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Essenza 12-11-2011 09:40 AM

Lettere...o dialoghi
 
20 aprile 1908

Per un mese sono stata qui da sola — tra un altro mese sarò partita. Sarà tutto finito. Vivo con queste tre parole dinnanzi agli occhi, giorno e notte; eppure non riesco a capirle, non significano nulla per me... Cosa! Sarò partita, non ti vedrò più, non sentirò più la tua voce, non mi sveglierò più pensando: «Tra non so quante ore ci vedremo, terrà le mie mani tra le sue, i miei occhi sprofonderanno nei suoi occhi...?» Cosa ne sarà di me? Non ho più vita al di fuori di te non ho coscienza se non del mio pensarti, dei miei sentimenti per te.
Io che dominavo la vita, in realtà le vivevo a fianco, ora mi sento talmente umiliata, talmente assorta, senza più un filo di volontà e di identità! Il mio unico desiderio è stare con te, sentire le mie mani nelle tue. Ah, se mai leggerai queste righe, ti renderai conto di quanto sei stato amato!
(Edith Wharton )

Essenza 12-11-2011 09:55 AM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
"...alla fine ti bacerò sul cuore,
perché ti voglio,
morderò la pelle che batte sul tuo cuore,
perché ti voglio,
e con il cuore tra le mie labbra
tu sarai mio,davvero,
con la mia bocca nel cuore
tu sarai mio,per sempre,
se non mi credi apri gli occhi
signore amato mio
e guardami,sono io,
chi potrà mai cancellare questo istante che accade,
e questo mio corpo senza più seta,
le tue mani che lo toccano,
i tuoi okki che lo guardano...
Nn c'è fine,nn finirà,lo vedi?
Nessuno potrà cancellare questo istante che accade,
per sempre getterai la testa indietro,gridando,
per sempre chiuderò gli occhi
staccando le lacrime dalle mie ciglia,
la mia voce dentro la tua,
la tua violenza a tenermi stretta,
NON C'è PIù TEMPO PER FUGGIRE E
FORZA PER RESISTERE,
doveva essere questo istante,
e questo istante è,credimi signore amato mio,
questo istante sarà,da adesso in poi,
sarà,fino alla fine...
Noi non ci vedremo più,signore.
Quello che era per noi,l'abbiamo fatto,e voi lo sapete
Credetemi:l'abbiamo fatto per sempre.
Serbate la vostra vita al riparo da me.
E non esitate,
se sarà utile per la vostra felicità,
a dimenticare questa donna
che ora vi dice,senza rimpianto,
ADDIO...."
(Alessandro Baricco )

delfina 12-25-2011 03:51 PM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
-Almeno vi siete dati qualche bacio, qualche…
-Qualche bacio? Ma nemmeno per sogno! Ero innamoratissimo e la rispettavo.
-E poi come finì?
-Come quasi sempre avviene: preferì il mio migliore amico.
-Probabilmente questo tuo amico la baciava, mentre tu la rispettavi.

“L’arte della gioia” Goliarda Sapienza



delfina 12-28-2011 11:54 AM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
"Perchè sei sempre triste?" gli ho chiesto.
"Non sono triste."
"Si che lo sei."
"Non è quello", mi ha detto. Mi ha detto che secondo lui la gente vive per anni e anni, ma in realtà è solo in una piccola parte di quegli anni che vive davvero, e cioè negli anni in cui riesce a fare ciò per cui è nata. Allora, lì, è felice. Il resto del tempo è tempo che passa ad aspettare o a ricordare.
Quando aspetti o ricordi, mi ha detto, non sei nè triste nè felice. Sembri triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando. Non è triste la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda. Semplicemente è lontana.
"Io sto aspettando", mi ha detto.
"Cosa?"
"Sto aspettando di fare ciò per cui sono nato."


(Alessandro Baricco - Questa storia)

enrichetto 01-06-2012 08:26 AM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
Scrivimi una lettera fra tanto tempo. Scrivimela a mano, con la tua calligrafia. Prova a mandarmi tanti pezzi di cuore. Scrivimi come stai, dall’inizio alla fine, sei origine e polvere magica. Oppure non scrivere niente, mandami la busta vuota con dentro la tua anima ed io senza scriverti niente, ovunque sarò ti risponderò e tu saprai sempre riconoscerti nelle mie parole, solo tue. C’è un bacio sul tavolo, me l’hai lasciato qui. E ricordati, non sempre, ma spesso, una cosa. La tua vita può vedere tutti i miei desideri perché i miei desideri hanno l’altezza dei tuoi occhi.

Massimo Bisotti da “La luna blu”

delfina 02-05-2012 09:28 AM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
ULTIMA LETTERA

Caro Amore,
guardare in faccia la vita, guardarla attentamente e capirla al fine unico di comprenderla, amarla, e scegliere di metterla da parte, scegliere di lasciarla alla sua bellezza universale e andarsene insieme agli anni vissuti e trascorsi insieme. Ai giorni. All’amore.
Andarsene via insieme a tutto quello che la vita stessa unita alla consapevolezza della morte e al desiderio intrinseco di quest’ultima ci hanno regalato. E poi attimi. Istanti eterni…
Lasciarsi guidare in un mondo che volevo ma che non hai voluto tu. Fa che sul mio viso non scompaia mai il tuo sorriso, il tuo amarmi e il mio non voler…cosa? Farmi amare, forse. Farti soffrire, probabilmente. Mostrarti parti di me che spaventano persino me stessa, sicuramente. Me ne andrò dalla tua vita, per non farci ulteriormente del male, per non urtarci con i nostri ricatti morali, con il nostro troppo e il nostro troppo poco. Quando verrà la tua assenza mi sentirò impreparata, ancora legata a te. E tu?
Che cosa farai?
Ed io, su quale cuscino scioglierò i miei capelli?
Dove porterò quel sorriso e la mia valigia piena di vestiti che conosci?
Una frenesia nel cuore, un dubbio atroce: é finito tutto oppure non è cominciato? Fuori tutto il mondo ed ogni cosa stanno al suo posto, gli orologi girano le ore e tutto quanto il resto.
Amore mio fermami, da questi pensieri troppo fragili, da queste fiale troppo complici, dai sorrisi troppo ironici, dalla troppa solitudine.
Guardare la vita, guardarla attentamente e tentare di comprenderla al fine di amarla e scegliere di metterla da parte. Di andarsene insieme a quello che ci ha legati. Alle parole. L’amore. L’oblio.
Insieme alle ore. Quelle ore che non avranno più sorelle. E scegliere di andarsene.
Per sempre.


