola imprescindibile,mentre credo che l'amore verso una persona a te legata da vincoli di parentela non deve essere per forza reciproco,anzi in realtà questo è vero(almeno secondo me) anche fra persone estranee...
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#6 |
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Amico*
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Ti prego, non fraintendermi, quando dico considerare pari a zero, intendo dire per motivazioni molto gravi e ripetute nel tempo, non certamente per piccole cose, o sporadici dispetti e insulti.
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#7 |
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Amico*
Data Registrazione: May 2007
Messaggi: 972
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Beh sinceramente anche i piccoli dispetti e gli insulti, se poi fatti in famiglia (e nn solo), a mio avviso sono gravi, se poi ripetuti nel tempo addirittura giustificherebbero l'interruzione del rapporto.
Detto ciò per riallacciarmi al tuo ultimo post, terzoelemento, io sono mamma, e nella mia esperienza, e sottolineo mia, col mio carattere, e sottolineo mio, nn riuscirei mai a smettere di essere mamma, perchè l'amore che un genitore ha per i figli è quasi irriducibile e incondizionato. Ora, mia figlia che ha 12 anni per ora nn mi ha mai combinato nulla di grave, quindi posso soltanto immedesimarmi in eventuali situazioni gravi, però il mio pensiero va' per es. a tutte quelle famiglie che a volte senti intervistate alla tv, che raccontano di come sostengono, accudiscono, seguono e amano figli che magari sono in comunità per tossicodipendenti, che magari in precedenza hanno rubato in famiglia, picchiato i genitori per soldi per comprarsi il veleno, combinate di cotte e di crude per ottenere la droga, ma nonostante certi trascorsi, quei genitori (soprattutto senti le mamme), sono ancora lì, ad amare qsti figli "più disgraziati" di altri e ad amarli più di altri. Qsto per esempio. Poi devo dire che qsto è una di quelle opinioni che nn si possono dare oggettivamente o generlamente, la si può dare soltanto in base ad un'esperienza personale, in virtù della situazione specifica e soprattutto del carattere di entrambe le parti in questione. Poi potrei citarti, se sei cristiano, le Sacre Scritture, prendi ad esempio la parabola del figliol prodigo, oppure quando si cita che il pastore lascerà il gregge per andare a cercare la pecora smarrita ecc, oppure "porgi l'altra guancia" e l'insegnamento di Gesù sul perdono, e potrei continuare ancora, ma forse qsto è un altro discorso... Un ciao a tutti! ![]() Fla
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#8 | |
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Amico*
Data Registrazione: May 2007
Messaggi: 4.033
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#9 |
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Amico*
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Riprendo questo post, io posso ritenermi fortunato nel complesso non mi lamento con mio figlio ogni tanto litighiamo ma piccole cose se considero che e cresciuto senza mamma mi sento ancora piu fortunato, adesso a 23 anni inizio a vedere un po di cambiamenti rispetto a 5 anni fa' , inizia ad apprezzare i miei sacrifici e la mia vita, pero sto vedendo attualmente famiglie con figli che i genitori hanno avuto una vita durissima e di dedizione con grande investimento di denaro per scuole educazione, negli insegnamenti morali e oggi i riultati sono negativi , disinteresse per il genitore poco dialogo, la convivenza tra genitore e figlio rende impossibile la vita creando scompensi rabbie ecc ecc a tal punto che il genitore non riesce a produrre sul lavoro a causa del profondo stato depressivo creatosi,per questo motivo ho ripreso questo trend, un altra famiglia che conosco suo figlio e arrivato a mettere le mani addosso ai genitori questi fatti mi fanno solo pensare che un figlio e solo e niente piu un fattore biologico, ma essere figlio non vuol dire in automatico amare i genitori, e per i genitori non significa per forza dover amare i propri figli senza prima esserci il rispetto, io al posto di queste persone avrei buttato a calci mio figlio fuori dicasa e cambiato la serratura della porta.
