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Vecchio 12-01-2011, 05:07 AM   #1
enrichetto
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La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri.
E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri.
Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili,
di finire alla mercè di chi ci sta di fronte.
Non ci esponiamo mai.
Perché ci manca la forza di essere uomini,
quella che ci fa accettare i nostri limiti,
che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia,
in forza appunto.

Io amo la semplicità che si accompagna con l'umiltà.
Mi piacciono i barboni.
Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle,
sentire gli odori delle cose,
catturarne l'anima.
Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.
Perché lì c'è verità, lì c'è dolcezza, lì c'è sensibilità, lì c'è ancora amore.

Alda Merini


-------------------------------------------------------------------------------------------
Io scendo tra le genti come un'ombra,
Io siedo accanto a ciascuno.

Nessuno mi vede, ma tutti si guardano in faccia,
E sanno ch'io sono lì.

Il mio silenzio è simile al silenzio della marea
Che sommerge il campo di gioco dei bimbi,

Simile all'inasprirsi del gelo nelle lente ore notturne,
Quando gli uccelli al mattino sono morti.

Gli eserciti travolgono, invadono, distruggono,
Con tuono di cannoni dalla terra e dall'aria.

Io Sono più tremenda degli eserciti,
Io sono più temuta del cannone.

Re e cancellieri dànno ordini;
lo non dò ordini a nessuno;

Ma sono più ascoltata dei re
E più che non i fervidi oratori.

lo disdico parole, disfo azioni.
Le creature ignude mi conoscono...

Io sono il primo e l'ultimo istinto dei viventi...
Sono la Fame.

LAURENCE BINYON

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Vecchio 12-06-2011, 09:56 AM   #2
enrichetto
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Avevo fame e voi avete fondato un club a scopo umanitario e avete discusso della mia fame.

Ve ne ringrazio.

Ero in prigione e voi siete entrati furtivamente in chiesa a pregare per la mia liberazione.

Ve ne ringrazio.

Ero nudo e voi avete esaminato seriamente le conseguenze della mia nudità.

Ero ammalato e voi vi siete messi in ginocchio a ringraziare il Signore di avervi dato la salute.

Ero senza tetto e voi avete predicato le risorse dell'amore di Dio.

Sembravate tanto religiosi e tanto vicini a Dio.

Ma io ho ancora fame, sono ancora solo, ammalato, prigioniero, senza tetto.


POESIA MALAWI
Jack Mapanje

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Vecchio 12-07-2011, 07:33 AM   #3
enrichetto
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Ho visto ieri una bestia
Nell'immondizia del cortile
Che cibo cercava fra i rifiuti.

Quando trovava qualcosa
Non l'esaminava né odorava:
Ingoiava con voracità.

La bestia non era un cane,
Non era un gatto,
Non era un ratto.

La bestia, mio Dio, era un uomo.

Manuel Bandeira

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Vecchio 12-07-2011, 03:52 PM   #4
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Non è possibile descrivere la tortura
Dell’isolamento e della contenzione,
descrivere quanto può essere frustrante
il non essere ascoltati perché la propria opinione
è squalificata dall’etichetta del pregiudizio.

È come trovarsi di fronte
Ad un impenetrabile
Muro di gomma.

Ma il più delle volte
Fa comodo rinchiudere
Gli individui con un’etichetta,
qualunque essa sia.

È un modo assurdo di pensare
Che le idee secondo noi “sbagliate”
Vadano estirpate,
anche a costo di torturare un individuo
che non ha fatto del male a nessuno.

Comunque non è necessario andare all’esterno
Per trovare il pregiudizio.
Sovente alberga dentro noi stessi.

È inutile essere
Degli uomini in rivolta,
se nel nostro micro mondo
siamo come coloro
che vogliamo combattere.

Giorgio Antonucci


riporto il link come richiesto dal sito:

http://www.ltmd.it/uomoombra.htm


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Vecchio 12-12-2011, 08:15 AM   #5
enrichetto
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Il tredicesimo invitato

Grazie – ma qui che aspetto?
Io qui non mi trovo. Io fra voi
sto qui come il tredicesimo invitato,
per cui viene aggiunto un panchetto
e mangia nel piatto scompagnato.
E fra tutti che parlano – lui ascolta.
Fra tante risa – cerca di sorridere.
Inetto, benché arda,
a sostenere quel peso di splendori
si sente grato se alcuno casualmente
lo guarda. Quando in cuore
si smarrisce atterrito «Sto per piangere!»
E all’improvviso capisce
che siede un’ombra al suo posto:
che – entrando – lui è rimasto fuori.

Fernanda Romagnoli
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Vecchio 12-31-2011, 04:40 PM   #6
enrichetto
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Te li ritrovi all'angolo
laceri e macilenti
ombre negli occhi stanchi
su facce senza età,
le mani tremolanti
tese verso i passanti
cercano carità,
fermati se lo vuoi
forse così potresti
leggere nel passato
vite vissute ai margini
di questa società.
Ancora li ritrovi alla stazione
tra i binari dei treni
o nelle sale d'attesa
seduti sotto la biglietteria
ad aspettar probabili monete
date da viaggiatori frettolosi
che osservano nervosi e preoccupati
tutti gli orari della ferrovia...
Loro non hanno fretta
e li ritrovi
a scartocciare pasti sempre più asciutti
tra una bottiglia e l'altra
la cicca tra le labbra screpolate
nell'incomunicabile silenzio...
se resti indifferente,
fingendo d'ignorarli,
guardati per un attimo allo specchio
e ti ritrovi.