Virginia Woolf

Essenza 02-09-2012 01:00 PM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
Un giorno che versavo amare lacrime, che in dolore disciolta svaniva la mia speranza, ed io stavo solitario presso l'arido tumulo che in un breve oscuro spazio chiudeva la forma della mia vita - solitario come nessuno era mai stato, sospinto da indicibile angoscia - privo di forze, in me soltanto un senso di miseria, come mi guardavo intorno cercando aiuto, non potevo avanzare né indietreggiare, e mi aggrappavo alla fuggente vita, spenta, con infinita nostalgia: - allora venne dalle azzurre lontananze - dalle altezze della mia antica beatitudine un brivido crepuscolare - si spezzò d'un tratto il vincolo della nascita - la catena della luce. Svanì la magnificenza terrestre e il mio lutto con lei - confluì in un mondo nuovo e impenetrabile la malinconia - e tu, estasi della notte, sopore del cielo scendesti su di me - la contrada lentamente si sollevò; e sulla contrada aleggiò il mio spirito nuovo, liberato. Il tumulo divenne una nube di polvere - attraverso la nube io vidi le fattezze trasfigurate dell'amata. Nei suoi occhi posava l'eternità - afferrai le sue mani, e le lacrime divennero un vincolo scintillante, inscindibile. Millenni dileguarono in lontananza, come uragani. Al suo collo piansi lacrime d'estasi per la nuova vita. - Fu questo il primo, unico sogno - e da allora sento un'eterna, immutabile fede nel cielo della notte e nella sua luce, l'amata.

(Novalis)

delfina 02-25-2012 07:44 PM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
Lo sa come si fa a riconoscere se qualcuno ti ama?
Ti ama veramente, dico?

Non ci ho mai pensato.
Io sì.
E ha trovato una risposta?
Credo che sia una cosa che ha a che vedere con l’attesa.
Se è in grado di attendere, ti ama.


A. Baricco, Questa storia

delfina 02-28-2012 10:24 PM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
Un giorno lui mi dice: "Hai qualcosa sulle labbra"
Io gli chiedo: "Cosa?"
Lui mi dice: "Le mie..."
E mi baciò dolcemente.

Lupo De Lupis

:-):-) ma come si fa..? C'è da farsi scoppiare il cuore se uno ti dice cosí :-):-):-):-):-):-)

enrichetto 03-15-2012 05:04 AM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
(Gia' postata in altra sez....ma qui credo sia la sua giusta collocazione)...
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Non posso tacerti quanto sia profondo il vuoto che mi prende quando tu non ci sei. Non esiste... non esiste un solo momento in cui la mente sia libera di vagare nel tempo e nello spazio per cercare una strada che mi porti così lontano da non sentirmi più il tuo odore addosso, quello dolce dei tuoi baci e quello forte delle tue carezze. Non posso smettere di considerarti una parte di me rimasta altrove, un pezzo di cuore e di anima strappati dal petto, trattenuti a stento sul filo sottile di una lama di cristallo, così che ovunque scorrano, di là o di qua del nostro impercettibile confine, siamo costretti a soffrire insieme.

E' impossibile non immaginarti accanto come un'ombra che segue o precede i miei passi nello scorrere lento del giorno e nell'agonia della notte, quando diventi una traccia impalpabile sulle lenzuola sudate... sotto le mie dita tese a cercare nel buio il calore della tua essenza. E prendi forma nei miei occhi, trascini il mio respiro, scivoli come un soffio lieve sotto le narici, veloce nell'aria immobile della stanza, e poi scompari come un miraggio per ritornare da lì ad un battito di ciglia... e ti posi sulle mie labbra... e ti lasci cullare. In bilico sul baratro, con gli occhi bendati, è questa la sensazione in cui riesco a percepire quanto siamo lontani in questo momento... e un passo indietro sarebbe senza senso... mi lascio andare nel vuoto, allargo le braccia e aspetto di stringere le tue.

Non ci sono reti... non ci sono reti che possano salvarci alla fine di quest'immenso volo, non ci sono appigli a cui aggrapparci, non ci sono scuse, non ci sono parole... non ci sono lacrime così grandi in cui affogare il nostro dolore, non ci sono clessidre di traverso in cui la sabbia scorre piano, non ci sono vincitori né vinti ma solo anime distese sull'erba dell'altopiano. Non ci sono ali che ci sorreggano, non ci sono scudi dietro la porta, siamo due cani al guinzaglio con la catena troppo corta, siamo due ferite aperte sotto una pioggia di sale, siamo due foglie abbracciate dopo la furia di un temporale... siamo il passato ed il presente, ciò che è stato e ciò che ancora deve arrivare, siamo gli ultimi a salire la scala mentre la nave sta per sprofondare.

Ma siamo anche due riflessi abbaglianti alla luce pallida della luna, siamo l'incanto di un cielo stellato mentre attendiamo al varco la fortuna, siamo due soldati feriti che tornano a casa insieme, percorrendo il sentiero scosceso dopo esser scampati allo stesso veleno... dopo aver combattuto una dura battaglia, dopo esserci smarriti e ritrovati, magari perderemo la guerra ma per ora restiamo abbracciati. Ora... per ora... come se il tempo avesse davvero un senso, come se sapesse arrestarsi quando sono con te e fuggire via quando invece ti penso... siamo sassi gettati nel buio che rimbalzano contro una lastra di vetro, ogni scheggia si conficca nel cuore e non torna più indietro.

Abel Wakaam


:rose:rose:rose

Essenza 03-15-2012 06:43 AM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
:rose:rose

lady R 03-29-2012 08:02 PM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
:rose:rose

Essenza 03-30-2012 09:27 AM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
Attrazione inesorabile: non c'è stupore, nè paura, ma la sola consapevolezza di vivere una sensazione inevitabile...benefica. Necessaria.
Frugare e godere di quanto ci appartiene. Ritrovare chi si vuole e sentirsi
nel posto più intimo e protetto, la propria casa.
E sapersi avvinti, stretti, allacciati, senza esserne mai paghi,
senza chiedersene il motivo, senza pensare se sia giusto o meno,
abbandonandosi, vivendo quel richiamo come la più naturale
delle condizioni umane...Non è forse questo l'Amore?
Le flotte: anche loro convergono verso il porto.
Il treno: anche lui corre verso la stazione.
E io verso di te a maggior ragione, perchè io amo, mi sento proteso e attratto.
L'ultimo cavaliere puskiniano scende a godersi nel sotterraneo
i suoi beni e a frugare.
Così io a te ritorno, amata. Mio è questo cuore, e io godo di quanto è mio.
Voi ritornate a casa tutti lieti, a raschiarvi di dosso
la sporcizia, radendovi e lavandovi.
Così io, tornando a te.
Forse non vado a casa mia io, quando vengo da te?
Il grembo terrestre attende i terrestri. Noi volgiamo alla mèta finale.
Così io verso di te tendo inesorabilmente:
anche appena separati, anche appena abbiamo finito di vederci.
Vladimir Majakovskij

