Discussione: La poesia antica
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Vecchio 06-29-2019, 07:41 AM  
enrichetto
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Predefinito Riferimento: La poesia antica

SULPICIA*

A Cerinto

È giunto amore finalmente. Nasconderlo
sarebbe vergogna assai più grave che svelarlo.
Commossa dai miei versi, Venere lo portò sino me,
tra le mie braccia, compì la sua promessa. I miei peccati
li racconti chi si dirà non ebbe i suoi.
Io quasi non vorrei neppure scriverli:
prima di lui, temo li legga un altro.
Ma giova aver peccato. Mi disturba
atteggiare il mio volto alla virtù.
Si dirà che son degna di lui, e lui di me.




(traduzione di Eva Cantarella)

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Luce mia, possa io non esser più
la tua ardente passione
come credo d’esser stata
in questi ultimi giorni se io,
in tutta la mia giovinezza,
ho mai commesso una sciocchezza,
di cui io possa confessare
di sentirmi più pentita,
quella di averti lasciato solo
la scorsa notte,
per volerti nascondere
il desiderio che ho di te.


*Sulpicia la Saffo dell'antica Roma...di lei, vissuta al tempo di Augusto, non restano che pochi componimenti.
Per saperne di piu'

http://www.softrevolutionzine.org/20...etessa-romana/




Venere capitolina
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Io li odio i nazisti dell'Illinois...
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