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#61 |
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Moderatore*
Data Registrazione: Dec 2007
Messaggi: 5.389
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(questa è struggente e meravigliosa...
)Empiti di me. Empiti di me. Desiderami, stremami, versami, sacrificami. Chiedimi. Raccoglimi, contienimi, nascondimi. Voglio esser di qualcuno, voglio esser tuo, è la tua ora. Sono colui che passò saltando sopra le cose il fuggitivo, il dolente. Ma sento la tua ora, l'ora in cui la mia vita gocciolerà sulla tua anima, l'ora delle tenerezze che mai non versai, l'ora dei silenzi che non hanno parole, la tua ora, alba di sangue che mi nutrì d'angosce, la tua ora, mezzanotte che mi fu solitaria. Liberami di me. Voglio uscire dalla mia anima. Io sono ciò che geme, che arde, che soffre. Io sono ciò che attacca, che ulula, che canta. No, non voglio esser questo. Aiutami a rompere queste porte immense. Con le tue spalle di seta disseppellisci queste ancore. Così una sera crocifissero il mio dolore. Liberami di me. Voglio uscire dalla mia anima. Voglio non aver limiti ed elevarmi verso quell'astro. Il mio cuore non deve tacere oggi o domani. Deve partecipare di ciò che tocca, dev'essere di metalli, di radici, d'ali. Non posso esser la pietra che s'innalza e non torna, non posso esser l'ombra che si disfa e passa. No, non può essere, non può essere. Allora griderei, piangerei, gemerei. Non può essere, non può essere. Chi avrebbe rotto questa vibrazione delle mie ali? Chi m'avrebbe sterminato? Quale disegno, quale parola? Non può essere, non può essere, non può essere. Liberami di me, voglio uscire dalla mia anima. Perché tu sei la mia rotta. T'ho forgiata in lotta viva. Dalla mia lotta oscura contro me stesso, fosti. Hai da me quell'impronta di avidità non sazia. Da quando io li guardo i tuoi occhi son più tristi. Andiamo insieme. Spezziamo questa strada insieme. Sarò la tua rotta. Passa. Lasciami andare. Desiderami, stremami, versami, sacrificami. Fai vacillare le cinte dei miei ultimi limiti. E che io possa, alfine, correre in fuga pazza, inondando le terre come un fiume terribile, sciogliendo questi nodi, ah Dio mio, questi nodi, spezzando, bruciando, distruggendo come una lava pazza ciò che esiste, correre fuor di me stesso, perdutamente, libero di me, furiosamente libero. Andarmene, Dio mio, andarmene!
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A volte le parole non bastano. E allora servono i colori. E le forme. E le note. E le emozioni. (A.Baricco) |
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#62 |
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Amico*
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Nel mio cielo al crepuscolo (Venti poesie d'amore..., XVI)
Pablo Neruda Nel mio cielo al crepuscolo sei come una nube e il tuo colore e la forma sono come io li voglio. Sei mia, sei mia, donna dalle labbra dolci e vivono nella tua vita i miei sogni infiniti. La lampada della mia anima ti fa rosa i piedi, il mio acido vino è più dolce sulle tue labbra, oh mietitrice della mia canzone d’imbrunire, come ti sentono mia i miei sogni solitari! Sei mia, sei mia, vado gridando nella brezza della sera, e il vento trascina la mia voce vedova. Cacciatrice del fondo dei miei occhi, il tuo furto ristagna come l’acqua il tuo sguardo notturno. Nella rete della mia musica sei prigioniera, amor mio, e le mie reti di musica sono ampie come il cielo. La mia anima nasce sulla riva dei tuoi occhi a lutto. Nei tuoi occhi a lutto inizia il paese del sogno. Faby
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#63 |
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Amico*
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Un altra meraviglia di Neruda... la dedicherò a due amici che si sposano a breve
ORMAI SEI MIA Ormai sei mia. Riposa con il tuo sogno nel mio sogno. Amore, dolore e fatiche devono dormire ora. Gira la notte sulle sue invisibili ruote e accanto a me sei pura come l'ambra addormentata. Nessun'altra, amore, dormirà con i miei sogni. Andrai, andremo insieme attraverso le acque del tempo. Nessuna attravrerserà l'ombra con me, solo tu, sempre viva, sempre sole, sempre luna. Ormai le tue mani hanno aperto i pugni delicati e lasciato cadere soavi segni senza rotta, i tuoi occhi si sono chiusi come due ali grige, mentr'io seguo l'acqua che porti e che mi porta: la notte, il mondo, il vento dipanano il loro destino, e senza te non sono ormai che il tuo sogno.