lady R 03-30-2012 09:12 PM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
“Non so come hai fatto a trovarmi. Questo è un posto che quasi non esiste. E se chiedi della locanda Almayer, la gente ti guarda sorpresa, e non sa. Se mio marito cercava un angolo di mondo irrangiungibile, l’ha trovato. Dio solo sa come hai fatto a trovarlo anche tu.
Ho ricevuto le tue lettere e non è stato facile leggerle. Si riaprono con dolore le ferite del ricordo. Se io avessi continuato, qui, a desiderarti e ad aspettarti quelle lettere sarebbero state abbagliante felicità. Ma questo è un posto strano. La realtà sfuma e tutto diventa memoria. Perfino tu, a poco a poco, hai cessato di essere un desiderio e sei diventato un ricordo. Mi sono arrivate le tue lettere come messaggi sopravvissuti a un mondo che non esiste più.
Io ti ho amato, Andrè, e non saprei immaginare come si possa amare di più. Avevo una vita, che mi rendeva felice, ed ho lasciato che andasse in pezzi pur di stare con te. Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio. Ti ho amato perchè, il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità. E lo sapevo che la vita poi non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce ad immaginarsi il desiderio. M a non ho cercato di fermarmi, nè, di fermarti. Sapevo che l’avrebbe fatto lei. E lo ha fatto. E’ scoppiata tutto d’un colpo. C’erano cocci ovunque, e tagliavano come lame.
Poi sono arrivata qui. E questo non è facile da spiegare. Mio marito pensava fosse un posto dove guarire. Ma guarire è una parola troppo piccola per quello che succede qui. E’ semplice. Questo è un posto dove prendi commiato da te stesso. Quello che sei ti scivola addosso, a poco a poco. E telo lasci dietro, passo dopo passo, su questa riva che non conosce tempo e vive un solo giorno, sempre quello. Il presente sparisce e tu diventi memoria. Sgusci via da tutto, paure, sentimenti, desideri: li custodisci, come abiti smesssi, nell’armadio di una sconosciuta saggezza e di un’insperata pace. Riesci a capirmi? Riesci a capire come tutto questo sia bello?
Credimi, non è un modo, solo più dolce, di morire. Non mi sono mai sentita più viva di adesso. Ma è diverso. Quel che io sono, è ormai successo: e qui, e ora, vive in me come un passo in un’orma, come un suono in un’eco, come un enigma nella sua risposta. Non muore, questo no. Scivola dall’altra parte della vita. Con una leggerezza che sembra una danza.
E’ un modo di perdere tutto, per tutto trovare.
Se riesci a capire tutto questo, mi crederai quando ti dico che mi è impossibile pensare al futuro. Il futuro è un’idea che si è staccata da me. Non è importante. Non significa più nulla. Non ho più occhi per vederlo. Ne parli così spesso, nelle tue lettere. Io faccio fatica a ricordarmi cosa vuol dire. Futuro. Il mio, è già tutto qui, e adesso. Il mio sarà la quiete di un tempo immobile, che collezionerà istanti da posare uno sull’altro, come se fossero uno solo. Da qui alla mia morte, ci sarà quell’ìstante, e basta.
Io non ti seguirò, Andrè. Non mi ricostruirò nessuna vita. Perchè ho appena imparato ad essere la dimora di quella che è stata la mia. E mi piace. Non voglio altro. Le capisco, le tue isole lontane, e capisco i tuoi sogni, i tuoi progetti. Ma non esiste più una strada che mi potrebbe portare laggiù. E non potrai inventarla tu, per me, su una terra che non c’è. Perdonami mio amato amore, ma non sarà mio, il tuo futuro.
C’è un uomo, in questa locanda, che ha un buffo nome e studia dove finisce il mare. In questi, giorni mentre ti aspettavo, gli ho raccontato di noi e di come avessi paura del tuo arrivo e insieme voglia che tu arrivassi. E’ un uomo buono e paziente. Mi stava ad ascoltare. E un giorno mi ha detto: “scrivetegli”. Lui dice che scrivere a qualcuno è l’unico modo di aspettarlo senza farsi del male. E io ti ho scritto. Tutto quello che ho dentro di me l’ho messo in questa lettera. Lui dice, l’uomo col nome buffo, che tu capirai. Dice che la leggerai, poi uscirai sulla spiaggia, e camminando sulla riva del mare ripenserai a tutto, e capirai. Durerà un’ora, o un giorno, non importa. Ma alla fine tornerai alla locanda. Lui dice che salirai le scale, aprirai la mia porta e senza dirmi nulla mi prenderai tra le braccia e mi bacerai.
Lo so che sembra sciocco. Ma mi piacerebbe succedesse davvero. E’ un bel modo di perdersi, perdersi uno nelle braccia dell’altra.
Niente potrà rubarmi il ricordo di quando, con tutta me stessa ero là.
tua Ann”.


Barricco

Essenza 03-31-2012 12:56 PM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
Citazione:

Originariamente inviato da lady R (Messaggio 191916)
“Non so come hai fatto a trovarmi. Questo è un posto che quasi non esiste. E se chiedi della locanda Almayer, la gente ti guarda sorpresa, e non sa. Se mio marito cercava un angolo di mondo irrangiungibile, l’ha trovato. Dio solo sa come hai fatto a trovarlo anche tu.
Ho ricevuto le tue lettere e non è stato facile leggerle. Si riaprono con dolore le ferite del ricordo. Se io avessi continuato, qui, a desiderarti e ad aspettarti quelle lettere sarebbero state abbagliante felicità. Ma questo è un posto strano. La realtà sfuma e tutto diventa memoria. Perfino tu, a poco a poco, hai cessato di essere un desiderio e sei diventato un ricordo. Mi sono arrivate le tue lettere come messaggi sopravvissuti a un mondo che non esiste più.
Io ti ho amato, Andrè, e non saprei immaginare come si possa amare di più. Avevo una vita, che mi rendeva felice, ed ho lasciato che andasse in pezzi pur di stare con te. Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio. Ti ho amato perchè, il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità. E lo sapevo che la vita poi non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce ad immaginarsi il desiderio. M a non ho cercato di fermarmi, nè, di fermarti. Sapevo che l’avrebbe fatto lei. E lo ha fatto. E’ scoppiata tutto d’un colpo. C’erano cocci ovunque, e tagliavano come lame.
Poi sono arrivata qui. E questo non è facile da spiegare. Mio marito pensava fosse un posto dove guarire. Ma guarire è una parola troppo piccola per quello che succede qui. E’ semplice. Questo è un posto dove prendi commiato da te stesso. Quello che sei ti scivola addosso, a poco a poco. E telo lasci dietro, passo dopo passo, su questa riva che non conosce tempo e vive un solo giorno, sempre quello. Il presente sparisce e tu diventi memoria. Sgusci via da tutto, paure, sentimenti, desideri: li custodisci, come abiti smesssi, nell’armadio di una sconosciuta saggezza e di un’insperata pace. Riesci a capirmi? Riesci a capire come tutto questo sia bello?
Credimi, non è un modo, solo più dolce, di morire. Non mi sono mai sentita più viva di adesso. Ma è diverso. Quel che io sono, è ormai successo: e qui, e ora, vive in me come un passo in un’orma, come un suono in un’eco, come un enigma nella sua risposta. Non muore, questo no. Scivola dall’altra parte della vita. Con una leggerezza che sembra una danza.
E’ un modo di perdere tutto, per tutto trovare.
Se riesci a capire tutto questo, mi crederai quando ti dico che mi è impossibile pensare al futuro. Il futuro è un’idea che si è staccata da me. Non è importante. Non significa più nulla. Non ho più occhi per vederlo. Ne parli così spesso, nelle tue lettere. Io faccio fatica a ricordarmi cosa vuol dire. Futuro. Il mio, è già tutto qui, e adesso. Il mio sarà la quiete di un tempo immobile, che collezionerà istanti da posare uno sull’altro, come se fossero uno solo. Da qui alla mia morte, ci sarà quell’ìstante, e basta.
Io non ti seguirò, Andrè. Non mi ricostruirò nessuna vita. Perchè ho appena imparato ad essere la dimora di quella che è stata la mia. E mi piace. Non voglio altro. Le capisco, le tue isole lontane, e capisco i tuoi sogni, i tuoi progetti. Ma non esiste più una strada che mi potrebbe portare laggiù. E non potrai inventarla tu, per me, su una terra che non c’è. Perdonami mio amato amore, ma non sarà mio, il tuo futuro.
C’è un uomo, in questa locanda, che ha un buffo nome e studia dove finisce il mare. In questi, giorni mentre ti aspettavo, gli ho raccontato di noi e di come avessi paura del tuo arrivo e insieme voglia che tu arrivassi. E’ un uomo buono e paziente. Mi stava ad ascoltare. E un giorno mi ha detto: “scrivetegli”. Lui dice che scrivere a qualcuno è l’unico modo di aspettarlo senza farsi del male. E io ti ho scritto. Tutto quello che ho dentro di me l’ho messo in questa lettera. Lui dice, l’uomo col nome buffo, che tu capirai. Dice che la leggerai, poi uscirai sulla spiaggia, e camminando sulla riva del mare ripenserai a tutto, e capirai. Durerà un’ora, o un giorno, non importa. Ma alla fine tornerai alla locanda. Lui dice che salirai le scale, aprirai la mia porta e senza dirmi nulla mi prenderai tra le braccia e mi bacerai.
Lo so che sembra sciocco. Ma mi piacerebbe succedesse davvero. E’ un bel modo di perdersi, perdersi uno nelle braccia dell’altra.
Niente potrà rubarmi il ricordo di quando, con tutta me stessa ero là.
tua Ann”.


