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#1 |
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Moderatore*
Data Registrazione: Dec 2007
Messaggi: 5.818
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Continuando la scia....
inserite qui le poesie che parlano di poesia ![]() Tra ciò che vedo e dico,
tra ciò che dico e taccio, tra ciò che taccio e sogno, tra ciò che sogno e scordo, la poesia. Scivola tra il sì e il no: dice ciò che taccio, tace ciò che dico, sogna ciò che scordo. Non è un dire: è un fare. È un fare che è un dire. La poesia si dice e si ode: è reale. E appena dico è reale, si dissipa. È più reale, così? (Octavio Paz) |
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#2 |
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Moderatore*
Data Registrazione: Dec 2007
Messaggi: 5.818
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Idea palpabile,
parola impalpabile: la poesia va e viene tra ciò che è e ciò che non è. Tesse riflessi e li stesse. La poesia semina occhi nella pagina, semina parole negli occhi. Gli occhi parlano, le parole guardano, gli sguardi pensano. Udire i pensieri, vedere ciò che diciamo, toccare il corpo dell'idea. Gli occhi si chiudono, le parole si aprono. (Octavio Paz) |
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#3 |
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Moderatore*
Data Registrazione: Dec 2007
Messaggi: 5.818
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Perchè la poesia ha questo compito sublime: di prendere tutto il dolore che ci spumeggia e ci romba nell'anima e di placarlo, di trasfigurarlo nella suprema calma dell'arte, così come sfociano i fiumi nella vastità celeste del mare. La poesia è una catarsi del dolore, come l'immensità della morte è una catarsi della vita. Quando tutto, ove siamo, è buio ed ogni cosa duole e l'anima penosamente sfiorisce, allora veramente ci sembra che ci sia donato da Dio chi sa sciogliere in canto il nodo delle lacrime e sa dire quello che a noi grida, imprigionato, nel cuore. Per chi ai suoi giorni non vede più che un colore di tramonto e sente, attraverso il suo cielo, salire l'estremo pallore, per chi ancora beve, con occhi allucinati, l'incanto delle cose, ma non sa, non può (perché è troppo tardi – perché non c'è più forza – perché tutto è stato bruciato, fino all'ultima stilla) tradurlo più in parole, ah, Tullio, è come rivivere trovare un'anima giovane che sprigiona il nostro stesso canto inespresso.
(dalle lettere di Antonia Pozzi a Tullio Gadenz) |
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#4 |
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Moderatore*
Data Registrazione: Dec 2007
Messaggi: 5.818
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Io non dico che metto fine a nulla
Al riguardo non mi faccio illusioni Io vorrei fare ancora poesia Ma l'ispirazione si è esaurita. La poesia si è comportata bene Io invece orribilmente male. Che ci guadagno nel dire Io mi sono comportato bene La poesia si è comportata male Quando sanno che la colpa è mia. E' giusto: sono proprio un imbecille! La poesia si è comportata bene Io invece orribilmente male La poesia con me ha chiuso. Nicanor Parra |
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#5 |
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Moderatore*
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Se la poesia non nasce con la stessa naturalezza delle foglie sugli alberi, è meglio che non nasca neppure.
Bella vero? E' di John Keats...d'altronde " il suo nome era scritto nell'acqua"..... ---------------------------------------------------------------------- La poesia è il salvagente cui mi aggrappo quando tutto sembra svanire. Quando il mio cuore gronda per lo strazio delle parole che feriscono dei silenzi che trascinano verso il precipizio. Quando sono diventato cosi impenetrabile che neanche l'aria riesce a passare. Gibran |
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#6 |
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Moderatore*
Data Registrazione: Dec 2007
Messaggi: 5.818
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Poesia è notizie dalla frontiera della coscienza,
Poesia è religione religione poesia, Sia poesia emozione ritrovata in emozione, Ogni poesia una temporanea follia e l’irreale è il più realistico, Dice l’indicibile Pronuncia l’impronunciabile sospiro del cuore, Una poesia… sta in una pagina sola ma può riempire un mondo e sta bene nella tasca di un cuore, Poesia è lotta continua contro silenzio, esilio inganno, Lasciate che un nuovo lirismo salvi il mondo da sé sia in sfide per giovani poeti Siate poeti, non affaristi… Mettete in discussione tutto e tutti… Date alla vostra poesia ali per volare sulle cime degli alberi, Evitate la provincia, mirate all’universo, Cercate di raggiungere l’irraggiungibile, Resistete molto, obbedite meno. Lawrence Ferlinghetti |
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#7 |
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Amico*
Data Registrazione: Oct 2008
Località: Marigliano (NA)
Messaggi: 495
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LE STIRPI CANORE
I mie carmi son prole delle foreste, altri dell'onde, altri delle arene, altri del Sole, altri del vento Agreste. Le mie parole sono profonde come le radici terrene, altre serene come i firmamenti, fervide come le vene degli adolescenti, ispide come i dumi, confuse come i fumi confusi, nette come i cristalli del monte, tremule come le fronde del pioppo, tumide come le narici dei cavalli a galoppo, labili comi i profumi diffusi, vergini come i calici appena schiusi, notturne come le rugiade dei cieli, funebri come gli asfodeli dell'Ade, pieghevoli come i salici dello stagno, tenui come i teli che fra due steli tesse il ragno. Gabriele D'Annunzio |
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