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Vecchio 08-14-2012, 01:12 PM   #31
Essenza
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Incontrarsi e riconoscersi… una certezza che si ha solo una volta…
…ecco perché sono su questo pianeta, in questo tempo [...]
Adesso lo so. Per molti più anni di quanti non ne abbia vissuti, ho continuato a precipitare dall’orlo di un luogo immenso e altissimo. E in tutti questi anni, precipitavo verso di te
… non conosco le parole per spiegarvi questo legame.
Lui ci riuscì, quando disse che avevamo smesso di essere due persone distinte, per diventarne una terza creata dal nostro amore…
…E tutte le considerazioni filosofiche non bastano a impedirmi di desiderarti, ogni giorno, ogni momento, con la testa piena dello spietato gemito del tempo, del tempo che non potrò mai vivere con te.
Ti amo, di un amore profondo e totale. E così sarà sempre.
Non siamo più due esseri distinti, ma un tutt’uno legato a doppio filo per il resto della nostra vita…
…Non sono sicuro di averti dentro di me, né di essere dentro di te, e neppure di possederti…
E, in ogni caso, non è al possesso che aspiro. Credo invece che siamo entrambi dentro un altro essere che abbiamo creato, e che si chiama ‘noi’. No, neppure: non siamo realmente dentro questo essere, lo siamo…
( I Ponti di Madison County)
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Sii come il fumo: sali,
pensa che nell'evadere nessuno dirà
«ti ebbi e ho potuto misurarti».
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Vecchio 08-14-2012, 01:17 PM   #32
delfina
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Incontrarsi e riconoscersi… una certezza che si ha solo una volta…
…ecco perché sono su questo pianeta, in questo tempo [...]
Adesso lo so. Per molti più anni di quanti non ne abbia vissuti, ho continuato a precipitare dall’orlo di un luogo immenso e altissimo. E in tutti questi anni, precipitavo verso di te
… non conosco le parole per spiegarvi questo legame.
Lui ci riuscì, quando disse che avevamo smesso di essere due persone distinte, per diventarne una terza creata dal nostro amore…
…E tutte le considerazioni filosofiche non bastano a impedirmi di desiderarti, ogni giorno, ogni momento, con la testa piena dello spietato gemito del tempo, del tempo che non potrò mai vivere con te.
Ti amo, di un amore profondo e totale. E così sarà sempre.
Non siamo più due esseri distinti, ma un tutt’uno legato a doppio filo per il resto della nostra vita…
…Non sono sicuro di averti dentro di me, né di essere dentro di te, e neppure di possederti…
E, in ogni caso, non è al possesso che aspiro. Credo invece che siamo entrambi dentro un altro essere che abbiamo creato, e che si chiama ‘noi’. No, neppure: non siamo realmente dentro questo essere, lo siamo…
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lo amo
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Vecchio 08-24-2012, 09:39 AM   #33
delfina
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Avrei voluto scriverti una lettera d’amore
ma ho troppe parole silenziose
che mi si scombinano dentro.
Allora ti parlerò di me
di quella donna che adesso non è più,
un sogno andato, ubriaco di incertezze
a mezzaluna sulla breccia di un mattino.
Ti parlerò degli occhi ciechi a mezzanotte
dei giorni che notti sono stati
e delle notti in cui respiravo aneliti di vita
racchiusa in un bozzolo di seta.
Farfalle non ce n'erano, ero senz’ali
senz’occhi e senza mani, non avevo orecchi
sentivo solo un tumulto in fondo all’anima
e la paura mi mordeva i giorni.

Volevo scriverti una lettera d’amore
con tutto il senso che ho trovato in te
nel tuo respiro ansioso
e nel silenzio dei tuoi occhi
nelle tue mani ardenti e dentro la tua vita
accoccolata a un gelido sipario
per la paura di viversi e morirsi.
Adesso te lo scrivo sopra il cuore
dentro nell’anima, non dirò bugie,
lo inciderò come effige sulla tua carne
in un sentiero che non avrà mai fine.