Barricco

ma io ADORO QUEST'UOMO....:fior :c3: :c3: :c3: :c3: :c3:

Essenza 04-05-2012 08:38 AM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
Alex,
amico mio finita questa lettera scenderò per via dei colli, via San Mammolo, Via D'Azeglio, e via Farini a cavallo della mia celebre vespa special, mi fermerò in piazza Minighetti di fronte alle poste, imbucherò la lettera, forse prenderò un gelato (mi va un gelato alla frutta con le amarene sopra), tornerò indietro, lascierò la vespa in giardino, mi chiuderò in casa e distruggerò tutti i quadri che si son comprati i miei per far bello questo posto di morti.
Mi fa troppo schifo vivere così, e ci sono troppo dentro per cambiare.
Comunque, i miei son dei poveretti. Non è per loro che ho deciso. E' per me.
Ho pensato e pensato, vecchio mio. E le mie conclusioni sono queste: se sei un barbone, un drogato, un immigrato, un albano, sei fottuto. Ti isolano, sei fuori dal gruppo. Poi, il gruppo ti lascia più o meno in pace e in disparte all'inizio, fino a quando non ne fai una troppo grossa, e allora finisci in galera. Se invece sei una persona normale, rispettabile, se sei nel gruppo, bene o male lavori per il gruppo. E questo non vuol dire necessariamente essere onesto. Anzi.
I capi del gruppo son tipo gli amici dei miei, gran stronzi pieni di soldi che cercano di controllare la gente. Con i partiti, con la censura, con i gruppi economici.
Ne sai a pacchi di queste cose, tu, che sei una specie di incazzato sociale.
Il gruppo è tutta la merda che ci danno da mangiare, giusto.
Ecco, io credo che se ne esca o essendo intelligentissimi, spiritualmente liberi come i monaci buddisti o i grandi filosofi, e allora ci si innalza; oppure prendendo il sacco a pelo e andando a vivere alla stazione o nei campi nomadi, e allora ci si abbassa.
A me la prima soluzione non mi va. Troppo dura. E poi l'unica cosa intellettuale che faccio è guardare dei film. E la seconda non mi va perchè a fare i barboni ci si ammala quasi subito e si diventa pieni di croste e malati e bruttissimi.
C'è pure un terzo modo, alla fine: un salto fuori dal cerchio che ci hanno disegnato intorno. Mi fa solo un pò schifo pensare a come sarà il mio corpo.
Ieri notte ho sognato i pompieri che entravano in casa buttando giù la porta e trovavano il mio cadavere. Ero sdraiato per terra in pancia in su. Il pompiere era grosso, sui cinquanta, aveva i baffi neri, mi sollevava la testa e diceva "Povero ragazzo..." come nei film.
Ma sono a posto con me stesso, sai Alex?, perchè è la prima grande cosa che faccio. Tutto il resto me l'avevano insegnato, questa storia l'ho progettata e decisa io.
Alex amico mio, sono sereno, non credere.
Ti abbraccio e ti saluto con tutta la forza. Non lasciare che ti sottomettano. Non dimenticarmi.
Martino

( Jack Frusciante è uscito dal gruppo,Enrico Brizzi)

Essenza 04-23-2012 01:15 PM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
Ogni tanto qualcuno mi dice sei cambiata, non sei più quella mangiauomini senza cuore, non sei cinica, sei forse meno brillante, meno strafottente, meno carismatica. Allora io penso che si possa cambiare sempre, anche superata l’adolescenza, che possiamo essere altri da noi in ogni momento, quando prendiamo martellate sui denti e sul cuore, quando siamo stanchi, quando la vita ci cambia attorno, quando vogliamo conoscere sapori nuovi, quando non ce la facciamo più, quando gli altri ci abbandonano.
Ieri ho preso un treno che non arrivava da nessuna parte e mi sono messa a leggere quel libro tanto bello che non riesco a finire. Fuori dal finestrino era tutto così brutto che avevi voglia di osservare il panorama dentro. A volte penso a quando prendevamo insieme il treno e poi a tutti i treni della mia vita, quelli per scappare e quelli per tornare. C’è un sacco di vita in attesa sui treni.
E lo so che non sono più la stessa, non importa. Chi non si trasforma spesso muore. E chi resta sempre uguale mi spaventa, chi non ha le budella che si mescolano e creano nuovi dentro.
Stamattina non piove più, ma siamo stati presi in giro. Avevamo scambiato per primavera una cosa che non lo è. Come quando incontri un paio di occhi e ti sembrano quella cosa là. Che poi non è. E ci rimani anche un po’ male. Ma poi ti infili un golfino e aspetti. Non può piovere per sempre. Perché altrimenti vaffanculo.
(dal blog "malafemmena"di Dania)

enrichetto 04-30-2012 06:27 AM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
Verso il mare della dimenticanza

Non è necessario che tu mi ascolti, non è importante che tu senta le mie parole,
no, non è importante, ma io ti scrivo lo stesso (eppure sapessi com’è strano, per me, scriverti di nuovo,
com’è bizzarro rivivere un addio…)
Ciao, sono io che entro nel tuo silenzio.

Che vuoi che sia se non potrai vedere come qui ritorna primavera
mentre un uccello scuro ricomincia a frequentare questi rami,
proprio quando il vento riappare tra i lampioni, sotto i quali passavi in solitudine.
Torna anche il giorno e con lui il silenzio del tuo amore.

Io sono qui, ancora a passare le ore in quel luogo chiaro che ti vide amare e soffrire…

Difendo in me il ricordo del tuo volto, così inquietamente vinto;
so bene quanto questo ti sia indifferente, e non per cattiveria, bensì solo per la tenerezza
della tua solitudine, per la tua coriacea fermezza,
per il tuo imbarazzo, per quella tua silenziosa gioventù che non perdona.

