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Data Registrazione: Jun 2004
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" I DIRITTI DEL LETTORE "
(Daniel Pennac dal saggio "Come un romanzo" ed. Feltrinelli 1999) 1. IL DIRITTO DI NON LEGGERE La maggior parte dei lettori si concede quotidianamente il diritto di non leggere (…). Tra un buon libro e un brutto telefilm, il secondo ha più spesso di quanto vorremmo confessare la meglio sul primo. Inoltre, non leggiamo sempre. I nostri periodi di lettura si alternano sovente a lunghi digiuni (…) Se possiamo tranquillamente ammettere che un singolo individuo rifiuti la lettura, è intollerabile che egli sia – o si ritenga – rifiutato da essa. 2. IL DIRITTO DI SALTARE LE PAGINE Ho saltato delle pagine (…). E tutti i ragazzini dovrebbero fare altrettanto. In questo modo potrebbero buttarsi prestissimo su tutte le meraviglie ritenute inaccessibili per la loro età. (…) Un grave pericolo li minaccia se non decidono da soli quel che è alla loro portata saltando le pagine che vogliono: altri lo faranno al posto loro. 3. IL DIRITTO DI NON FINIRE IL LIBRO Ci sono mille ragioni per abbandonare un romanzo prima della fine: la sensazione del già letto, una storia che non ci prende, il nostro totale dissenso rispetto alle tesi dell’autore, uno stile che ci fa venire la pelle d’oca (…) Inutile enumerare le 995 altre ragioni, fra le quali si debbono tuttavia annoverare la carie dentale, le angherie del capoufficio o un terremoto del cuore che ci paralizza la mente. (…) 4. IL DIRITTO DI RILEGGERE Rileggere quel che una prima volta ci aveva respinti, rileggere senza saltare nessun passaggio, rileggere da un’altra angolazione, rileggere per verificare (…) Ma rileggiamo soprattutto in modo gratuito, per piacere della ripetizione, la gioia di un nuovo incontro (…) 5. IL DIRITTO DI LEGGERE QUALSIASI COSA Ci sono “buoni” e “cattivi” romanzi. Molto spesso sono i secondi che incontriamo per primi sulla nostra strada. E, parola mia, quando toccò a me, ricordo di averli trovati “belli un casino”. Ma sono stato fortunato: nessuno mi ha preso in giro … Qualcuno ha solo lasciato sul mio passaggio qualche “buon” romanzo guardandosi bene dal proibirmi gli altri. 6. IL DIRITTO AL BOVARISMO (malattia testualmente contagiosa) E’ questo-a grandi linee-il “bovarismo”, la soddisfazione immediata ed esclusiva delle nostre sensazione: l’immaginazione che si dilata, i nervi che vibrano, il cuore che si accende, l’adrenalina che sprizza, l’identificazione che diventa totale e il cervello che prende (…) 7. IL DIRITTO DI LEGGERE OVUNQUE 8. IL DIRITTO DI SPIZZICARE E’ la libertà che ci concediamo di prendere un volume a caso della nostra biblioteca, di aprirlo, dove capita e di immergercisi un istante, proprio perché solo di quell’istante disponiamo (...) 9. IL DIRITTO DI LEGGERE A VOCE ALTA L’uomo che legge a viva voce si espone completamente agli occhi che lo ascoltano.(…) 10. IL DIRITTO DI TACERE L’uomo costruisce case perché è vivo, ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo. La lettura è per lui una compagnia che non prende il posto di nessun’altra, ma che nessun’altra potrebbe sostituire. (…) Le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere. *** Nel saggio "Come un romanzo" (da cui sono tratti i dieci diritti del lettore) Pennac affronta dal duplice punto di vista di romanziere e professore, il problema di come si possa stimolare i giovani - e in genere tutti coloro che avvertono l'oggetto libro come un macigno indebitamente e immeritatamente posato sul loro comodino - non tanto alla lettura in sè e per sè quanto al piacere di essa, cercando di riproporre i libri come complici, come amici attraverso i quali si ampliano i propri orizzonti e si costruiscono mondi inediti. Un libro intelligente e spassoso che aiuta a ricordare che il tempo della lettura, così come il tempo dell'amore, dilata il tempo della vita. (Da http://oltresavio.sitiasp.it/diritti.htm) *** Mi son sembrati dei diritti sublimi!
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#2 |
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Administrator
Data Registrazione: Jun 2004
Località: Lo spazio che c'è in te
Messaggi: 2.641
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Sempre dal saggio "Come un Romanzo"
questa citazione ... per me le parole aprono la scoperta di vie fantastiche se percepite nella loro forma mai del tutto casuale.. Il verbo leggere non sopporta l'imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo "amare", il verbo "sognare" Daniel Pennac |
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Senior Member
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Di Pennac non mi manca quasi nulla, solo l'ultimo "Ecco la storia", che aspetto pazientemente in ristampa economica
In questo Romanzo Saggio che citi c'è una parte davvero commovente, quando i genitori riprendono le letture prima di dormire con il loro figlio, e scoprono con stupore bambino, che il figlio non è mai troppo grande per quelle coccole, e scoprono ancora che neanche loro sono davvero cosi' troppo grandi per quelle coccole, e scoprono infine, con sopore bambino, che loro ascoltano, il figlio legge, e le coccole si scambiano di posto.
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<center>Sono un vento, viaggiatore per istinto, aria in movimento, suono impalpabile. Non mi puoi vedere, non mi puoi toccare, puoi solo sentirmi, sulla pelle, di passaggio.</center> |
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