Discussione: Sulle citta'...
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Vecchio 03-27-2013, 11:04 AM   #22
delfina
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Predefinito Riferimento: Sulle citta'...

Brani tratti da "Il piacere" di G.D'Annunzio.
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Pag.50
-Avete dunque una casa?
- Casa Zuccari: domus aurea.
- Alla Trinità De’ Monti? Voi felice!
- Perché felice?
- Perché voi abitate in un luogo ch’io prediligo.
-V’è raccolta, è vero? Come un’essenza in un vaso, tutta la sovrana dolcezza di Roma






Pag.90
Tu sei un mondo, o Roma! Ma senza l’amore il mondo non sarebbe il mondo, Roma stessa non sarebbe Roma (Goethe)




Pag.99
-E a Sant’Alessio, quando tu non volevi lasciarmi vedere la cupola pel buco della serratura! Come ridemmo anche là!

Dall'Aventino...


Pag.306-307
La piazza del Quirinale appariva tutta candida, ampliata dal candore, solitaria, raggiante come un’acropoli olimpica su l’Urbe silenziosa. Gli edifizii, intorno, grandeggiavano nel cielo aperto: l’alta porta papale del Bernini, nel palazzo del Re, sormontata dalla loggia, illudeva la vista distaccandosi dalle mura, avanzandosi, isolandosi nella sua magnificenza difforme, dando imagine d’un mausoleo scolpito in una pietra siderea; i ricchi architravi del Fuga, nel palazzo della Consulta, sporga veno di su gli stipiti e di su le colonne tranfiguranti dalle strane adulazioni della neve. Divini, a mezzo dell’egual campo bianco, i colossi (1) parevano sovrastare a tutte le cose. Le attitudini dei Dioscuri e dei cavalli s’allargavano nella luce; le groppe ampie brillavano come ornate di gualdrappe gemmanti; brillavano gli omeri e l’un braccio levato di ciascun semidio. E sopra, di tra i cavalli, slancia vasi l’obelisco; e, sotto, aprivasi la tazza della fontana (2); e lo zampillo e l’aguglia salivano alla luna come uno stelo di diamante e uno stelo di granito.
Una solennità augusta scendeva dal monumento. Roma, d’innanzi, si profondava in un silenzio quasi di morte, immobile, vacua, simile a una città addormentata da un potere fatale. Tutte le case, le chiese, le torri, tutte le selve confuse e miste dell’architettura pagana e cristiana biancheggiavano come una sola unica selva informe, tra i colli del Gianicolo e il Monte Mario perduti in un vapore argentino, lontanissimi, d’una immaterialità inesprimibile, simili forse ad orizzonti d’un paesaggio selenico, che suscitavano nello spirito la visione d’un qualche astro semispento abitato dai Mani (3).
La Cupola di S. Pietro, luminosa d’un singolare azzurro metallico nell’azzurro dell’aria, giganteggiava prossima alla vista così che quasi pareva tangibile. E i due giovini Eroi cignìgeni (4), bellissimi in quell’immenso candore come in un’apoteosi della loro origine, parevano gli immortali Genii di Roma vigilanti sul sonno della città sacra.


STUPENDI passaggi descrittivi!!!

1) Le gigantesche statue dei Dioscuri, Castore e Polluce e dei loro cavalli che sorgono in piazza del Quirinale.
2) L’obelisco fatto aggiungere da Pio VI nel 1787 togliendolo dal Mausoleo di Augusto, e la fontana a forma di coppa proveniente dal Foro romano collocata sulla piazza nel 1818 da Pio VII.
3) Le anime dei morti, spiriti benigni venerati come divinità nella antica Roma.
4) I Dioscuri, nati, secondo il mito, da Leda e da Giove, che aveva assunto l’aspetto di cigno.


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