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#1 |
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Moderatore*
Data Registrazione: Nov 2006
Località: milano, più o meno...
Messaggi: 8.085
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15/11/2007 (15:19)
Arabia Saudita, struprata dal branco: condannata al carcere e a 200 frustate La ragazza ritenuta colpevole di essersi appartate con un uomo. Agli aggressori solo pochi anni «Sei mesi di carcere e 200 frustrate». È questa la condanna inflitta in appello da un tribunale saudita a una «ragazza stuprata» da sei uomini che se la sono cavata con pene da 2 a 9 anni di reclusione. La colpa della ragazza? Farsi trovare dagli stupratori «appartata con un uomo». Reato gravissimo in Arabia saudita dove vige la legge islamica della Shariya. Un reato che oltre ad esporre la giovane alla pena carceraria ed alle frustrate in pubblico, "alleggerisce" la colpa dei membri del branco, che evitano cos? la sentenza capitale prevista per questo genere di reati dallo stesso codice islamico. Succede nei nostri giorni nel Regno wahabita in una piccola città vicino ad al Qatif, ad una ragazza che all’epoca dei fatti aveva 19 anni. La sua storia, che risale a quasi due anni fa, è riportata oggi dal quotidiano palestinese al Quds al Arabi per riferire della sentenza definitiva. Nel marzo scorso, quando in primo grado fu condannata a ’solè 90 frustrate evitando il carcere, il quotidiano panarabo al Sharq al Awsat raccontava cos? come erano andate le cose. Comincia tutto un anno prima dell’inizio del processo, con le telefonate di un uomo che chiedeva continuamente di incontrare l’allora 19nne. All'inizio la ragazza non gli dà peso, poi "lusingata", per ingenuità, accetta di far avere una sua foto all'ostinato ammiratore. Ma quando si fidanza con il futuro marito scelto dalla famiglia, la ragazza chiede indietro la sua fotografia. Fissa un appuntamento con l'uomo. Mentre è «appartata» con lui in macchina avviene l'assalto. Sette uomini armati di coltelli la sequestrano puntandole una lama alla gola. La portano in una fattoria fuori città. E a turno, la violentano «due volte ciascuno». Uno del branco scatta anche delle foto usando il cellulare della vittima. «Mi hanno detto di non dire niente dello stupro, che altrimenti avrebbero spedito quelle foto a tutti dal mio telefonino». Quando torna a casa, è una donna spezzata. Tenta il suicidio ma le pillole che ingoia la fanno solo stare male. Finisce in ospedale. Incapace di reggere il peso decide di parlare; e sorprendentemente il promesso sposo non la ripudia come gli consigliano di fare. Anzi si mette alla ricerca dei colpevoli che riesce a trovare in un mercato di pesci. «Uno di loro quando si era sfilato il cappuccio puzzava di pesce», ricordava la ragazza. Insieme, denunciano tutto alla polizia. E da allora sono cominciati i guai con la giustizia e la società. Nell'aula del tribunale la giovane, da imputata, viene interrogata tre volte. Tre domande che non hanno nulla a che vedere con quello che ha subito. Per i giudici anche lei è colpevole, e da colpevole la trattano. Lei stessa riconosce di essere stata «stupida» ad incontrarsi con quell`uomo, ma accenna a una debole difesa: «Quello che mi è accaduto quella notte - dice - è peggio di qualsiasi punizione». E invece no, ora le spetta anche la pena decisa dai giudici. Al suo avvocato e attivista per i diritti civili Abdul Rahamn al Laham, che ha portato alla luce il caso, è stata revocata la licenza di esercitare la professione. Non solo ma ora dovrà sottoporsi ad «una commissione educativa», ordinata dal ministro della Giustizia, come racconta oggi ad al Quds al Arabi. Nemmeno in casa la giovane ha trovato comprensione. Il fratello più giovane l'ha picchiata perché con lo stupro aveva gettato la famiglia nel disonore. I benpensanti sono invece scandalizzati perchè ’il fattò è avvenuto durante il sacro mese di Ramadan quando i rigidi dettami della Shriya proibiscono gli atti sessuali considerati ’impuri per il pio digiunante«, quali avrebbero dovuto essere anche gli stupratori. Le tribù sciite, cui appartiene la ragazza, criticano sì la condanna ma solo per la pena troppo lieve ai violentatori; non una parola per la giovane. L’unica cosa che le resta, forse, è l’amore: quello del suo fidanzato. Lui rimane al suo fianco. http://www.lastampa.it/redazione/cms...7631girata.asp
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L'unda de ieer porta l'unda de incöö l'öcc de un vecc l'era l'öcc de un fiöö giuseppe
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#2 |
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Amico*
Data Registrazione: Jun 2004
Messaggi: 3.310
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#3 |
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Amico*
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L’unica cosa che le resta, forse, è l’amore: quello del suo fidanzato. Lui rimane al suo fianco
Hai ragione... e se tutto è relativo si può dire che è stata fortunata perchè non è rimasta sola...