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#10 |
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Amico*
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Non ce nessuno che replica a questo trend eppure e un problema grave serio e che tocca migliaia di famiglie
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#11 | |
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Moderatore*
Data Registrazione: Nov 2006
Località: milano, più o meno...
Messaggi: 7.764
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Citazione:
![]() e se poi, come in questo caso il sottoscritto, non si avesse voglia o idee per rispondere, non te la prendere
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L'unda de ieer porta l'unda de incöö l'öcc de un vecc l'era l'öcc de un fiöö giuseppe
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#12 | |
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Amico*
Data Registrazione: Nov 2010
Messaggi: 798
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Citazione:
Ciao Terzo, volevo risponderti nel pomeriggio ma alle volte in ufficio non è possibile avere quella tranquillità per dare delle risposte che vanno oltre le semplici cavolate. Ti rispondo ora da casa e con la giusta predisposizione. Hai portato un argomento difficile, i rapporti umani sono di per se complicati se poi ci aggiungiamo la componente familiare la situazione si complica ulteriormente. Per poter giudicare credo si debba aver quantomeno raggiunto dei risultati, avere 90 anni, 10 figli e almeno 25 nipoti... ![]() Quindi io mi limito a darti una mia opinione sul rapporto genitori figli, argomento che sento particolarmente avendo un figlio di 18 anni. Ci tengo a dire che sono ancora ben lungi dal poter dire che quanto ho seminato porterà dei buoni frutti, ma comunque ci spero .Per tornare all' argomento: quando leggo di genitori e figli che non riescono ad avere un dialogo o che peggio ancora vengono alle mani mi chiedo se hanno mai veramente comunicato tra di loro. Mi spiego: sono convinto che se un genitore fin da quando i figli sono piccoli comunica con loro, ed ho detto comunica quindi ascolta il doppio di quanto parla, e quando parla si abbassa, anche fisicamente, al loro livello per non farli sentire di fronte a qualcuno di più grande e lontano dal loro mondo. Se un genitore riesce a creare questo canale di comunicazione, questo canale rimarrà in parte aperto anche quando i figli saranno cresciuti e passeranno dalla condizione di figli alla condizione di persone adulte dotate di una loro identità e personalità. L'abitudine a comunicare creata fin da quando erano bambini si modificherà e cambierà modalità ma ci sarà comunque sempre. Al contrario se un genitore ha sempre imposto, non potrà pretendere che un figlio diventato adulto si adatti ancora a queste imposizioni senza opporvisi. Un piccolo esempio : mio padre per questioni di forza maggiore ha sempre lavorato all' estero, dagli 8 ai 20 anni lo vedevo ogni sei mesi, non gliene faccio una colpa, anzi ho capito che è stato difficile per lui quanto per mè, ma quando un giorno verso i 30 anni ho avuto delle difficoltà nella vita e mia madre pensando di aiutarmi mi ha detto :"parla con tuo padre" mi è venuto da ridere, perché se non ci avevo mai parlato finora cosa avrei mai potuto dirgli adesso. Ripeto è un argomento difficile e spinoso e non so se sono riuscito a rendere correttamente il mio pensiero, ma sono convinto che la colpa dei pessimi rapporti sia imputabile sempre al 50% ad entrambe le parti, ma nel caso di genitori/figli i genitori hanno una responsabilità maggiore in quanto creano sin dal primo giorno le basi su cui il loro rapporto con i figli crescerà. Per altri tipi di rapporti parentali non mi esprimo perchè, nessuno me ne voglia, considero due fratelli al pari di due estranei che hanno condiviso lo stesso utero. Da qualche parte ho letto: "gli amici sono i fratelli che ti sei scelto" e sono convinto che sia vero, non credo che il fatto di essere fratelli implichi automaticamente che si debba andare d'accordo. Può accadere e accade, ma ci devono essere delle affinità che vanno ben oltre il fatto di essere semplicemente nati dalla stessa madre. sopportatemi, ciao a tutti, ciao Roberto walter |
