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Vecchio 08-09-2010, 01:23 PM   #1
enrichetto
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Predefinito Il dolore nella poesia

Non dà sollievo il tempo; mentivate
dicendo che sarebbe stata breve
la mia pena. Lo sento nella pioggia
che piange, alla marea che si ritira;
sciolte le vecchie nevi ad ogni picco,
le foglie dell’altr’anno son fumo sui sentieri;
non cosí per l’amaro della morte,
che resta, opprime il cuore, abita in me.
Ho paura di andare in troppi luoghi
che traboccano della sua memoria.
E se respiro in qualche quieta stanza
ignota al passo e al volto luminoso,
dico “non c’è memoria, qui, di lui”
e resto frastornata a ricordarlo.

Edna St. Vincent Millay*
* Poetessa americana del Novecento poco conosciuta in Italia,bella libera irrequieta e anticonformista
------------------------------------------------------------------

IL DOLORE

Il dolore è un postino grigio, silenzioso,
col viso asciutto, gli occhi d'un azzurro chiaro,
dalle sue spalle fragili pende
la borsa, il vestito è scuro e consumato.
Nel suo petto batte un orologio
da pochi soldi; timidamente sguscia
di strada in strada, si stringe
ai muri delle case, sparisce in un portone.

Poi bussa. Ed ha una lettera per te.

ATTILA JòSZEF*
Poeta ungherese
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Io li odio i nazisti dell'Illinois...
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Vecchio 08-09-2010, 10:23 PM   #2
Tulipano
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Predefinito Riferimento: Il dolore nella poesia

Dove le hai scovate??
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Vecchio 08-10-2010, 03:35 PM   #3
marinetta
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Predefinito Riferimento: Il dolore nella poesia

IL DOLORE

Il dolore è un postino grigio, silenzioso,
col viso asciutto, gli occhi d'un azzurro chiaro,
dalle sue spalle fragili pende
la borsa, il vestito è scuro e consumato.
Nel suo petto batte un orologio
da pochi soldi; timidamente sguscia
di strada in strada, si stringe
ai muri delle case, sparisce in un portone.

Poi bussa. Ed ha una lettera per te.

ATTILA JòSZEF*
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quanto è bella !!!!

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Ama l'imperfetto tuo prossimo con l'imperfetto tuo cuore
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Vecchio 08-11-2010, 08:11 AM   #4
enrichetto
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Gli occhi aperti

Qualcuno misura singhiozzando
l’estensione dell’alba.
Qualcuno pugnala il cuscino
in cerca del suo impossibile
spazio di quiete.

Alejandra Pizarnik
------------------------------------------------------------
Anelli di cenere
(a Cristina Campo)
Sono le mie voci che cantano
affinché non cantino loro,
gli imbavagliati grigi nell’alba,
i vestiti di un uccello devastato nella pioggia.
C’è, nell’attesa,
un rumore di lillà che si rompe.
E c’è, quando arriva il giorno,
una partizione del sole in piccoli soli neri.
E quando è notte, sempre,
una tribù di parole mutilate
cerca asilo nella mia gola,
perché non cantino loro,
i funesti, i padroni del silenzio.


Alejandra Pizarnik

nacque a Buenos Aires il 29 aprile 1936 da una famiglia originaria dell’Europa orientale. Si laureò in Lettere e Filosofia a Buenos Aires, e più tardi si dedicò alla pittura. Dal 1960 al 1964 visse a Parigi dove si dedicò all’attività giornalistica ed editoriale. Pubblicò numerose raccolte di versi e saggi critici tradotti da Antonin Artaud, Henri Michaux, Aimé Cesairé e Yves Bonnefoy, e si laureò in Storia delle religioni e Letteratura francese alla Sorbona. In seguito tornò in Argentina, dove pubblicò tre delle sue raccolte principali, “Los trabajos y las noches”, “Extracción de la piedra de locura” e “El infierno musical”, oltre al volume in prosa “La condesa sangrienta”. Il 24 settembre 1972 morì per overdose di barbiturici nella clinica psichiatrica in cui era stata ricoverata
La sua opera complessiva, almeno quella edita in vita, è tutta nel volume “Poesia completa (1955-1972)”, edito a Barcellona (Editorial Lumen) nel 2002. Nel 2004 è uscito un libro edito Crocetti, “La figlia dell’insonnia”, curato da Claudio Cinti.Trovate qualche notizia su IBS
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Vecchio 08-13-2010, 03:22 PM   #5
Gigia
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davvero belle,come può regalarti emozioni la poesia e il poeta stesso è impressionante
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Vecchio 08-14-2010, 06:38 AM   #6
enrichetto
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Dicono che "Il Tempo mitiga" -