Tutto quello che valichi e rimuovi
tutto quello che lambisci e poi nascondi,
tutto quello che è stato e ancora è, tutto quello che cancellerai in un colpo
di sera, di mattina, d’inverno, d’estate o a primavera
o sugli spenti prati autunnali - tutto resterà sempre con me.

Io accolgo il tuo regalo, il tuo mai spedito, leggero regalo,
un semplice peccato rimosso che permette però alla mia vita di aprirsi in centinaia di varchi,
sull’amicizia che hai voluto concedermi
e che ti restituisco affinché tu non abbia a perderti.

Arrivederci, o magari addio.
Lìbrati, impossèssati del cielo con le ali del silenzio
oppure conquista, con il vascello dell’oblio, il vasto mare della dimenticanza.

Josif Aleksandrovič Brodskij

Essenza 04-30-2012 08:42 AM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
Citazione:

Originariamente inviato da enrichetto (Messaggio 193166)

Tutto quello che valichi e rimuovi
tutto quello che lambisci e poi nascondi,
tutto quello che è stato e ancora è, tutto quello che cancellerai in un colpo
di sera, di mattina, d’inverno, d’estate o a primavera
o sugli spenti prati autunnali - tutto resterà sempre con me.

ricordo questi versi...bellissimi:rose

delfina 04-30-2012 02:04 PM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
Di fronte al cortile Wrath si fermò, col vento gelido che gli scompigliava i capelli. Inspirando a fondo fiutò la neve, ma sulle guance non sentì nulla. Solo la promessa di una tempesta, all’apparenza.
George si accucciò mentre Wrath si interrogava sul cielo che non poteva più vedere. Se stava per nevicare, si era già rannuvolato? E le stelle erano già spuntate? E in che fase era la luna?
La brama struggente che gli gonfiava il petto lo spinse a sforzare allo stremo gli occhi spenti nel tentativo di estrarre forme e sagome dal mondo. Un tempo funzionava…gli faceva venire il male di testa, ma funzionava.
Adesso ne ricavò solo il mal di testa.

“Vuoi che ti prenda un cappotto?” disse Beth alle sue spalle.
Con un pallido sorriso, Wrath si voltò verso di lei, immaginandola ritta sul grande portale della magione, incorniciata dalla luce del vestibolo.
“Sai”, disse, “è per questo che ti amo tanto.”
“Cosa vuoi dire?” il tono di lei era così caldo da spezzare il cuore.
Non mi chiedi di entrare perché fa freddo, vuoi solo rendermi più facile stare dove voglio stare.”…..

J.R.Ward - Lover Avenged

Essenza 05-17-2012 01:35 PM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
Sono qui perché ti pretendo. Ho lasciato nell'adolescenza gli elaborati piani, le complesse strategie e la retorica. Mi rimane solo il lato selvaggio delle mie prigioni, la sfrenatezza delle mie notti solitarie e un'acuta tristezza che diviene tenerezza al contatto della tua pelle, della tua voce, della tua insipida vita con i suoi elementi di felicità, frustrazione o miseria imbottigliata in argomenti e imposture. Non m'importa chi sei, sono qui per inventarti. Sei fatta di avanzi di sogni e promesse. Nessuno dei tuoi amanti conosce la rotta dei tuoi più profondi deliri. Tutti loro sono rimasti in superficie, nella transitorietà di bava e lamenti. Pensa a questo, pensa all'istante in cui metterò ognuna delle tue ossa nel posto giusto senza toccarti. La mia parola affonda nella tua carne e la mia carne cercherà la tua anima. La luce entra attraverso una finestra e accarezza il tuo viso. In quella luce io viaggio, mi trattengo in ogni linea. Ignorare il minimo dettaglio sarebbe un crimine. Amo ogni cosa di quello che sei e la totalità sconosciuta. Amo quello che più odi, quello che ti tormenta. La mia idea dell'amore non è un codice e non è un'idea, è la sensazione di penetrare più affondo nel tuo sangue e nella stessa morte. Di darti lucidità e comunicare con te, oltre te. La mia idea dell'amore non è immobile, non rimango in te come una zavorra che languisce e ti riduce. Non ho un'idea dell'amore, lascio che le mie sensazioni si liberino. Non m'importa se ami o se ti amano, non sono uno schema dentro due abissi. Sarò il demonio delle tue notti, l'amante di fuoco. Là fuori gli omuncoli sono piccoli e profumati, sono leggiadri ed energici, sono freddi e imprenditoriali, sono dosati e scarsi. Ma tutti loro, e tu devi sapere molto di questo, sono solo omuncoli cresciuti sotto un modello di condotta. Omuncoli che non possono andare oltre il possesso e il controllo. ....
.....
Nessuno di loro conosce il segreto, nessuno può decifrarti quando ti abbandoni al silenzio. Non c'è assoluto in loro, solo un po' d'informazione. Non ci sono intelligenza né sensibilità, solo marche di vestiti e obiettivi. Essi vanno alla deriva per il tuo corpo,....
..... Ignorano che il sesso è appena l'inizio, che dentro te un sortilegio spera, un dolore, un'incurabile malinconia. Non sei una donna per me, sei la droga che spezza tutti i miei vizi. Quando le mie mani sfioreranno il tuo viso nell'oscurità, saprai che mi appartieni e che è più dolce e indimenticabile un istante vissuto affondo che mille vite.
Efraim Medina Reyes


p.s.

ho tagliato delle righe un pò hot,non era la sezione adatta ...

delfina 05-17-2012 02:30 PM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
:cry::cry: che meraviglia...dopo che uno ti ha scritto una cosa del genere puoi anche morire :-)

...Quando le mie mani sfioreranno il tuo viso nell'oscurità, saprai che mi appartieni ...
delizia... :c3:

Citazione:

Essenza: ho tagliato delle righe un pò hot,non era la sezione adatta ...
:-( peccato. Vorrei leggerlo nella sua completezza: che opera è?

Essenza 05-17-2012 04:18 PM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
Più che mille vite di Efraim Medina Reyes ;-)

Essenza 06-20-2012 08:04 AM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
Un rapporto umano sincero- vale a dire un rapporto nel quale due persone hanno il diritto di usare la parola “amore”- è un processo delicato, violento, spesso terrificante per tutt’e due, un processo dove si cerca di migliorare le verità che si possono dire.
E’ importante fare questo, perchè spezza la delusione e l’isolamento.
E’ importante farlo, perchè, nel compierlo, rendiamo giustizia alla nostra complessità.
E’ importante farlo, perchè possiamo contare su così poche persone che ci accompagnino in questo duro cammino.
Credo che anche tu mi stia dicendo cose che reputi importante io sappia; che tu non mi occulti fatti nello sforzo di risparmiarmi, o risparmiarti, possibili dolori.
O che, come caso estremo, tu mi dica “Ci sono cose che non ti ho detto”.
Avere un rapporto di onestà con te, non vuol dire che io devo capire tutto, devo dirti tutto, o che io sia in grado di dirti sempre in anticipo ciò che avrò da dirti. Vuol dire che desidero spesso avere la possibilità di parlarti. Che queste possibilità possono sembrarmi temibili, ma non distruttive. Che ho abbastanza sensibilità per riconoscere l’esitazione e il panico nelle tue parole. Che tutt’e due sappiamo del nostro continuo sforzo di allargare la capacità di verità tra noi.

