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Amico*
Data Registrazione: Aug 2010
Località: Modena e nel mondo
Messaggi: 4.778
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Il mio amato
con quel corpo nudo sfrontato stava come la morte sulle sue gambe possenti. Impazienti linee curve seguivano i suoi lombi ribelli nei loro disegni fermi. Il mio amato sembra perso da generazioni come un tartaro nel costante agguato di un cavaliere nell’abisso dei suoi occhi. O un berbero trafitto dal sangue caldo di una preghiera nel fresco bagliore dei suoi denti. Il mio amato come la natura ha un franco ineluttabile concetto approva l’onesta legge del potere con il mio fallimento. E’ selvaggiamente libero come un sano istinto nelle profondità di un’isola deserta. Toglie dalle scarpe la polvere delle strade con i brandelli della tenda di Majnun. Il mio amato sembra sia stato straniero dall’inizio della sua esistenza come un dio in un tempio nepalese. E’ un uomo dei secoli passati una reminiscenza della bellezza originaria. Nel suo spazio come nel profumo dell’infanzia costantemente risveglia memorie innocenti. E’ come un’allegra canzone popolare piena di barbarie e nudità. Ama sinceramente le particelle della vita le particelle della polvere il dolore dell’Uomo il dolore puro. Ama sinceramente un vicolo fiorito del villaggio un albero un gelato una corda da bucato. Il mio amato è un uomo semplice. Un uomo semplice che io ho nascosto nella spaventosa regione delle meraviglie in mezzo alla macchia dei miei seni come l’ultimo segno di una religione felice. Forugh Farrokhzad (1934-1967)
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E morderò la pelle che batte sul tuo cuore, perchè ti voglio.
- A.B. |
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