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Vecchio 05-20-2014, 02:14 PM   #1
enrichetto
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Nulli se dicit mulier mea nubere malle quam mihi, non si se Iuppiter ipse petat. dicit: sed mulier cupido quod dicit amanti, in vento et rapida scribere oportet aqua.


Solo con te…
Solo con te farei l’amore, dice la donna mia,
solo con te, anche se mi volesse Giove.
Dice: ma ciò che dice una donna a un amante impazzito
devi scriverlo sul vento, sull’acqua che scorre.


Una grande importanza nel mondo greco e successivamente in quello romano veniva attribuita alla poesia …
Non si puo’ non iniziare con Gaio Valerio Catullo….sopra avete letto una sua piccola poesia satirica ….questo che segue e’ il carme V , forse il componimento classico piu’ celebre e piu' apprezzato dagli studenti di tutto il mondo...un inno all’amore che non ha tempo

Nello specifico ho pensato di mettere anche il testo in latino...

IVAMUS MEA LESBIA, ATQUE AMEMUS,
RUMORESQUE SENUM SEVERIORUM
OMNES UNIUS AESTIMEMUS ASSIS.*
SOLES OCCIDERE ET REDIRE POSSUNT:
NOBIS CUM SEMEL OCCIDIT BREVIS LUX,
NOX EST PERPETUA UNA DORMIENDA.
DA MI BASIA MILLE, DEINDE CENTUM,
DEIN MILLE ALTERA, DEIN SECUNDA CENTUM,
DEINDE USQUE ALTERA MILLE, DEINDE CENTUM.
DEIN, CUM MILIA MULTA FECERIMUS,
CONTURBABIMUS ILLA, NE SCIAMUS,
AUT NE QUIS MALUS INVIDERE POSSIT,
CUM TANTUM SCIAT ESSE BASIORUM.


*Assis: un Asse; una moneta del valore di un quarto di sesterzio.



Viviamo, mia Lesbia, ed amiamo,

Viviamo, mia Lesbia, ed amiamo,
e ogni mormorio perfido dei vecchi
valga per noi la più vile moneta.
Il giorno può morire e poi risorgere,
ma quando muore il nostro breve giorno,
una notte infinita dormiremo.
Tu dammi mille baci, e quindi cento,
poi dammene altri mille, e quindi cento,
quindi mille continui, e quindi cento.
E quando poi saranno mille e mille,
nasconderemo il loro vero numero,
che non getti il malocchio l’invidioso
per un numero di baci così alto.
(traduzione di Salvatore Quasimodo)


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Vecchio 10-21-2014, 06:59 PM   #2
enrichetto
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Archiloco poeta greco 680 a.C. circa – 645 a.C.


“[…] astenendoti del tutto: abbi lo stesso mio coraggio.

Se non hai pazienza e ti fa pressione il desiderio,

a casa nostra c’è quella bella, dolce ragazza,

con tanta voglia di maritarsi: mi sembra

che abbia un personale ineccepibile.

Fatti amica lei”

Questo mi diceva, ed io ribattevo: “O figlia di Anfimedo,

donna saggia e brava che la terra ha ora schiacciato,

per i giovanotti molti sono i piaceri di Afrodite (terpsies thees)

oltre all’atto divino (tò theion chrema).

E uno se ne accontenta. Al buio, in tranquillità, io e te decideremo quale.

Obbedirò a ciò che vorrai.. Troppo ti desidero. Fammi entrare da sotto il fregio e la porta.

Non sdegnarti, cara. Appoderò ai giardini erbosi.

E sappi ora questo: Neobule se la pigli un altro. Ahimè, ha la pelle rovinata,

ha distrutto il fiore virginale e l’attrattiva che c’era prima.

Non ha limiti. Si mostra una donna tutta pazza.

Vada al diavolo. Non mi capiti questo, che, avendo una donna simile per moglie,

io sia lo zimbello del vicinato. Molto più, voglio sposare te:

tu non sei falsa né infida, mentre lei è una traditrice e ordisce molti inganni.