Adrienne Rich

delfina 07-16-2012 03:51 PM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
- Sentimi il cuore.
Se tu indugiavi ancor un minuto, mi si rompeva.

Ella mise la guancia nel luogo della mano. Egli le baciò la nuca.


- Senti?

- Sì; mi parla.
- Che ti dice?
- Che non mi ami.

- Che ti dice? - ripeté il giovine, mordendola alla nuca, impedendole di sollevarsi.

Ella rise.
- Che mi ami.



Gabriele D’annunzio - Il piacere

delfina 07-20-2012 06:00 AM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
“E’ un amore impossibile” - mi dici.
“E’ un amore impossibile” - ti dico.
Ma scopri che sorridi se mi guardi,
e scopro che sorrido se ti vedo.
“Di notte” – tu confessi – “io ti penso… Ti penso giorno e notte, e mi domando se stai pensando a me, mentre ti penso.
… La società, le regole, i doveri… ma tremi quando stringo le tue mani.”
“Meglio felici o meglio allineati?”
- Ti chiedo.-
E il tuo sorriso accende il giorno, cambiando veste ad ogni mio pensiero.
“Questo amore è possibile” - ti dico.
“Questo amore è possibile” - mi dici.


Sesto Aurelio Properzio

delfina 07-23-2012 11:14 PM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
Elicone: Sembri affaticato.
Caligola: Ho camminato molto.
Elicone: Sì, la tua assenza è durata a lungo.
Caligola: Era difficile da trovare.
Elicone: Che cosa?
Caligola
: Ciò che volevo.
Elicone: E che volevi?
Caligola: La luna.
Elicone: Che?
Caligola: La luna. Sì, volevo la luna.
Elicone: Ah, e per fare cosa?
Caligola: E' una delle cose che non ho.
Elicone: Sicuramente. E adesso? È tutto a posto?
Caligola: No, non ho potuto averla. Sì, ed è per questo che sono stanco. Tu pensi che io sia pazzo.
Elicone: Sai bene che io non penso mai. Sono troppo intelligente per pensare.
Caligola: Sì, d'accordo. Ma non sono pazzo e posso dire perfino di non essere mai stato così ragionevole come ora. Semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose così come sono non mi sembrano soddisfacenti.
Elicone: E' un'opinione abbastanza diffusa.
Caligola: E' vero, ma non lo sapevo prima. Adesso lo so. Questo mondo così com'è fatto non è sopportabile. Ho bisogno della luna, o della felicità o dell'immortalità, di qualcosa che sia demente forse, ma che non sia di questo mondo.

dal Caligola di Camus

delfina 07-29-2012 06:22 AM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
«Ti piace giocare?»
«Mmh, si!»
«Allora, facciamo un gioco. Parliamo al telefono, usciamo insieme, ridiamo e scherziamo*.»
«E poi?»
«E poi niente, il primo che s'innamora, perde.»

Sette Anime

delfina 08-01-2012 07:38 AM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
- Giochiamo a nascondino ?
- Sì, ma se ti trovo ti bacio.
- Ok. Se non mi trovi sono dietro la porta.

( Web)

:lol:

troppo carina :-):wink:


delfina 08-03-2012 02:57 PM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
“Sai” egli le disse “Che cosa sembra?”
“Che cosa?” Disse Berta.
“Che io abbia un incantesimo in te”
“Ed io in te. Non l’ho anche io in te?”
“Questa è la nostra cosa”
“Sembra ci sia anche altro”
“Che altro?”
“Che io debba vederti quando sono al limite”
“Come, al limite?”
“Quando ho voglia di perdermi”.”

:c3:

Elio Vittorini - "Uomini e no"

Essenza 08-14-2012 01:12 PM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
Incontrarsi e riconoscersi… una certezza che si ha solo una volta…
…ecco perché sono su questo pianeta, in questo tempo [...]
Adesso lo so. Per molti più anni di quanti non ne abbia vissuti, ho continuato a precipitare dall’orlo di un luogo immenso e altissimo. E in tutti questi anni, precipitavo verso di te
… non conosco le parole per spiegarvi questo legame.
Lui ci riuscì, quando disse che avevamo smesso di essere due persone distinte, per diventarne una terza creata dal nostro amore…
…E tutte le considerazioni filosofiche non bastano a impedirmi di desiderarti, ogni giorno, ogni momento, con la testa piena dello spietato gemito del tempo, del tempo che non potrò mai vivere con te.
Ti amo, di un amore profondo e totale. E così sarà sempre.
Non siamo più due esseri distinti, ma un tutt’uno legato a doppio filo per il resto della nostra vita…
…Non sono sicuro di averti dentro di me, né di essere dentro di te, e neppure di possederti…
E, in ogni caso, non è al possesso che aspiro. Credo invece che siamo entrambi dentro un altro essere che abbiamo creato, e che si chiama ‘noi’. No, neppure: non siamo realmente dentro questo essere, lo siamo…
( I Ponti di Madison County)

delfina 08-14-2012 01:17 PM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
Citazione:

Originariamente inviato da Essenza (Messaggio 196310)
Incontrarsi e riconoscersi… una certezza che si ha solo una volta…
…ecco perché sono su questo pianeta, in questo tempo [...]
Adesso lo so. Per molti più anni di quanti non ne abbia vissuti, ho continuato a precipitare dall’orlo di un luogo immenso e altissimo. E in tutti questi anni, precipitavo verso di te
… non conosco le parole per spiegarvi questo legame.
Lui ci riuscì, quando disse che avevamo smesso di essere due persone distinte, per diventarne una terza creata dal nostro amore…
…E tutte le considerazioni filosofiche non bastano a impedirmi di desiderarti, ogni giorno, ogni momento, con la testa piena dello spietato gemito del tempo, del tempo che non potrò mai vivere con te.
Ti amo, di un amore profondo e totale. E così sarà sempre.
Non siamo più due esseri distinti, ma un tutt’uno legato a doppio filo per il resto della nostra vita…
…Non sono sicuro di averti dentro di me, né di essere dentro di te, e neppure di possederti…
E, in ogni caso, non è al possesso che aspiro. Credo invece che siamo entrambi dentro un altro essere che abbiamo creato, e che si chiama ‘noi’. No, neppure: non siamo realmente dentro questo essere, lo siamo…
( I Ponti di Madison County)

:c3::c3: lo amo :-) :-)

delfina 08-24-2012 09:39 AM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
Avrei voluto scriverti una lettera d’amore
ma ho troppe parole silenziose
che mi si scombinano dentro.
Allora ti parlerò di me
di quella donna che adesso non è più,
un sogno andato, ubriaco di incertezze
a mezzaluna sulla breccia di un mattino.
Ti parlerò degli occhi ciechi a mezzanotte
dei giorni che notti sono stati
e delle notti in cui respiravo aneliti di vita
racchiusa in un bozzolo di seta.
Farfalle non ce n'erano, ero senz’ali
senz’occhi e senza mani, non avevo orecchi
sentivo solo un tumulto in fondo all’anima
e la paura mi mordeva i giorni.