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#64 |
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Amico*
Data Registrazione: Aug 2005
Località: Salzburg (AT)
Messaggi: 820
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non so cosa scrivere....sono tutte così belle...e di certo saranno già state tutte scritte...tuttavia...ecco la mia poesia preferita, quella che, per me, è la più bella mai scritta...
XVII sonetto Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio o freccia di garofani che propagano il fuoco: t'amo come si amano certe cose oscure, segretamente, tra l'ombra e l'anima. T'amo come la pianta che non fiorisce e reca dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori; grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo il concentrato aroma che ascese dalla terra. T'amo senza sapere come, né quando, né da dove, t'amo direttamente senza problemi né orgoglio: così ti amo perché non so amare altrimenti che così, in questo modo in cui non sono e non sei, così vicino che la tua mano sul mio petto è mia, così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
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...Io son l'umile ancella del genio creator, ei m'offre la favella, io la diffondo ai cor...
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#65 |
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Amico*
Data Registrazione: Dec 2007
Località: Cintura di Orione, seconda stella a sinistra (un pò sotto Varese)
Messaggi: 2.360
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Questa poesia mi fa tornare alla memoria Troisi nel suo ultimo film
Walking Around succede che mi stanco d'esser uomo. succede che entro nelle sartorie e nei cinema smorto, impenetrabile, come un cigno di feltro che naviga in un'acqua di origine e di cenere. L'odore dei parrucchiaeri mi fa piangere e stridere. voglio solo un riposo di ciottoli o di lana, non voglio più vedere stabilimenti e giardini, mercanzie, occhiali, ascensori. Succede che mi stanco dei miei piedi e delle mie unghie e dei miei capelli e della mia ombra. succede che mi stanco di esser uomo. Dopo tutto sarebbe delizioso spaventare un notaio con un gladiolo mozzo o dar morte a una monaca con un colpo d'orecchio. sarebbe bello andare per le vie con un coltello verde e gettar grida fino a morir di freddo. Non voglio più esser<radice nelle tenebre, barcollante, con brividi di sonno, proteso all'ingiù, nelle fradicie argille della terra, assorbendo e pensando, mangiando tutti i giorni. Non voglio per me tante disgrazie. non voglio esser più radice e tomba, sotterraneo deserto, stiva di morti, intirizzito, morente di pena. E per ciò il lunedì brucia come il petrolio quando mi vede giungere con viso da recluso e urla nel suo scorrere come vuota ferita e fa passi di sangue caldo verso la notte. E mi spinge in certi angoli, in certe case umide, n ospedali dove le ossa escono dalla finestra, in certe calzolerie che puzzano d'aceto, in strade spaventose come crepe. Vi sono uccelli color zolfo e orribili intestini appesi alle porte delle case che odo vi sono dentiere dimenticate in una caffettiera, vi sono specchi che avrebbero dovuto piangere di vergogna e di spavento, vi sono ombrelli dappertutto e veleni e ombelichi. Io passeggio con calma, con occhi, con scarpe, con furia, con oblio, passo attraverso uffici e negozi ortopedici e cortili con panni tesi a un filo metallico: mutande asciugamani e camicie che piangono lente lacrime sporche
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Preferisco pormi delle domande che inventarmi delle risposte! |
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#66 |
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Moderatore*
Data Registrazione: Dec 2007
Messaggi: 5.389
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Alien ma è di Neruda..?mai sentita....inquietante e bellissima..
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A volte le parole non bastano. E allora servono i colori. E le forme. E le note. E le emozioni. (A.Baricco) |
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#67 |
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Amico*
Data Registrazione: Dec 2007
Località: Cintura di Orione, seconda stella a sinistra (un pò sotto Varese)
Messaggi: 2.360
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Si si, è sua, fidati.
Il titolo è in inglese anche nella versione originale ed appartiene alla raccolta Resistenza sulla terra (1931-1935) Ecco la scena del film Il postino a cui mi riferivo <embed src="http://www.youtube.com/v/MiGGagSRO88&hl=en" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344"></embed>
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Preferisco pormi delle domande che inventarmi delle risposte! |
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#68 |
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Amico*
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...è vero... sembra quasi di tagliare a fette l'inquietudine...diventa quasi carnea...