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.. vorrei che fossi qui, seduta, nel mio angolo di Vita .. vorrei che guardassi nel giardino dei nostri sorrisi .. |
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#4 |
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Amico*
Data Registrazione: Mar 2006
Messaggi: 4.892
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Allucinante!
Che altissimo livello di civiltà:complimenti!!!
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Le poesie sono lacrime del cuore
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#5 |
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Senior Member
Data Registrazione: Oct 2007
Località: Le nebbie di Avalon
Messaggi: 375
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E' tremendo quanto le donne in certi paesi possano essere considerate meno di un sacco di letame.
A questa donna in particolare, disprezzata, usata, abusata e punita ( assurdo ! ) essa stessa per la violenza subita ( come se avesse scelto lei di farsi stuprare da un branco di "ratti" in calore ), è rimasto il conforto del fidanzato che le rimane accanto ma...per quanto tempo mi domando io ?! Conosciamo bene la mentalità di chi confonde la religione con regole arcaiche e svilenti e secondo voi, la famiglia di lui permetterà che questo ragazzo sposi una donna ormai considerata da tutti meno che niente ?! Io ho paura di no anche se spero per lei e per tutti noi che l'amore sia sempre più forte di tutto, anche dell'ignoranza ! |
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#6 |
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Amico*
Data Registrazione: Sep 2006
Località: Un'anima ferita dalla malvagità
Messaggi: 1.915
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condivido i tuoi timori, Evaluna......Ammiro quell'uomo che, all'interno di una cultura che ha un'atteggiamento tanto spregevole verso le donne, ha avuto il coraggio di stare accanto alla donna che ama e difenderne la dignità ma .....quanto durerà?
E se un giorno quella ragazza rimarrà sola che ne sarà di lei?
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Tutte le cose sono collegate. Tutto ciò che accade alla terra, accade ai figli e alle figlie della terra. L'uomo non ha intrecciato il tessuto della vita; ne è solamente un filo. Tutto ciò che egli fa al tessuto, lo fa a se stesso. Capo Seattle |
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#7 |
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Senior Member
Data Registrazione: Oct 2007
Località: Le nebbie di Avalon
Messaggi: 375
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Probabilmente sarà considerata una reietta della società e la sua stessa famiglia subirà il pubblico ludibrio.
Questo fatto mi fa una rabbia... |
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#8 |
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Senior Member
Data Registrazione: Dec 2005
Messaggi: 3.243
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Che vergogna.
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<center>Perchè un pretesto per tornare bisogna sempre seminarselo dietro quando si parte. Aspettando Ottobre 2009, il tuo ritorno.</center> |
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#9 |
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Amico*
Data Registrazione: Apr 2007
Località: Cirri fluttuosi...MODENA
Messaggi: 440
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VERGOGNA, E QUESTI UOMINI SI NASCONDONO DITRO LA SHARYA, ANCHE PER LORO ERA RAMADHAM, NON AVREBBERO DOVUTO PRATICARE SESSO...INAMMISSIBILE, QUANTO SFRUTTINO IL CORANO E LA RELIGIONE PER I LORO PORCI COMODI...INFATTI LI UNA DONNA VALE MENO DI NULLA, PECCATO CHE PARTORISCA LEI STESSA GLI UOMINI, SAREBBE MEGLIO, IN QUELLE CONDIZIONI, NON FARLI PROPRIO NASCERE !!! INACCETTABILE...
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L'importante non è fare grandi cose, ma piccole cose fatte col cuore... |
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