Discussione: Lettere...o dialoghi
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Vecchio 11-07-2012, 07:52 PM   #44
Essenza
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Predefinito Riferimento: Lettere...o dialoghi

Ti ho conosciuto in internet e ti ho scritto, ma non lo farò più, perchè non esisti.
Che ti racconto? Allora, vediamo. Sono a casa. Non sto facendo niente, infatti sono al computer. In vacanza sono stato nel tal posto, lo scorso weekend in quest’altro. Non sono credente, ho tre cicatrici sul corpo, sono del toro, ho un aston martin, Ventotene è tanto triste e ho addosso una stanchezza terribile.
Senti, non ce la faccio. Non ti racconto niente. Ho gia dato. L’ho gia fatta, in passato, questa parte di raccontare cose e situazioni a persone che di fatto non esistono, proiezioni al di là di uno schermo, flirt via email, in chat, in facebook, in myspace, dove ti pare.
Non ce la faccio ogni volta a ricominciare da capo. La verità è che tu non esisti, di fatto non esisti: e non ho voglia di ricadere nello schema e quindi, trasfigurarti, di guardare per mezz’ora l’unica foto che mi hai mandato, di immaginarti secondo strani disegni dell’inconscio. Per poi, un giorno, magari, incontrarti per scoprire sempre e regolarmente che tu sei semplicemente altro. Qualsiasi cosa tu sia, e qualsiasi cosa io abbia immaginato e compreso, tu sarai sempre altro.
E’ una fatica d’inferno, farsi conoscere un minimo. Dico un minimo. Lo è nella vita comune, figurarsi: i margini di imcomprensione superano sempre la nostra immaginazione. Ora che poi esiste la rete, ora che in giro ci sono misere tracce e scampoli di noi tutti, ecco, allora è anche peggio: perchè il quadretto e il pregiudizio sono ancora più superficiali e veloci. E allora è ancora più difficile lasciar intuire anche solo una scintilla autentica di noi, farla conoscere, ma soprattutto riconoscerla noi, ricordarci che siamo al di là della vacanza, delle cicatrici, dello scorso weekend.
Vedi, ci sono due foto, la mia e la tua. Sembrano due bei ragazzi, sono ancora gentili e curiosi uno dell’altro: resta che probabilmente si stanno scrivendo solo per quelle, per le foto. E mi viene quasi voglia di non sporcare le cose, di abbandonarle a questo stato primigenio e perfetto. E’ sabato sera e scrivo a una sconosciuta. Lo resterà. Sembra molto bella, ma non le scriverò più. NON TI SCRIVERO’ PIU’. Perchè non esisti. Ti racconto questo oggi.
Filippo Facci
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Sii come il fumo: sali,
pensa che nell'evadere nessuno dirà
«ti ebbi e ho potuto misurarti».
(José Hierro)

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