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Vecchio 06-29-2004, 12:52 PM   #23
marinetta
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Predefinito Un breve racconto

- LEI -

“ Che strana primavera” – pensava, mentre guardava fuori ,da dietro i vetri,quella pioggia torrenziale di aprile.
E sì, che siamo già a fine aprile ormai.
“Da noi il sole , si fa desiderare …. “ Ormai ,lo sapeva bene lei …
La sua anonima città…
Tanto amata. Già ,ormai erano quaranta e più , le primavere che lei conosceva. Le aveva trascorse tutte lì,nella sua città ; provinciale e borghese…
Lei , donna del sud … provinciale ; qualche volta aveva letto questa definizione,negli occhi di qualche conoscente o collega,che aveva fatto esperienze al nord.
Oh sì! A volte aveva invidiato quei colleghi che avevano visto realtà così diverse dalla sua. Li aveva invidiati,ma non ce l’aveva mai fatta a lasciare quel piccolo posto, che tutti dispezzano.
Ne aveva avuto la possibilità…
Qualche anno prima,un amico le aveva chiesto di sbrigarsi a fare .. “domanda” , perché lassù, cercavano personale con la sua specializzazione. Ma non ce l’aveva fatta…
Era mancato il coraggio… Il coraggio e la voglia di lasciare quel posto…
Addormentato.
… - Ma quando smetta di piovere oggi ! Sembra novembre… E fa freddo anche! … tanto per cambiare..! –

Si sentiva nervosa. Ma perché ?! … Ma quando smette di piovere…!
Oh no… ancora quel pianto infantile..
Nervosa! Ma perché?!
Aveva scelto lei quella prigione,e lo sapeva.
Per questo .. il pianto la sorprendeva all’improvviso. Uno sfogo! E in dieci secondi, la sua vita le passava davanti…
E la rivedeva tutta!
“ Che stupida !” Si era detta tante volte, e ogni volta le lacrime erano sempre più copiose. E ogni volta, aveva asciugato il viso e aveva sorriso a sua figlia, la sera rientrando a casa.

Ma quella sera era diverso…
Non era il pianto di sempre. C’era disperazione . Disperazione.
Quel cellulare, era rimasto in silenzio per tutto il tempo. Aveva detto alle 16,00…Ma non aveva squillato, né alle 16,00, né dopo.
Silenzio.
Era importante , che arrivasse un segno, in quella sua strana primavera.
Silenzio. “Il solo compagno fedele che mi rimane…”
“Le 19,15 … Mio Dio , così tardi … Ho perso l’autobus…”
“ Signora Camilla… Ancora qui, è tardi” !
La dolce Milena. La custode. Sì, una specie di guardia giurata in gonnella, senza divisa. Era una vita che stava lì, nell’Istituto dove lavorava. Milena, le voleva bene.. Le era affezionata.
“ Vado via subito , Milena… Grazie” …
“ Buona serata signora Camilla…Ci vediamo domani “
…. Gli occhi ancora bagnati … “ Che stupida! “
L’aria fresca di aprile , l’aveva investita appena era uscita fuori.
La pioggia non cadeva più.
Camilla rabbrividiva , sotto il leggero impermeabile.
Era arrivata alla fermata dell’autobus … “E’ tardissimo…! Speriamo arrivi presto.” Quel suono improvviso , dall’interno della borsa. “ Ma dov’è …!” Succedeva sempre che non lo trovava quando squillava nella borsa…
“Eccolo … finalmente! .. Sì , sto arrivando … ho fatto un po’ tardi . “
… Che stupida! Aveva sperato per un attimo , che fiorisse all’improvviso la sua primavera.
“ Ah… Ecco l’autobus …”
Il vento fresco d’aprile , portava via con sé, le sue sciocche lacrime.
E quell’autobus, la stava riportando a casa.
*

MARINETTA
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