Luciano Somma
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Vecchio 01-13-2012, 03:08 PM   #7
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Ma il vento irrompe per strada e le foglie cadono sul marciapiede… Alzo gli occhi e vedo le stelle che non hanno nessun senso…
E di tutto questo rimango solo io, un povero bambino abbandonato, che nessun Amore ha voluto come figlio adottivo e nessuna Amicizia come compagno di giochi.
Sento troppo freddo. Sono così stanco nel mio abbandono.
Vento, va a prendere mia Madre. Portamela di Notte nella casa che non ho conosciuto…
Ridammi, immenso Silenzio, la mia nutrice e la mia culla e la canzone con cui mi addormentavo…
Fernando Pessoa

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Vecchio 03-20-2012, 05:40 AM   #8
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Siamo in tanti a non essere stati invitati,
la tavola e' pronta ma noi dietro ai vetri
guardiamo gli altri ridere e star bene.
Siamo in tanti, in troppi a guardare,
vorremmo essere li, siamo pronti
a star bene e anche a pagare il conto
alla fine, con una mano sul cuore.
Ma chi è che ha chiuso in principio la porta
in faccia a gente buona come noi
cosi buona che non capisce nemmeno le ragioni
che ci proibiscono di entrare e star bene?
Questa festa non è né lunga né tranquilla,
il mondo ha un occhio solo, capite,
e non si divertiranno le donne ben vestite,
non dormiranno in pace gli uomini grassi,
non canteranno le strade ed i bambini
finche' non entreremo anche noi
a ridere insieme,poi a pagare il conto.


Giovanni Arpino
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Vecchio 03-27-2012, 03:00 PM   #9
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Esiste qualcosa di anormale
in questo mondo.
Cammino disperato per il tenero pianeta,
la metà dell'umanità muore di fame,
altra metà fa le diete.


Stefan Tzanev
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Vecchio 03-30-2012, 01:49 PM   #10
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A come Auschwitz
B come Bagram, Guantanamo, e altre mille prigioni segrete di cui non si sa il nome
C come Cecenia
D come Dresda
E come Effetti collaterali: un modo carino per dire “morti ammazzati dalle nostre bombe”
F come “Francesco Crispi”: la scuola di Gorla, Milano, e i suoi 184 bambini uccisi
G come Gaza, la più grande prigione a cielo aperto del mondo
H come Hiroshima
I come Italia: che ripudia la guerra, ma spende 2 milioni di euro al giorno per fare la guerra in Afghanistan
L come Lager
M come Mauthausen
N come Nagasaki: tre giorni dopo aver visto quel che era successo a Hiroshima
O come Orrore
P come Portare la democrazia: sinonimo elegante di “sganciare bombe”
Q come Quirra: un posticino in Sardegna in cui si testano nuove armi e, ohibò!, la gente poi muore
R come Rendition: un bel termine per ‘sequestro di persona, tortura e privazione di ogni diritto’
S come Srebrenica
T come tutte le Vittime, quale che sia il colore della loro pelle
U come Ustica
V come Varsavia, ghetto di.
Z come zeta, l’ultima lettera, la Fine: quella che faremo noi, una brutta fine, se continuiamo a dimenticare.”


Cecilia Strada
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Vecchio 01-03-2013, 05:46 AM   #11
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Scrivo per le sorelle nei reparti intensivi,
per i bambini senza capelli e quelli a cui fa male il cuore.
Prego per quanti tornano e inattesi,
per quanti arrivano e non benvenuti.
Per l’istante negli occhi dei bambini

Peter Repka
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Vecchio 01-03-2013, 11:22 AM   #12
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Originariamente inviato da enrichetto Visualizza Messaggio
Scrivo per le sorelle nei reparti intensivi,
per i bambini senza capelli e quelli a cui fa male il cuore.
Prego per quanti tornano e inattesi,
per quanti arrivano e non benvenuti.
Per l’istante negli occhi dei bambini

Peter Repka
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Vecchio 05-03-2013, 12:33 PM   #13
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La mia tribù
non sente più
la libertà.

Non la riconosce,
non la vede
quando la tocca.

La mia tribù
pensa
che la lenta

uccisione
dei loro corpi
e delle loro anime

sia una cosa naturale.
Solo talvolta,
come se per un istante

irrompesse in essa
qualcosa di simile
all'ozono

all'infanzia,
si asciuga la fronte
sudata,

si scrolla
d'addosso
questo incubo

queste catene,
si volta e si
addormenta.

Tomaž Šalamun
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Vecchio 08-27-2013, 07:04 AM   #14
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Nel medesimo giornale
usuale,
nel giornale di tutti i giorni,
ho letto:
Ci sono trentotto milioni di profughi
nel mondo.
E sulla medesima facciata:
Eredita ventimila dollari un pappagallo.

Nel medesimo giornale,
cosi avido
di scandali,
e cosi vuoto
ho letto:
Sono quindici milioni i mutilati di guerra
nel mondo.
E poi nella stessa pagina:
Duemila persone seguono il feretro d'un
cane.
E ancora proprio accanto:
Nel mondo quattrocento milioni di bimbi
hanno fame.
E ancora:
Un americano lascia tre milioni di dollari
per la manutenzione della tomba
del suo cavallo da corsa.

Ecco il volto
ignobile e orrendo
della barbarie.

M. Quoist
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Vecchio 02-07-2014, 01:48 PM   #15
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Viaggiando in una comoda auto
su una strada bagnata di pioggia,
vedemmo un uomo tutto stracciato sul far della notte
che ci faceva cenno di prenderlo con noi ,
con un profondo inchino.
Avevamo un tetto, avevamo un posto
e gli passammo davanti
e udimmo me che dicevo con voce stizzosa:
no, non possiamo prendere su nessuno.
Eravamo proseguiti un bel pezzo,
forse una giornata di cammino,
quando di improvviso mi spaventai della mia voce,
del mio contegno e di tutto questo mondo.

B.Brecht



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