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#69 |
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Amico*
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bellissima,conosco bene questa sua poesia...
bellissima Faby (nel frattempo l'Italia ha segnato )
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#70 |
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Amico*
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Acqua sessuale
Rotolando a goccioloni soli, a gocce come denti, a densi goccioloni di marmellata e sangue, rotolando a goccioloni, cade l'acqua, come una spada in gocce, come un tagliente fiume vitreo, cade mordendo, scuotendo l'asse di simmetria, picchiando sulle costure dell'anima, rompendo cose abbandonate, infradiciando il buio. È solamente un soffio, più madido del pianto, un liquido, un sudore, un olio senza nome, un movimento acuto, che diviene, si addensa, cade l'acqua, a goccioloni lenti, verso il suo mare, verso il suo asciutto oceano, verso il suo flutto senz'acqua. Vedo l'estate distesa, e un rantolo che esce da una granaio, cantine, cicale, città, eccitazioni, camere, ragazze che dormono con le mani sul cuore, che sognano banditi, incendi, vedo navi, vedo alberi col midollo irti come gatti rabbiosi, vedo sangue, pugnali e calze da donna, e peli d'uomo, vedo letti, vedo corridoi dove grida una vergine, vedo coperte ed organi ed alberghi. Vedo i sogni silenziosi, accetto gli ultimi giorni e anche le origini e anche i ricordi, come una palpebra atrocemente alzata per forza sto guardando. E allora c'è questo suono: un rumore rosso di ossa, un incollarsi di carne e gambe, bionde come spighe, che si allacciano. Io ascolto in mezzo al fuoco di fila dei baci, ascolto, turbato tra respiri e singhiozzi. Sto guardando, ascoltando, con metà dell'anima in mare e metà dell'anima in terra e con le due metà guardo il mondo. E per quanto io chiuda gli occhi e mi copra interamente il cuore, vedo cadere un'acqua sorda, a goccioloni sordi. È un uragano di gelatina, uno scroscio di sperma e di meduse. Vedo levarsi un cupo arcobaleno. Vedo le sue acque attraversare le ossa. .... ......... |
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#71 |
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Moderatore*
Data Registrazione: Dec 2007
Messaggi: 5.389
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POTERI
Forse l'amore restituisce un cristallo rotto nel fondo dell'essere, un sale sparso e perduto e tra sangue e silenzio appare come la creatura il potere che non impera se non dentro il godimento e l'anima Così in questo equilibrio potrebbe fondarsi un'ape o rinchiudere le conquiste di tutti i tempi in un papavero, perchè è tanto infinito non amare e attendere sulla riva di un fiume rotondo e così son tramutati i vincoli nel minuscolo regno appena scoperto. P.Neruda
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A volte le parole non bastano. E allora servono i colori. E le forme. E le note. E le emozioni. (A.Baricco) |
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#72 |
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Amico*
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Abbiamo perso...
Abbiamo perso anche questo crepuscolo. Nessuno ci ha visto stasera mano nella mano mentre la notte azzurra cadeva sul mondo. Ho visto dalla mia finestra la festa del tramonto sui monti lontani. A volte, come una moneta mi si accendeva un pezzo di sole tra le mani. Io ti ricordavo con l'anima oppressa da quella tristezza che tu mi conosci. Dove eri allora? Tra quali genti? Dicendo quali parole? Perchè mi investirà tutto l'amore di colpo quando mi sento triste e ti sento lontana? E' caduto il libro che sempre si prende al crepuscolo e come cane ferito il mantello mi si è accucciato tra i piedi. Sempre, sempre ti allontani la sera e vai dove il crepuscolo corre cancellando statue. da Venti poesie d'amore e una canzone disperata
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Amico*
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Due amanti felici
Due amanti felici fanno un solo pane, una sola goccia di luna nell'erba, lascian camminando due ombre che s'unisco, lasciano un solo sole vuoto in un letto. Di tutte le verità scelsero il giorno: non s'uccisero con fili, ma con un aroma e non spezzarono la pace né le parole. E' la felicità una torre trasparente. L'aria, il vino vanno coi due amanti, gli regala la notte i suoi petali felici, hanno diritto a tutti i garofani. Due amanti felici non hanno fine né morte, nascono e muoiono più volte vivendo, hanno l'eternità della natura.
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#74 |
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Amico*
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Sete di te m'incalza
Sete di te m'incalza nelle notti affamate. Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita. Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa. Sete di metallo ardente, sete di radici avide. Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora. Sei piena di tutte le ombre che mi spiano. Mi segui come gli astri seguono la notte. Mia madre mi partorì pieno di domande sottili. Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci. Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo. Solco per il torbido seme del mio nome. Esista una terra mia che non copra la tua orma. Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove. Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla. Come poter non amarti se per questo devo amarti. Se questo è il legame come poterlo tagliare, come. Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa. Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce. Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane. Gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi occhi. La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci. L'anima è accesa di queste braccia che ti amano. Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo. Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete. E in essa si distrugge come l'acqua nel fuoco. Passione pura...
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#75 |
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Amico*
Data Registrazione: Feb 2008
Località: Salerno
Messaggi: 331
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Ardono i sementi,
scricchiola il grano, insetti azzurri cercano ombra.. E a sera salgono mille stelle fresche verso il cielo cupo: son lucciole vagabonde. |
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