Margherita Calì
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Vecchio 08-27-2012, 01:24 PM   #34
Essenza
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La distanza fisica non è un riposo, ma un tormento in più, di cui sono prigioniera in questa notte fredda. E’ la tua assenza che mi spinge ad affrontare, nella lontananza, l’invadente assedio d’immagini che non riesco a scacciare. Stanotte tu esisti oltre me e contro di me. Non mi appartieni. Ti vorrei dimenticare e non ci riesco. Sei dentro di me come un’eco. E’ questo equivalente interno, una specie di formula carnale della tua presenza che ti fa esistere nella mia testa. E allora, basta che io dica basta e smetterò di pensare a te. Ma se smetto, a cosa penserò? Al mio vuoto? E’ perchè si è vuoti che ci si lascia invadere? E’ il vuoto in cui si galleggia che ci annega? Siamo vuoti, tutti vuoti… o sono io, io sola, a non possedere nulla? Io sola a provare la sottile, inestirpabile, vorace sensazione che la vita non sia mai quella che vivo, ma sempre un’altra? E’ strano, ma non ho mai avuto la forza di illudermi di essere qualcosa… La mia forza è un’altra, ambigua, intrisa di orgoglio e di vergogna. Si nutre di coraggio, si affama di paura. Conta sul cuore, per me è questo l’organo dell’intelligenza. Col cuore penso. Che esiste il mondo, me lo assicura il mio cuore animale, vivo, pulsante. Che ora batte per te. Certe piante, per crescere, si dice debbano ”mettere cuore”. L’amore si fissa così nel corpo, si radica, cresce e sviluppa nel cuore. Ecco perchè io l’ho coltivato, il mio: non volevo un cuore incerto, avaro. Non volevo un cuore spaventato. Le sofferenze d’amore che ho patito sono state esercizi per renderlo forte. Ci sono dolori che fanno bene. Io l’ho imparato con te. Ho patito la maledizione di un amore assetato, affamato, che mi rendeva tanto più indigente, quanto più ne domandavo. La vera via, ora capisco, è di non chiederlo. Ora io l’offro, l’amore. Ne sono capace.

Nadia Fusini da L’amore necessario
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Vecchio 08-30-2012, 07:30 AM   #35
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La distanza fisica non è un riposo, ma un tormento in più, di cui sono prigioniera in questa notte fredda. E’ la tua assenza che mi spinge ad affrontare, nella lontananza, l’invadente assedio d’immagini che non riesco a scacciare. Stanotte tu esisti oltre me e contro di me. Non mi appartieni. Ti vorrei dimenticare e non ci riesco. Sei dentro di me come un’eco. E’ questo equivalente interno, una specie di formula carnale della tua presenza che ti fa esistere nella mia testa. E allora, basta che io dica basta e smetterò di pensare a te. Ma se smetto, a cosa penserò? Al mio vuoto? E’ perchè si è vuoti che ci si lascia invadere? E’ il vuoto in cui si galleggia che ci annega? Siamo vuoti, tutti vuoti… o sono io, io sola, a non possedere nulla? Io sola a provare la sottile, inestirpabile, vorace sensazione che la vita non sia mai quella che vivo, ma sempre un’altra? E’ strano, ma non ho mai avuto la forza di illudermi di essere qualcosa… La mia forza è un’altra, ambigua, intrisa di orgoglio e di vergogna. Si nutre di coraggio, si affama di paura. Conta sul cuore, per me è questo l’organo dell’intelligenza. Col cuore penso. Che esiste il mondo, me lo assicura il mio cuore animale, vivo, pulsante. Che ora batte per te. Certe piante, per crescere, si dice debbano ”mettere cuore”. L’amore si fissa così nel corpo, si radica, cresce e sviluppa nel cuore. Ecco perchè io l’ho coltivato, il mio: non volevo un cuore incerto, avaro. Non volevo un cuore spaventato. Le sofferenze d’amore che ho patito sono state esercizi per renderlo forte. Ci sono dolori che fanno bene. Io l’ho imparato con te. Ho patito la maledizione di un amore assetato, affamato, che mi rendeva tanto più indigente, quanto più ne domandavo. La vera via, ora capisco, è di non chiederlo. Ora io l’offro, l’amore. Ne sono capace.

