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#46 |
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Amico*
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se la si legge dall'ultima alla prima frase, è bellissima lo stesso...
Faby
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#47 |
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Moderatore*
Data Registrazione: Dec 2007
Messaggi: 5.389
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è verissimo faby!
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http://www.facebook.com/pages/Silenz...14405911919052
A volte le parole non bastano. E allora servono i colori. E le forme. E le note. E le emozioni. (A.Baricco) |
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#48 |
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Amico*
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Faby
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#49 |
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Moderatore*
Data Registrazione: Dec 2007
Messaggi: 5.389
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Questo era l'abbandono,e lo sapevi,
era la guerra oscura del cuore e tutto, era il lamento spezzato di angosce commosse, e l'ebbrezza,e il desiderio,e il lasciarsi andare, ed era questa la mia vita era questo che l'acqua dei tuoi occhi portava, era questo che stava nel cavo delle tue mani. Dimmi,m'hai sentito arrampicarmi fino alla tua forma per tutti i silenzi, per tutte le parole? Sento che sono l'ago di una freccia infinita, che penetra lontano,mai penetrerà, treno di umidi dolori in fuga verso l'eterno, gocciolando in ogni terra singhiozzi e domande. Ma eccola ,la tua forma familiare,ciò che è mio, il tuo,ciò che è mio,ciò che è tuo e m'inonda, eccola che mi empie le membra di abbandono, eccola,la tua tenerezza, che s'attorce alle stesse radici, che matura nella stessa carovana di frutta, ed esce dalla tua anima spezzata sotto le mie dita come il liquore del vino dal centro dell'uva. Pablo Neruda
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A volte le parole non bastano. E allora servono i colori. E le forme. E le note. E le emozioni. (A.Baricco) |
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#50 |
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Amico*
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NUDA SEI SEMPLICE
Nuda sei semplice come una delle tue mani, liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente, hai linee di luna, strade di mela, nuda sei sottile come il grano nudo. Nuda sei azzurra come la notte a Cuba, hai rampicanti e stelle nei tuoi capelli, nuda sei enorme e gialla come l'estate in una chiesa d'oro. Nuda sei piccola come una delle tue unghie, curva, sottile, rosea finché nasce il giorno e t'addentri nel sotterraneo del mondo. come in una lunga galleria di vestiti e di lavori: la tua chiarezza si spegne, si veste, si sfoglia e di nuovo torna a essere una mano nuda..
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#51 |
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Amico*
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Ode al giorno felice
Questa volta lasciate che sia felice, non è successo nulla a nessuno, non sono da nessuna parte, succede solo che sono felice fino all’ultimo profondo angolino del cuore. Camminando,dormendo o scrivendo, che posso farci, sono felice. sono più sterminato dell’erba nelle praterie, sento la pelle come un albero raggrinzito, e l’acqua sotto,gli uccelli in cima, il mare come un anello intorno alla mia vita, fatta di pane e pietra la terra l’aria canta come una chitarra.. Faby
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#52 |
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Amico*
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Ho fame della tua bocca - Pablo Neruda
Ho fame della tua bocca, della tua voce, dei tuoi capelli e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso, non mi sostiene il pane, l'alba mi sconvolge, cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno. Sono affamato del tuo riso che scorre, delle tue mani color di furioso granaio, ho fame della pallida pietra delle tue unghie, voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta. Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza, il naso sovrano dell'aitante volto, voglio mangiare l'ombra fugace delle tue ciglia e affamato vado e vengo annusando il crepuscolo, cercandoti, cercando il tuo cuore caldo come un puma nella solitudine di Quitratue. Faby
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#53 |
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Amico*
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Sei tutta spume...