Volevo scriverti una lettera d’amore
con tutto il senso che ho trovato in te
nel tuo respiro ansioso
e nel silenzio dei tuoi occhi
nelle tue mani ardenti e dentro la tua vita
accoccolata a un gelido sipario
per la paura di viversi e morirsi.
Adesso te lo scrivo sopra il cuore
dentro nell’anima, non dirò bugie,
lo inciderò come effige sulla tua carne
in un sentiero che non avrà mai fine.

:cry:

Margherita Calì :rose

Essenza 08-27-2012 01:24 PM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
La distanza fisica non è un riposo, ma un tormento in più, di cui sono prigioniera in questa notte fredda. E’ la tua assenza che mi spinge ad affrontare, nella lontananza, l’invadente assedio d’immagini che non riesco a scacciare. Stanotte tu esisti oltre me e contro di me. Non mi appartieni. Ti vorrei dimenticare e non ci riesco. Sei dentro di me come un’eco. E’ questo equivalente interno, una specie di formula carnale della tua presenza che ti fa esistere nella mia testa. E allora, basta che io dica basta e smetterò di pensare a te. Ma se smetto, a cosa penserò? Al mio vuoto? E’ perchè si è vuoti che ci si lascia invadere? E’ il vuoto in cui si galleggia che ci annega? Siamo vuoti, tutti vuoti… o sono io, io sola, a non possedere nulla? Io sola a provare la sottile, inestirpabile, vorace sensazione che la vita non sia mai quella che vivo, ma sempre un’altra? E’ strano, ma non ho mai avuto la forza di illudermi di essere qualcosa… La mia forza è un’altra, ambigua, intrisa di orgoglio e di vergogna. Si nutre di coraggio, si affama di paura. Conta sul cuore, per me è questo l’organo dell’intelligenza. Col cuore penso. Che esiste il mondo, me lo assicura il mio cuore animale, vivo, pulsante. Che ora batte per te. Certe piante, per crescere, si dice debbano ”mettere cuore”. L’amore si fissa così nel corpo, si radica, cresce e sviluppa nel cuore. Ecco perchè io l’ho coltivato, il mio: non volevo un cuore incerto, avaro. Non volevo un cuore spaventato. Le sofferenze d’amore che ho patito sono state esercizi per renderlo forte. Ci sono dolori che fanno bene. Io l’ho imparato con te. Ho patito la maledizione di un amore assetato, affamato, che mi rendeva tanto più indigente, quanto più ne domandavo. La vera via, ora capisco, è di non chiederlo. Ora io l’offro, l’amore. Ne sono capace.

Nadia Fusini da L’amore necessario

enrichetto 08-30-2012 07:30 AM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
Citazione:

Originariamente inviato da Essenza (Messaggio 196565)
La distanza fisica non è un riposo, ma un tormento in più, di cui sono prigioniera in questa notte fredda. E’ la tua assenza che mi spinge ad affrontare, nella lontananza, l’invadente assedio d’immagini che non riesco a scacciare. Stanotte tu esisti oltre me e contro di me. Non mi appartieni. Ti vorrei dimenticare e non ci riesco. Sei dentro di me come un’eco. E’ questo equivalente interno, una specie di formula carnale della tua presenza che ti fa esistere nella mia testa. E allora, basta che io dica basta e smetterò di pensare a te. Ma se smetto, a cosa penserò? Al mio vuoto? E’ perchè si è vuoti che ci si lascia invadere? E’ il vuoto in cui si galleggia che ci annega? Siamo vuoti, tutti vuoti… o sono io, io sola, a non possedere nulla? Io sola a provare la sottile, inestirpabile, vorace sensazione che la vita non sia mai quella che vivo, ma sempre un’altra? E’ strano, ma non ho mai avuto la forza di illudermi di essere qualcosa… La mia forza è un’altra, ambigua, intrisa di orgoglio e di vergogna. Si nutre di coraggio, si affama di paura. Conta sul cuore, per me è questo l’organo dell’intelligenza. Col cuore penso. Che esiste il mondo, me lo assicura il mio cuore animale, vivo, pulsante. Che ora batte per te. Certe piante, per crescere, si dice debbano ”mettere cuore”. L’amore si fissa così nel corpo, si radica, cresce e sviluppa nel cuore. Ecco perchè io l’ho coltivato, il mio: non volevo un cuore incerto, avaro. Non volevo un cuore spaventato. Le sofferenze d’amore che ho patito sono state esercizi per renderlo forte. Ci sono dolori che fanno bene. Io l’ho imparato con te. Ho patito la maledizione di un amore assetato, affamato, che mi rendeva tanto più indigente, quanto più ne domandavo. La vera via, ora capisco, è di non chiederlo. Ora io l’offro, l’amore. Ne sono capace.

Nadia Fusini da L’amore necessario

Molto bello questo scritto....per quanta riguarda l'ultima frase....beata lei che ci riesce.

Essenza 08-30-2012 10:58 AM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
enri :rose



La verità è che non ho mai imparato a essere felice. Tipo che, secondo me, quando ti arriva una cosa bella dovresti essere capace di sederti e tenertela stretta e limitarti a quello, mica come faccio io che invece cerco di smontarla per vedere come funziona e mi racconto che lo sto facendo per capire come continuare a farla funzionare, come se non sapessi che, smontandola, corro il rischio di romperla, di non saperla più aggiustare. E allora, se mi chiedessi: perché? Potrei risponderti in questo modo: mi stai ponendo la domanda sbagliata, quella giusta è, perché me lo stai dicendo? E la risposta, be’, la risposta è semplice. Te lo sto dicendo perché tu ti sieda con me e con questa cosa bella, che sei tu ma che soprattutto siamo noi, e mi tenga ferme le mani stringendole tra le tue... per impedirmi di romperla, di romperci... perché tu ti sieda con me per spiegarmi che non c’è bisogno di capire sempre tutto, perché tu lo faccia tenendomi stretto, e allora sono sicuro che capirei...


(Yellow Letters.Tratto da dieci motivi per non amarti.)