Nadia Fusini da L’amore necessario
Molto bello questo scritto....per quanta riguarda l'ultima frase....beata lei che ci riesce.
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Vecchio 08-30-2012, 10:58 AM   #36
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enri



La verità è che non ho mai imparato a essere felice. Tipo che, secondo me, quando ti arriva una cosa bella dovresti essere capace di sederti e tenertela stretta e limitarti a quello, mica come faccio io che invece cerco di smontarla per vedere come funziona e mi racconto che lo sto facendo per capire come continuare a farla funzionare, come se non sapessi che, smontandola, corro il rischio di romperla, di non saperla più aggiustare. E allora, se mi chiedessi: perché? Potrei risponderti in questo modo: mi stai ponendo la domanda sbagliata, quella giusta è, perché me lo stai dicendo? E la risposta, be’, la risposta è semplice. Te lo sto dicendo perché tu ti sieda con me e con questa cosa bella, che sei tu ma che soprattutto siamo noi, e mi tenga ferme le mani stringendole tra le tue... per impedirmi di romperla, di romperci... perché tu ti sieda con me per spiegarmi che non c’è bisogno di capire sempre tutto, perché tu lo faccia tenendomi stretto, e allora sono sicuro che capirei...


(Yellow Letters.Tratto da dieci motivi per non amarti.)
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Vecchio 09-19-2012, 04:35 PM   #37
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Ascolta bene ciò che non ti dico.
Non lasciarti ingannare da me.
Non lasciarti ingannare dalle mie apparenze.
Perché sono solo una maschera, forse mille maschere che ho paura di togliere, anche se nessuna di esse mi rappresenta. Do l’impressione di essere sicuro, che tutto procede a gonfie vele, dentro come fuori, di essere la fiducia in persona, di possedere la calma come una seconda natura, di essere in controllo della situazione e di non aver bisogno di nessuno.
Ma non credermi, ti prego.
Esteriormente posso apparire tranquillo, ma ciò che vedi è una maschera. Sotto, celato, c’è il mio vero io nella confusione, nella paura, nella solitudine.
Ma lo nascondo.
Non voglio che nessuno lo sappia. Sono preso dal panico al solo pensiero di esporlo.
Ecco perché ho costantemente bisogno di creare una maschera che mi nasconda, un’immagine pretenziosa, che mi protegga dallo sguardo che capisce. Ma tale sguardo è precisamente la mia salvezza.
Ed io lo so.
Quando, però, è seguito dall’accettazione dell’amore allora diventa lo strumento che può liberarmi da me stesso, dal meccanismo di barriere che ho eretto; lo strumento che mi può rassicurare di ciò che non riesco a convincere me stesso: di valere veramente qualcosa.
Questo però non te lo dico. Non ho coraggio.
Ho paura che il tuo sguardo non sia seguito dall’accettazione, dall’amore. Forse temo che tu possa cambiare opinione su di me, che ti prenda gioco di me e che il tuo sorriso mi uccida.
Ho paura, in fondo in fondo, di non valere niente, che tu ti accorga di questo e mi rigetti.
Allora continuo il mio gioco di pretese disperate con una apparenza esteriore sicura e con un bambino tremante dentro. Sfoggio la mia sfilata di maschere e lascio che la mia vita diventi finzione.