Sete di te m'incalza nelle notti affamate. Sei tutta spume agili e leggere e i baci ti percorrono e t'irrigano i giorni. Il mio gesto, la mia ansietà, pendono dal tuo sguardo. Vaso di risonanze e di stelle prigioniere. Son stanco, tutte le foglie cadono, muoiono. Cadono, muoiono gli uccelli. Cadono, muoiono le vite. Stanco, son stanco. Vieni, desiderami, fammi vibrare. Oh, mia povera illusione, mia accesa ghirlanda! L'ansia cade, muore. Cade, muore il desiderio. Cadono, muoiono le fiamme nella notte infinita. Fiammata di luci, colomba di crete bionde, liberami da questa notte che incalza e distrugge. Sommergimi nel tuo nido di vertigine e di carezza. Desiderami, trattienimi. L'ebbrezza all'ombra fiorita dei tuoi occhi, le cadute, i trionfi, gli sbalzi della febbre. Amami, amami, amami. In piedi ti grido! Amami. Infrango la mia voce gridandoti e faccio ore di fuoco nella notte pregna di stelle e di levrieri. Infrango la mia voce e grido. Donna, amami, desiderami. La mia voce arde nei venti, la mia voce che cade e muore. Stanco. Son stanco. Fuggi. Allontanati. Estinguiti. Non imprigionare la mia sterile testa tra le tue mani. Mi segnino la fronte le fruste del gelo. La mia inquietudine si sferzi con i venti dell'Atlantico. Fuggi. Allontanati. Estinguiti. La mia anima deve star sola. Deve crocifiggersi, sbriciolarsi, rotolare, versarsi, contaminarsi sola, aperta alla marea dei pianti, ardendo nel ciclone delle furie, eretta tra i monti e tra gli uccelli, distruggersi, sterminarsi sola, abbandonata e unica come un faro di spavento. da Il Fromboliere Entusiasta "sete di te m'incalza....2 e già.. Faby
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#54 |
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Amico*
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Un giorno
A te, amore, questo giorno lo consacro a te. Nacque azzurro, con un'ala bianca in mezzo al cielo. Giunse la luce all'immobilità dei cipressi. Esseri minuscoli sbucarono sull'orlo di una foglia o sulla chiazza del sole su una pietra. E il giorno rimarrà azzurro finché entrerà la notte come un fiume e farà tremare l'ombra con le sue acque azzurre. A te, amore, questo giorno. Non appena, da lontano, dal sogno, l'ho presagito e non appena mi ha sfiorato il suo tessuto di rete incalcolabile ho pensato: è per lei. Fu un battito d'argento, fu un pesce azzurro che volava sul mare, fu un contatto di sabbie abbaglianti, fu il volo d'una freccia che tra il cielo e la terra attraversò il mio sangue e come un raggio accolsi nel mio corpo lo straripante splendore del giorno. E' per te, amore mio. Io dissi: è per lei. Questa veste è sua. Il lampo azzurro che si fermò sufl'acqua e sulla terra lo consacro a te. A te, amore, questo giorno. Come una coppa elettrica o una corolla d'acqua tremante, alzalo nelle tue mani, bevilo con gli occhi e con la bocca, riversalo nelle tue vene perché arda la stessa luce nel tuo sangue e nel mio. Io ti do questo giorno con tutto quel che potrà portare: le uve trasparenti di zaffiro e la ventata rotta che porta alla tua finestra le sofferenze del mondo. Io ti do tutto il giorno. Con lo splendore e la sofferenza faremo il pane della nostra vita, senza rifiutare quanto porterà il vento e non coglieremo solo la luce del cielo ma anche le aspre cifre dell'ombra sulla terra. Tutto ti appartiene. Tutto questo giorno con il suo grappolo azzurro e la lacrima segreta di sangue che tu troverai sulla terra. E non ti accecherà il buio né la luce abbagliante: di questo intrigo umano sono fatte le vite e di questo pane dell'uomo mangeremo. E il nostro amore fatto di luce oscura e d'ombra raggiante sarà come questo giorno vincitore che entrerà come un fiume di splendore nel cuore della notte. Prendi questo giorno, amata. Tutto questo giorno è tuo. Lo do ai tuoi occhi, amore mio, lo do al tuo petto; te lo lascio tra le mani e tra i capelli, come un ramo celeste. Te lo do perché ti faccia una veste d'argento azzurro e d'acqua. Quando arriverà la notte che questo giorno inonderà con la sua sete tremante, stenditi accanto a me, toccami e coprimi con tutti i tessuti stellati della luce e dell'ombra e chiudi i tuoi occhi allora perché io dorma.
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#55 |
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Amico*
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"Posso scrivere i versi"
Posso scrivere i versi più tristi stanotte. Scrivere, per esempio. "La notte è stellata, e tremano, azzurri, gli astri in lontananza". E il vento della notte gira nel cielo e canta. Posso scrivere i versi più tristi stanotte. Io l'ho amata e a volte anche lei mi amava. In notti come questa l'ho tenuta tra le braccia. L'ho baciata tante volte sotto il cielo infinito. Lei mi ha amato e a volte anch'io l'amavo. Come non amare i suoi grandi occhi fissi. Posso scrivere i versi più tristi stanotte. Pensare che non l'ho più. Sentire che l'ho persa. Sentire la notte immensa, ancor più immensa senza di lei. E il verso scende sull'anima come la rugiada sul prato. Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla. La notte è stellata e lei non è con me. Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta. Lontano. La mia anima non si rassegna d'averla persa. Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca. Il mio cuore la cerca, e lei non è con me. La stessa notte che sbianca gli stessi alberi. Noi, quelli d'allora, già non siamo gli stessi. Io non l'amo più, è vero, ma quanto l'ho amata. La mia voce cercava il vento per arrivare alle sue orecchie. D'un altro. Sarà d'un altro. Come prima dei miei baci. La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti. Ormai non l'amo più, è vero, ma forse l'amo ancora. E' così breve l'amore e così lungo l'oblio. E siccome in notti come questa l'ho tenuta tra le braccia, la mia anima non si rassegna d'averla persa. Benchè questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa, e questi gli ultimi versi che io le scrivo. Faby
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#56 |
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Amico*
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Per un uomo così avrei fatto follie!