Il Tempo non ha mai mitigato -

Una vera sofferenza si rafforza

Come fanno i Tendini, con gli Anni -


Il Tempo è un Test per il Dolore -

Ma non un Rimedio -

Se tale si dimostra, dimostra anche

Che non c'era Malattia -



Emily Dickinson

---------------------------------------------------------------------
Altro tempo verrà diverso da questo.
E qualcuno dirà:
“Hai parlato male. Altre storie
avresti dovuto raccontare:
violini che si tendevano indolenti
in una notte densa di profumi,
belle parole elogiative
per esprimere l’amore infinito,
amore infine sopra ogni
cosa ”.
Ma oggi,
quando la luce dell’alba
è come sporca schiuma
di un giorno inutilmente giunto prima,
io sono qui,
insonne, stanco, che veglio
le mie armi sconfitte,
e canto
tutto ciò che ho perso, per cui muoio.

Ángel González
(Poeta spagnolo)
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Vecchio 08-14-2010, 02:43 PM   #7
Essenza
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belle enri!permetti che rubacchio??
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Sii come il fumo: sali,
pensa che nell'evadere nessuno dirà
«ti ebbi e ho potuto misurarti».
(José Hierro)

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Vecchio 08-14-2010, 04:26 PM   #8
Cucciolo
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Citazione:
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IL DOLORE


Il dolore è un postino grigio, silenzioso,
col viso asciutto, gli occhi d'un azzurro chiaro,
dalle sue spalle fragili pende
la borsa, il vestito è scuro e consumato.
Nel suo petto batte un orologio
da pochi soldi; timidamente sguscia
di strada in strada, si stringe
ai muri delle case, sparisce in un portone.

Poi bussa. Ed ha una lettera per te.

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Gli occhi aperti

Qualcuno misura singhiozzando
l’estensione dell’alba.
Qualcuno pugnala il cuscino
in cerca del suo impossibile
spazio di quiete.


......belle davvero tutte...queste due mi piacciono in modo particolare...
Ciao Enrico
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Vecchio 08-14-2010, 06:56 PM   #9
Tulipano
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Tanto belle pure quelle sul tempo, altro mio punto debole.
Poco fa stavo leggendo dall'Ecclesiaste:

1 Per tutto c'è il suo tempo, c'è il suo momento per ogni cosa sotto il cielo:
2 un tempo per nascere e un tempo per morire; un tempo per piantare e un tempo per sradicare ciò che è piantato;
3 un tempo per uccidere e un tempo per guarire; un tempo per demolire e un tempo per costruire;
4 un tempo per piangere e un tempo per ridere; un tempo per far cordoglio e un tempo per ballare;
5 un tempo per gettar via pietre e un tempo per raccoglierle; un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci;
6 un tempo per cercare e un tempo per perdere; un tempo per conservare e un tempo per buttar via;
7 un tempo per strappare e un tempo per cucire; un tempo per tacere e un tempo per parlare;
8 un tempo per amare e un tempo per odiare; un tempo per la guerra e un tempo per la pace.
9 Che profitto trae dalla sua fatica colui che lavora?
10 Io ho visto le occupazioni che Dio dà agli uomini perché vi si affatichino.
11 Dio ha fatto ogni cosa bella al suo tempo: egli ha perfino messo nei loro cuori il pensiero dell'eternità, sebbene l'uomo non possa comprendere dal principio alla fine l'opera che Dio ha fatta.
12 Io ho riconosciuto che non c'è nulla di meglio per loro del rallegrarsi e del procurarsi del benessere durante la loro vita,
13 ma che se uno mangia, beve e gode del benessere in mezzo a tutto il suo lavoro, è un dono di Dio.
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Vecchio 08-17-2010, 06:34 AM   #10
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C’è nell’intimità degli uomini un confine
(Da
Stormo Bianco)

C’è nell’intimità degli uomini un confine
che né l’amore, né la passione possono osare:
le labbra si fondono nel terribile silenzio
e il cuore si spezza per amore.
Anche l’amicizia qui è impotente, e gli anni
pieni di felicità alta infiammata,
quando l’anima è libera e distratta
dal lento languore della voluttà.
Pazzo è colui che vi si appresta,
raggiungerlo è morire d’angoscia...
Ora puoi capire perché non batte
il mio cuore sotto la tua mano.