Ti racconto tutto ciò che non conta niente e niente di ciò che è veramente importante, di ciò che mi strugge dentro. Perciò quando riconosci questa routine non lasciarti distrarre dalle mie parole: ascolta bene ciò che non ti dico, ciò che vorrei dire, ciò che ho bisogno di dire, ma che non riesco a dire.
Non mi piace nascondermi, te lo confesso.
Vorrei tanto essere spontaneo, onesto e genuino, ma tu devi aiutarmi.
Per favore stendi la tua mano, anche quando questa sembra sia l’ultima cosa che voglio.
Tu puoi portare alla luce la mia vitalità: ogni volta che sei gentile, attento e premuroso, ogni volta che cerchi di comprendere perché mi vuoi bene il mio cuore palpita e rinasce.
Voglio che tu sappia quanto sei importante per me, come tu hai il potere di far emergere la persona che sono.
Solo se lo vuoi. Ti prego, ascoltami.
Tu puoi far cadere le barriere dietro le quali mi rifugio, tu puoi rimuovere la mia maschera, tu puoi liberarmi dalla mia prigione solitaria.
Non ignorarmi! Per favore non passare oltre!
Abbi pazienza con me. A volte, sembra, che quanto più ti avvicini tanto più mi ribelli alla tua presenza.
E’ una cosa irrazionale, ma è così: combatto ciò di cui ho bisogno. L’uomo è spesso fatto così!
Ma l’amore è più forte di ogni resistenza e qui sta la mia speranza. La mia vera speranza.
Aiutami a far cadere le barriere con le tue mani sicure, ma con mani gentili perché un bambino resta molto fragile.
Chi sono, ti domandi?
Sono qualcuno che conosci molto bene.
Sono ogni persona che incontri.
Sono te stesso.
(Arnaldo Pangrazzi)
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Vecchio 09-25-2012, 06:46 PM   #38
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.. bello ..
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Vecchio 10-07-2012, 06:53 AM   #39
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Mio signore amato,
non aver paura, non muoverti, resta in silenzio, nessuno ci vedrà.
Rimani così, ti voglio guardare, io ti ho guardato tanto ma non eri per me, adesso sei per me, non avvicinarti, ti prego, resta come sei, abbiamo una notte per noi, e io voglio guardarti, non ti ho mai visto così, il tuo corpo per me, la tua pelle, chiudi gli occhi, e accarezzati, ti prego,
non aprire gli occhi se puoi, e accarezzati, sono così belle le tue mani, le ho sognate tante volte adesso le voglio vedere, mi piace vederle sulla tua pelle, così, ti prego continua, non aprire gli occhi, io sono qui, nessuno ci può vedere e io sono vicina a te, accarezzati signore amato mio, accarezza il tuo sesso, ti prego, piano,

è bella la tua mano sul tuo sesso, non smettere, a me piace guardarla e guardarti, signore amato mio, non aprire gli occhi, non ancora, non devi aver paura son vicina a te, mi senti? sono qui, ti posso sfiorare, è seta questa, la senti? è la seta del mio vestito, non aprire gli occhi e avrai la mia pelle,
avrai le mie labbra, quando ti toccherò per la prima volta sarà con le mie labbra, tu non saprai dove, a un certo punto sentirai il calore della mie labbra, addosso, non puoi sapere dove se non apri gli occhi, non aprirli, sentirai la mia bocca dove non sai, d'improvviso,
forse sarà nei tuoi occhi, appoggerò la mia bocca sulle palpebre e le ciglia, sentirai il calore entrare nella tua testa, e le mie labbra nei tuoi occhi, dentro, o forse sarà sul tuo sesso, appoggerò le mie labbra, laggiù, e le schiuderò scendendo a poco a poco,