Essenza 09-19-2012 04:35 PM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
Ascolta bene ciò che non ti dico.
Non lasciarti ingannare da me.
Non lasciarti ingannare dalle mie apparenze.
Perché sono solo una maschera, forse mille maschere che ho paura di togliere, anche se nessuna di esse mi rappresenta. Do l’impressione di essere sicuro, che tutto procede a gonfie vele, dentro come fuori, di essere la fiducia in persona, di possedere la calma come una seconda natura, di essere in controllo della situazione e di non aver bisogno di nessuno.
Ma non credermi, ti prego.
Esteriormente posso apparire tranquillo, ma ciò che vedi è una maschera. Sotto, celato, c’è il mio vero io nella confusione, nella paura, nella solitudine.
Ma lo nascondo.
Non voglio che nessuno lo sappia. Sono preso dal panico al solo pensiero di esporlo.
Ecco perché ho costantemente bisogno di creare una maschera che mi nasconda, un’immagine pretenziosa, che mi protegga dallo sguardo che capisce. Ma tale sguardo è precisamente la mia salvezza.
Ed io lo so.
Quando, però, è seguito dall’accettazione dell’amore allora diventa lo strumento che può liberarmi da me stesso, dal meccanismo di barriere che ho eretto; lo strumento che mi può rassicurare di ciò che non riesco a convincere me stesso: di valere veramente qualcosa.
Questo però non te lo dico. Non ho coraggio.
Ho paura che il tuo sguardo non sia seguito dall’accettazione, dall’amore. Forse temo che tu possa cambiare opinione su di me, che ti prenda gioco di me e che il tuo sorriso mi uccida.
Ho paura, in fondo in fondo, di non valere niente, che tu ti accorga di questo e mi rigetti.
Allora continuo il mio gioco di pretese disperate con una apparenza esteriore sicura e con un bambino tremante dentro. Sfoggio la mia sfilata di maschere e lascio che la mia vita diventi finzione.
Ti racconto tutto ciò che non conta niente e niente di ciò che è veramente importante, di ciò che mi strugge dentro. Perciò quando riconosci questa routine non lasciarti distrarre dalle mie parole: ascolta bene ciò che non ti dico, ciò che vorrei dire, ciò che ho bisogno di dire, ma che non riesco a dire.
Non mi piace nascondermi, te lo confesso.
Vorrei tanto essere spontaneo, onesto e genuino, ma tu devi aiutarmi.
Per favore stendi la tua mano, anche quando questa sembra sia l’ultima cosa che voglio.
Tu puoi portare alla luce la mia vitalità: ogni volta che sei gentile, attento e premuroso, ogni volta che cerchi di comprendere perché mi vuoi bene il mio cuore palpita e rinasce.
Voglio che tu sappia quanto sei importante per me, come tu hai il potere di far emergere la persona che sono.
Solo se lo vuoi. Ti prego, ascoltami.
Tu puoi far cadere le barriere dietro le quali mi rifugio, tu puoi rimuovere la mia maschera, tu puoi liberarmi dalla mia prigione solitaria.
Non ignorarmi! Per favore non passare oltre!
Abbi pazienza con me. A volte, sembra, che quanto più ti avvicini tanto più mi ribelli alla tua presenza.
E’ una cosa irrazionale, ma è così: combatto ciò di cui ho bisogno. L’uomo è spesso fatto così!
Ma l’amore è più forte di ogni resistenza e qui sta la mia speranza. La mia vera speranza.
Aiutami a far cadere le barriere con le tue mani sicure, ma con mani gentili perché un bambino resta molto fragile.
Chi sono, ti domandi?
Sono qualcuno che conosci molto bene.
Sono ogni persona che incontri.
Sono te stesso.
(Arnaldo Pangrazzi)

antonella1 09-25-2012 06:46 PM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
.. bello .. :rose:rose:rose

delfina 10-07-2012 06:53 AM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
Mio signore amato,
non aver paura, non muoverti, resta in silenzio, nessuno ci vedrà.
Rimani così, ti voglio guardare, io ti ho guardato tanto ma non eri per me, adesso sei per me, non avvicinarti, ti prego, resta come sei, abbiamo una notte per noi, e io voglio guardarti, non ti ho mai visto così, il tuo corpo per me, la tua pelle, chiudi gli occhi, e accarezzati, ti prego,
non aprire gli occhi se puoi, e accarezzati, sono così belle le tue mani, le ho sognate tante volte adesso le voglio vedere, mi piace vederle sulla tua pelle, così, ti prego continua, non aprire gli occhi, io sono qui, nessuno ci può vedere e io sono vicina a te, accarezzati signore amato mio, accarezza il tuo sesso, ti prego, piano,

è bella la tua mano sul tuo sesso, non smettere, a me piace guardarla e guardarti, signore amato mio, non aprire gli occhi, non ancora, non devi aver paura son vicina a te, mi senti? sono qui, ti posso sfiorare, è seta questa, la senti? è la seta del mio vestito, non aprire gli occhi e avrai la mia pelle,
avrai le mie labbra, quando ti toccherò per la prima volta sarà con le mie labbra, tu non saprai dove, a un certo punto sentirai il calore della mie labbra, addosso, non puoi sapere dove se non apri gli occhi, non aprirli, sentirai la mia bocca dove non sai, d'improvviso,
forse sarà nei tuoi occhi, appoggerò la mia bocca sulle palpebre e le ciglia, sentirai il calore entrare nella tua testa, e le mie labbra nei tuoi occhi, dentro, o forse sarà sul tuo sesso, appoggerò le mie labbra, laggiù, e le schiuderò scendendo a poco a poco,

lentamente, lascerò che il tuo sesso socchiuda la mia bocca, entrando tra le mie labbra, e spingendo la mia lingua, la mia saliva scenderà lungo la tua pelle fin nella tua mano, il mio bacio e la tua mano, uno dentro l'altra, sul tuo sesso,
finché alla fine ti bacerò sul cuore, perché ti voglio, morderò la pelle che batte sul tuo cuore, perché ti voglio, e con il cuore tra le mie labbra tu sarai mio, davvero, con la mia bocca nel cuore tu sarai mio, per sempre, se non mi credi apri gli occhi signore amato mio e guardami, sono io, chi potrà mai cancellare questo istante che accade, e questo mio corpo senza più seta, le tue mani che lo toccano, i tuoi occhi che lo guardano,

le tue dita nel mio sesso, la tua lingua sulle mie labbra, tu che scivoli sotto di me, prendi i miei fianchi, mi sollevi, mi lasci scivolare sul tuo sesso, piano, chi potrà cancellare questo, tu dentro di me a muoverti adagio, le tue mani sul mio volto, le tue dita nella mia bocca, il piacere nei tuoi occhi, la tua voce, ti muovi adagio ma fino a farmi male, il mio piacere, la mia voce,
il mio corpo sul tuo, la tua schiena che mi solleva, le tue braccia che non mi lasciano andare, i colpi dentro di me, è violenza dolce, vedo i tuoi occhi cercare nei miei, vogliono sapere fino a dove farmi male, fino a dove vuoi, signore amato mio, non c'è fine, non finirà, lo vedi? nessuno potrà cancellare questo istante che accade, per sempre getterai la testa all'indietro, gridando, per sempre chiuderò gli occhi staccando le lacrime dalle mie ciglia, la mia voce dentro la tua, la tua violenza a tenermi stretta, non c'è più tempo per fuggire e forza per resistere, doveva essere questo istante, e questo istante è, credimi, signore amato mio, quest'istante sarà, da adesso in poi; sarà, fino alla fine,
- Noi non ci vedremo più, signore.
- Quel che era per noi, l'abbiamo fatto, e voi lo sapete. Credetemi: l'abbiamo fatto per sempre. Serbate la vostra vita al riparo da me. E non esitate un attimo, se sarà utile per la vostra felicità, a dimenticare questa donna che ora vi dice, senza rimpianto, addio.

Alessandro Baricco - "Seta"

quanto è stupenda??? :cry::cry:

BORKED

Essenza 10-07-2012 06:27 PM

Riferimento: Lettere...o dialoghi
 
Citazione:

Originariamente inviato da delfina (Messaggio 197270)

quanto è stupenda??? :cry::cry:



immensamente!:rose


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