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#57 |
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Amico*
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Seguiteranno a viaggiare
tra gli astri oggetti metallici con dentro uomini stanchi, violenteranno la luna aprendovi farmacie. E’ il tempo dell’uva piena e il vino comincia a vivere tra le montagne e il mare. In Cile ballano le ciliege, cantano le ragazze brune, l’acqua nelle chitarre luccica. Il sole bacia ogni porta e col grano fa miracoli. Il primo vino è rosato, dolce come un bimbo tenero; il secondo vino è robusto come voce di marinaio; e il terzo vino è un topazio, un papavero e un incendio. La mia casa ha mare e terra, la mia donna ha grandi occhi color nocciola selvatica quando si fa notte il mare si veste di bianco e di verde, e la luna tra le schiume sogna come una sposa marina. Non voglio cambiare pianeta. "PIGRO" bellissima Faby
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#58 |
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Amico*
Data Registrazione: Aug 2004
Località: un po' di qua un po' di la, ma soprattutto fuori di me
Messaggi: 4.729
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Questa si che è poesia! Altro che i poetastri improvvisati di oggi che non hanno un'idea di come si mette sulla carta un'emozione, un sentimento. Il nostro Pablo si che sapeva che cos'era la poesia...e si sente in ogni suo verso la carica e la scarica di emozioni elettriche che ci invade cuore, corpo , cervello ed anima
![]() Anche questa poesia è strastupendissima Cara Faby ![]() Grazie di averla postata ![]() Ti abbraccio forte ![]() -Pooh- ![]() ...
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L'UnicaVeraFolliaPerAmore
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#59 | |
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Amico*
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Faby...troppo bella!
Particolarmente quest'ultima parte: Citazione:
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#60 |
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Amico*
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Notte marina
Notte marina, statua bianca e verde, ti amo, dormi con me. Le strade mi hanno a poco a poco sgretolato e ucciso, il legno è cresciuto con me, l'uomo ha conquistato la sua cenere, disposto a riposare avvolto nella terra. Si è fatta notte perché non vedessero i tuoi occhi il suo misero riposo: ha voluto vicinanza, ha aperto le braccia custodito da vite e da pareti ed è caduto nel sonno del silenzio, è disceso con le radici nella terra funebre. Io, notte Oceano, alla tua forma aperta, al tuo spazio vegliato dalle stelle, alla bocca bagnata del tuo canto sono giunto con l'amore che m'innalza. Ti ho vista nascere, notte del mare, percossa da infinita madreperla: ho visto le tue fibre stellate unirsi alla tua elettrica cintura e il moto azzurro dei suoni che incalzano la tua immensa dolcezza divorata. Amami senza amore, sposa di sangue. Amami con la tua vastitàm col fiume della tua respirazione, con la crescita di tutti i tuoi diamanti che traboccano: amami senza la tregua del tuo volto, dammi la proibità del tuo tormento. Bella sei, donna amata, notte bella: hai in serbo la tempesta come un'ape assopita fra i tuoi stami allarmati, e sogno e acqua tremano nei calici del tuo petto battuto dalle onde. Notturno amore, ho seguito la tua eterna elevazione, la tentennante torre che attira a sé le stelle, la misura del tuo vacillamento, le città che edifica la schiuma sui tuoi fianchi: io sono incatenato alla tua gola e alle labbra che spacchi sulla riva. Chi sei? Notte dei mari, dimmi se la chioma scoscesa ricopre tutto questo deserto, se è infinito questo spazio di sangue e praterie. Dimmi chi sei, piena di navi, piena di lune che stritola il vento, signora di ogni metallo, rosa della profondità, rosa bagnata dall'intemperie dell'amore nudo. Tunica della terra, statua verde, dammi un'onnda che sembri una campana, dammi un'onda di zagara furiosa, quel brulichio di fuochi, quella navi del cielo capitale, l'acqua che il solco, lo sciame di fiamme celesti: voglio un solo minuto di estensione e, più di ogni altro sogno, la tua distanza: tutta la porpora che misuri, il grave pensieroso sistema costellato: tutta la tua chioma che visita l'oscurità e il giorno che prepari. Voglio avere il tuo volto simultaneo, aprirlo nel mio intimo per nascere su tutte le tue rive, per andare con tutti i tuoi segreti respirati, con le tue scure linee che difendo dentro di me come sangue o bandiere, portando queste arcane proporzioni al mare di ogni giorno, alla batteglie che ad ogni porta - amori o minacce - covano. Ma allora entrerò nella città con tanti occhi quanti ne hai tu e indosserò il vestito con cui mi hai visitato perché tocchino l'acqua totale che non si misura: purezza e distruzione contro tutta la morte, distanza che non si può esaurire, musica per chi dorme e per chi si ridesta |
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