lentamente, lascerò che il tuo sesso socchiuda la mia bocca, entrando tra le mie labbra, e spingendo la mia lingua, la mia saliva scenderà lungo la tua pelle fin nella tua mano, il mio bacio e la tua mano, uno dentro l'altra, sul tuo sesso,
finché alla fine ti bacerò sul cuore, perché ti voglio, morderò la pelle che batte sul tuo cuore, perché ti voglio, e con il cuore tra le mie labbra tu sarai mio, davvero, con la mia bocca nel cuore tu sarai mio, per sempre, se non mi credi apri gli occhi signore amato mio e guardami, sono io, chi potrà mai cancellare questo istante che accade, e questo mio corpo senza più seta, le tue mani che lo toccano, i tuoi occhi che lo guardano,

le tue dita nel mio sesso, la tua lingua sulle mie labbra, tu che scivoli sotto di me, prendi i miei fianchi, mi sollevi, mi lasci scivolare sul tuo sesso, piano, chi potrà cancellare questo, tu dentro di me a muoverti adagio, le tue mani sul mio volto, le tue dita nella mia bocca, il piacere nei tuoi occhi, la tua voce, ti muovi adagio ma fino a farmi male, il mio piacere, la mia voce,
il mio corpo sul tuo, la tua schiena che mi solleva, le tue braccia che non mi lasciano andare, i colpi dentro di me, è violenza dolce, vedo i tuoi occhi cercare nei miei, vogliono sapere fino a dove farmi male, fino a dove vuoi, signore amato mio, non c'è fine, non finirà, lo vedi? nessuno potrà cancellare questo istante che accade, per sempre getterai la testa all'indietro, gridando, per sempre chiuderò gli occhi staccando le lacrime dalle mie ciglia, la mia voce dentro la tua, la tua violenza a tenermi stretta, non c'è più tempo per fuggire e forza per resistere, doveva essere questo istante, e questo istante è, credimi, signore amato mio, quest'istante sarà, da adesso in poi; sarà, fino alla fine,
- Noi non ci vedremo più, signore.
- Quel che era per noi, l'abbiamo fatto, e voi lo sapete. Credetemi: l'abbiamo fatto per sempre. Serbate la vostra vita al riparo da me. E non esitate un attimo, se sarà utile per la vostra felicità, a dimenticare questa donna che ora vi dice, senza rimpianto, addio.

Alessandro Baricco - "Seta"

quanto è stupenda???

BORKED
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Vecchio 10-07-2012, 06:27 PM   #40
Essenza
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quanto è stupenda???


immensamente!
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Vecchio 10-16-2012, 11:53 AM   #41
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Il dolore è passato. La vita lo ha trasformato in qualcos'altro; dopo averlo provato, dopo aver singhiozzato, lo si nasconde agli occhi del mondo come una mummia da custodire nel padiglione funerario dei ricordi. Passa anche il dolore provocato dall'amore, non credere. Rimane il lutto, una specie di cerimonia ufficiale della memoria. Il dolore era altro: era urlo animalesco, anche quando stava in silenzio. È così che urlano le bestie selvatiche quando non comprendono qualcosa nel mondo – la luce delle stelle o gli odori estranei – e cominciano ad avere paura e ululare. Il lutto è già un dare senso, una ragione e una pratica. Ma il dolore un giorno si trasforma, la vanità e il risentimento insiti nella mancanza si prosciugano al fuoco purgatoriale della sofferenza, e rimane il ricordo, che può essere maneggiato, addomesticato, riposto da qualche parte. È quel che accade ad ogni idea e passione umane.
(Sandor Marai)
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Vecchio 10-22-2012, 05:36 PM   #42
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Devo togliermi dalle tue mani, ritornare in possesso di me stessa. Sono stata un dono fatale. Sono stata il dono del dolore che cercavi tanto ansiosamente, la massima ricompensa del piacere. Benché avvinti in un selvaggio minuetto, ci siamo librati nello spazio, liberamente, chiunque e qualunque cosa fossimo, o fossimo destinati a essere.
Come creature venute da un altro pianeta perduto. Tu avevi bisogno del dolore. Era il mio dolore che agognavi. Ma anche se adesso non ci credi, la tua fame è saziata in pieno. Ricorda, ora hai il tuo dolore. Sarà "tutto, sempre". Anche se tu mi trovassi, io non ci sarei. Non cercare una cosa che hai già. Anche le ore e i giorni che ci sono stati concessi, e che ora sono finiti per sempre, sono "tutto. Sempre."
Josephine Hart
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Vecchio 10-23-2012, 10:19 AM   #43
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« Quando ci possiamo rivedere? »
« Quanto puoi aspettare? »
« Posso aspettare fino a quando il cuore non sanguinerà per il dolore»
« E quanto tempo è? »
« Forse solo cinque minuti ».

