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#1 |
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Moderatore*
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Specchio
Sono esatto e d'argento, privo di preconcetti. qualunque cosa io veda subito l'inghiottisco tale e quale senza ombre di amore o disgusto. Io non sono crudele, ma soltanto veritiero - quadrangolare occhio di un piccolo iddio. Il più del tempo rifletto sulla parete di fronte. E' rosa, macchiettata. Ormai da tanto tempo la guardo che la sento un pezzo del mio cuore. Ma lei c'è e non c'è. Visi e oscurità continuamente si separano. Adesso io sono un lago. Su me si china una donna cercando in me di scoprire quella che lei è realmente. Poi a quelle bugiarde si volta: alle candele o alla luna. Io vedo la sua schiena e la rifletto fedelmente. Me ne ripaga con lacrime e un agitare di mani. Sono importante per lei. Anche lei viene e va. Ogni mattina il suo viso si alterna all'oscurità. In me lei ha annegato una ragazza, da me gli sorge incontro giorno dopo giorno una vecchia, pesce mostruoso. - Sylvia Plath - |
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#2 |
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Amico*
Data Registrazione: Aug 2010
Località: Modena e nel mondo
Messaggi: 4.778
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OLMO
Conosco il fondo, dice. Lo conosco con la mia grossa radice: è quello di cui tu hai paura. Io non ne ho paura: ci sono stata. E’ il mare che senti in me, le sue insoddisfazioni? O la voce del nulla, che era la tua pazzia? L’amore è un’ombra. Come lo insegui con menzogne e pianti. Ascolta: ecco i suoi zoccoli: è corso via, come un cavallo. Per tutta la notte galopperò così, impetuosamente, finchè la tua testa non sarà una pietra, il tuo cuscino una zolla, rimandando echi ed echi. O vuoi che ti porti il suono dei veleni? Ecco, questa è la pioggia ora, questo grande azzittirsi. E questo è il suo frutto: bianco-stagno, come arsenico. Ho patito l’atrocità dei tramonti. Bruciati fino alla radice i miei filamenti rossi ardono ritti, una mano di fili di ferro. Ora mi rompo in pezzi che volano intorno come clave. Un vento di tale violenza non tollera neutralità: devo urlare. Anche la luna è spietata: vuole trascinarmi crudelmemte, lei che è sterile Il suo splendore mi folgora. O forse l’ho catturata. La lascio andare. La lascio andare diminuita e piatta, come dopo un intervento radicale. Come mi possiedono e mi colmano i tuoi brutti sogni. Sono abitata da un grido. Di notte esce svolazzando in cerca, con i suoi uncini, di qualcosa da amare. Mi terrorizza questa cosa scura che dorme in me; tutto il giorno ne sento il tacito rivoltarsi piumato, la malignità. Le nuvole passano e si disperdono Sono quelli i volti dell’amore, quelle pallide irrecuperabilità? E’ per questo che agito il mio cuore? Sono incapace di maggiore conoscenza. Che cos’è questo, questa faccia così assassina nel suo strangolio di rami? Sibilano i suoi acidi serpentini. Pietrificano la volontà. Queste sono le colpe isolate e lente che uccidono e uccidono e uccidono. ![]()
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E morderò la pelle che batte sul tuo cuore, perchè ti voglio.
- A.B. |
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#3 |
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Amico*
Data Registrazione: Oct 2010
Località: calabria
Messaggi: 1.083
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Io sono verticale
Ma preferirei essere orizzontale. Non sono un albero con radici nel suolo succhiante minerali e amore materno così da poter brillare di foglie a ogni marzo, né sono la beltà di un'aiuola ultradipinta che susciti grida di meraviglia, senza sapere che presto dovrò perdere i miei petali. Confronto a me, un albero è immortale e la cima di un fiore, non alta, ma più clamorosa: dell'uno la lunga vita, dell'altra mi manca l'audacia. Stasera, all'infinitesimo lume delle stelle, alberi e fiori hanno sparso i loro freddi profumi. Ci passo in mezzo ma nessuno di loro ne fa caso. A volte io penso che mentre dormo forse assomiglio a loro nel modo più perfetto - con i miei pensieri andati in nebbia. Stare sdraiata è per me più naturale. Allora il cielo ed io siamo in aperto colloquio, e sarò utile il giorno che resto sdraiata per sempre: finalmente gli alberi mi toccheranno, i fiori avranno tempo per me.
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Prendi me gambo e rendimi fiore.Merini |
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