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#13 |
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Amico*
Data Registrazione: Aug 2010
Località: Modena e nel mondo
Messaggi: 4.778
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oh caspita...allora io ho appena scritto la mia risposta a terzo e la posto così com'è...quando avrò letto il papiretto di Walter mi riservo di aggiungere qualcosa.Terzo, adesso direi che ne hai da leggere
Adesso parto da due presupposti e di sicuro chi non mi contesta il primo mi contesterà il secondo e viceversa. Primo: occorre fare distinzione tra il legame madre/figlio e padre/figlio. Non intendo dire che uno voglia più bene al figlio dell’altro, ma solo che il primo rapporto è di sicuro più viscerale nei primi anni di vita del bimbo, da quando è stato concepito. E tale rimane. Secondo: i figli grandi sono per la maggior parte ciò che noi abbiamo creato quando erano piccoli. Per diversi anni loro sono creta nelle nostre mani e crescono in base a quello che noi facciamo e diciamo: per noi e per loro. Fotocopiano noi: quello che facciamo e quello che diciamo, anche quando sbagliamo. So benissimo che il periodo nel quale ti adorano e non si ribellano è limitato, prima o poi diventeranno critici, non accetteranno più le imposizione, toccherà scendere a compromessi, ecc…ma penso che un ragazzo non avrà l’istinto di fare verso il genitore ciò che non hai mai fatto. Nel bene e nel male. Se lo scambio di affetto come un abbraccio o come il dirsi “ti voglio bene” non viene fatto sin da piccoli, non succederà mai che verrà fatto per la prima volta a 18/20/25 anni! È totalmente innaturale. Allo stesso modo penso sia difficile che un ragazzo cresciuto mandi a quel paese un genitore se da piccolo non si è mai permesso di farlo perché a rischio di essere appeso a un chiodo per una settimana!! Dico questo perché purtroppo si raccoglie sempre ciò che si ha seminato. Se il figlio manca di rispetto verso i genitori significa che glielo hanno sempre permesso, magari mancando per primi loro di rispetto verso il figlio. Detto questo a me, come mamma, viene da dire che il rapporto di parentela non può cancellarsi: biologicamente per ovvie ragioni, ma neppure mentalmente. È qualcosa di incancellabile a prescindere da quello che può fare un figlio. Forse questa presa di posizione è più naturale da parte di una madre piuttosto che di un padre (vedi punto primo), questo lo capisco. Ma d’altra parte io avrò sempre, per tutta la vita in memoria la prima volta che li ho visti con le ecografie, i loro movimenti nella mia pancia, la prima volta che li ho presi in braccio, tutte le volte che li ho allattati al seno, che li ho cullati perché piangevano, che li ho presi per mano, che gli ho medicato qualche ferita, che hanno cercato nei miei occhi una rassicurazione, che hanno cercato le mie braccia, che mi hanno detto “sei la mamma migliore del mondo e più bella del mondo”…l’amore di una mamma non potrà mai venire meno. Magari, in casi tragici ci sarà il dolore di dovere combattere contro un senso di impotenza e di rabbia per quello che possono arrivare a fare, ma dentro di sé penso che per una mamma sia impossibile cancellare questo legame.
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E morderò la pelle che batte sul tuo cuore, perchè ti voglio.
- A.B. |
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#14 |
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Amico*
Data Registrazione: Aug 2010
Località: Modena e nel mondo
Messaggi: 4.778
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sembra che ci siamo messi d'accordo.Complimenti Walter belle idee!!!
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E morderò la pelle che batte sul tuo cuore, perchè ti voglio.
- A.B. |
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#15 |
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Amico*
Data Registrazione: Nov 2010
Messaggi: 798
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Delfina, ci dimezzeranno il voto perchè penseranno che abbiamo copiato
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