Jostein Gaarder

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Vecchio 11-07-2012, 06:52 PM   #44
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Ti ho conosciuto in internet e ti ho scritto, ma non lo farò più, perchè non esisti.
Che ti racconto? Allora, vediamo. Sono a casa. Non sto facendo niente, infatti sono al computer. In vacanza sono stato nel tal posto, lo scorso weekend in quest’altro. Non sono credente, ho tre cicatrici sul corpo, sono del toro, ho un aston martin, Ventotene è tanto triste e ho addosso una stanchezza terribile.
Senti, non ce la faccio. Non ti racconto niente. Ho gia dato. L’ho gia fatta, in passato, questa parte di raccontare cose e situazioni a persone che di fatto non esistono, proiezioni al di là di uno schermo, flirt via email, in chat, in facebook, in myspace, dove ti pare.
Non ce la faccio ogni volta a ricominciare da capo. La verità è che tu non esisti, di fatto non esisti: e non ho voglia di ricadere nello schema e quindi, trasfigurarti, di guardare per mezz’ora l’unica foto che mi hai mandato, di immaginarti secondo strani disegni dell’inconscio. Per poi, un giorno, magari, incontrarti per scoprire sempre e regolarmente che tu sei semplicemente altro. Qualsiasi cosa tu sia, e qualsiasi cosa io abbia immaginato e compreso, tu sarai sempre altro.
E’ una fatica d’inferno, farsi conoscere un minimo. Dico un minimo. Lo è nella vita comune, figurarsi: i margini di imcomprensione superano sempre la nostra immaginazione. Ora che poi esiste la rete, ora che in giro ci sono misere tracce e scampoli di noi tutti, ecco, allora è anche peggio: perchè il quadretto e il pregiudizio sono ancora più superficiali e veloci. E allora è ancora più difficile lasciar intuire anche solo una scintilla autentica di noi, farla conoscere, ma soprattutto riconoscerla noi, ricordarci che siamo al di là della vacanza, delle cicatrici, dello scorso weekend.
Vedi, ci sono due foto, la mia e la tua. Sembrano due bei ragazzi, sono ancora gentili e curiosi uno dell’altro: resta che probabilmente si stanno scrivendo solo per quelle, per le foto. E mi viene quasi voglia di non sporcare le cose, di abbandonarle a questo stato primigenio e perfetto. E’ sabato sera e scrivo a una sconosciuta. Lo resterà. Sembra molto bella, ma non le scriverò più. NON TI SCRIVERO’ PIU’. Perchè non esisti. Ti racconto questo oggi.
Filippo Facci
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Vecchio 11-13-2012, 06:16 AM   #45
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Senti … ho provato a scrivere tutto quello che c’è tra me e te, tutto quello che penso, che provo, che sento, che spero, che giuro, che voglio, che imbroglio, che credo di aver capito, che so di non aver capito e che comunque che.
Poi ho tolto tutto quello che non è essenziale, tutto quello che fa paura, tutto quello che non è sincero, tutto quello che non è vero, tutto quello che non importa, tutto quello che non conta, tutto quello che può essere frainteso, conteso, mistificato, dimenticato, perso : insomma tutto quello che.
Alla fine è rimasto questo: sono felice quando sei felice, sono triste quando sei triste. E quando non ci sei mi manchi.
Un bacio
(indecente)
(naturalmente)

Carlo Lucarelli

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