Anna Achmatova


Pietroburgo, maggio 1915
http://annaachmatova.altervista.org/Bio/bio.html
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Vecchio 08-17-2010, 10:50 PM   #11
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L'ombra dell'anima mia

L'ombra dell'anima mia
fugge in un tramonto di alfabeti,
nebbia di libri
e di parole.

L'ombra dell'anima mia!

Sono giunto alla linea dove cessa
la nostalgia
e la goccia di pianto si trasforma
in alabastro di spirito.

(L'ombra dell'anima mia!)

Il nodo del dolore
finisce,
ma resta la ragione e la sostanza
del mio vecchio mezzogiorno di labbra
del mio vecchio mezzogiorno
di sguardi.

Un torbido labirinto
di stelle affumicate
imprigiona le mie illusioni
quasi appassite.

L'ombra dell'anima mia!

E un'allucinazione
dispone gli sguardi.
Vedo la parola amore
sgretolarsi.

Usignolo!
Usignolo mio!
Canti ancora?

( Federico Garcìa Lorca )
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Vecchio 08-23-2010, 07:25 AM   #12
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NON C'E' NESSUNA SPERANZA.


Non c’è nessuna speranza
che tutto si sistemi
che si calmi il dolore
e il mondo si organizzi.
Non bisogna illudersi che
la vita ordini le sue
caotiche esigenze
i ciechi gesti suoi.
Non ci sarà un finale felice
né un bacio interminabile
assorto abbandonato
che preluda a altri giorni.
Nemmeno ci sarà una fresca
mattina profumata
di giovane primavera
per cominciare allegri.
Anzi tutto il dolore
invaderà di nuovo
e non ci sarà cosa libera
dalla sua dura macchia.
Bisognerà andare avanti
continuare a respirare
sopportare la luce
e maledire il sonno
cucinare senza fede
fornicare senza passione
masticare senza voglia
per sempre senza lacrime.


Idea Vilarino
(poetessa uruguaiana)
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Vecchio 08-23-2010, 10:13 AM   #13
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Ricordo d' inverno

" Da due mali, ciascuno di per sè mostruoso,
fui posseduto, lunghi, difficili a passare,
un grido Assenza, Assenza, dentro il cuore
e nel bosco il gran soffio d' inverno furioso.

Non credere; chè quando la fiamma al focolare
ardeva e non filtrava le chiuse porte il vento,
io come quegli stecchi mi sentivo bruciare,
lungi dalla mia causa, calore proprio e centro

Meglio nell' aria ghiacciata andare,
nelle nevi lavare la mia ferita a guarirla,
là meno doloroso il cuore mi batteva,
cotto dal freddo, la pena senza sentirla

E dove io camminavo la raffica omicida
questo corpo piegava, questi occhi stravolgendo,
ed anche se nel cuore il sangue non mi ghiacciava
troppo scarso scorreva per darne una goccia al sogno

Amore, queste dita che avevano conosciuto
la tua carezza e stretto le nostre forze unite,
erano dieci povere stupide dita da nulla,
dieci ghiacciate radici sospese nell' aria. "

( JOHN CROWE RANSOM )
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Vecchio 08-23-2010, 10:46 AM   #14
enrichetto
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C'è in me un ricordo come un sasso




che biancheggia nel fondo del pozzo.

Né più voglio e non posso lottare:

quel sasso è il dolore,

quel sasso è l'amore.

Se guardi da vicino i miei occhi

subito lo scorgi: ti fai grave e pensoso

come per un triste racconto.

Sento che gli dei han mutato

gli uomini in cose, senza uccidere

la loro imprevidenza, affinché vivano

eterni stupendi dolori. Tu sei diventato

il mio ricordo.

(Slepnevo, 5 giugno 1916)

ANNA ACHMATOVA
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Vecchio 08-24-2010, 01:53 PM   #15
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UCCIDIMI

..con profonda grazia
narro l'amore che ho per te.

Non so fartene regalo
tanto esso è midollare.

Per cui ti prego "UCCIDIMI"
per poi succhiare nel midollo
l'idea mia di te.

UCCIDIMI
e fa
che non
ritorni a mani vuote.

Fabiola Ferrone
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