Temo che per la fretta farò cuccioli ciechi e prematuri, come quella famosa cagna…”

Così dicevo e intando, presa la vergine,

la sdraiavo tra fiori profumati, e, avendola nascosta con un morbido mantello,

con un braccio sul collo, con le mani le accarezzai i seni:

dalla pelle soda traspariva la sua giovane età.

Toccando tutto il suo bel corpo,

sfiorando il biondo pelo, emisi la bianca forza.


ll testo è tramandato da un solo papiro rovinato ai lati e mutilo per i primi versi, ma la trama è facilmente comprensibile
Qui, Archiloco sta parlando con una fanciulla tentando di sedurla, ma lei cerca di rifiutare e di proporgli in matrimonio la sorella Neobule. Lui però la rifiuta perchè, a quanto pare, è vecchia.




Vaso a figure rosse proveniente dall’Antica Grecia che ritrae una prostituta con un cliente
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Vecchio 10-28-2014, 01:23 PM   #3
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- Anonimo Egiziano -
(XVI-XI sec. a.C.)

Così breve è il nostro
cammino in questo sogno.
Il mondo di una rosa.
Ma noi lo rendiamo
immenso
con soste di lunghi dolci baci
sulle foglie aperte.



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Vecchio 10-28-2014, 08:48 PM   #4
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Originariamente inviato da enrichetto Visualizza Messaggio
- Anonimo Egiziano -
(XVI-XI sec. a.C.)

Così breve è il nostro
cammino in questo sogno.
Il mondo di una rosa.
Ma noi lo rendiamo
immenso
con soste di lunghi dolci baci
sulle foglie aperte.



Uawww .. questi egiziani romanticoni!!
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Vecchio 12-27-2014, 02:37 PM   #5
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IBICO (poeta greco VI sec. a. C.)

Cotogni e melograni a primavera
rinfrescati da vive acque di fiume,
dove e' un giardino intatto delle Muse,
e i getti della vite
cresciute nell'ombra dei tralci
sono nel loro fiore: ma a me Eros
in nessuna stagione da' riposo
si spicca da Afrodite e m'aggredisce
come la tramontana della Tracia
incendiata di lampi,arido e folle,
tenebroso e impassibile, e possente
sorveglia la mia mente alla radice


Mi guarda tra le palpebre azzurrine
Eros che strugge
con infinite malie
con le inafferabili reti della Dea,
s'accosta e tremo,
come un cavallo vecchio
aggiogato provato
spinto col carro rapido
riottosamente,ancora,alla battaglia.



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Vecchio 06-02-2015, 09:58 PM   #6
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Sesto Aurelio Properzio ( 47 a.C. circa 14 a.C.) poeta latino.

Elegie II

«Oh me felice, o notte per me splendida,

o dolce letto reso beato dalla mia delizia!

Quante parole ci siamo detti distesi accanto alla lucerna,

e quante battaglie d’amore abbiamo ingaggiato,

allontanato il lume. Infatti ella ora lottava con me

a seni nudi, ora indugiava a lungo coperta dalla tunica.

Ella con le labbra mi aprì gli occhi assonnati,

e disse: “Così, insensibile, giaci?”

Come abbiamo intrecciato le braccia in diverse forme d’amplesso!

Quanti lunghi baci ho impresso sulle tue labbra!

Non giova guastare i piaceri di Venere con movimenti ciechi;

se non lo sai, gli occhi sono la guida dell’amore»



Auguste Jean Baptiste Vinchon, Propertius and Cynthia at Tivoli
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Vecchio 06-11-2015, 05:52 PM   #7
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Questa sezione di poesie solo tu potevi aprirla, Enrico, tanto di cappello
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Vecchio 12-03-2017, 12:41 PM   #8
Riccardo
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Adoro la poesia antica.

Io sono lo scudiero di Enialio signore,
e conosco il dono amabile delle muse.

--

Infelice, nel desiderio io giaccio,
senza vita, per volere degli dei da dolori tremendi
trafitto nelle ossa.


--

Autore antico: Archiloco

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Vecchio 06-19-2018, 10:50 AM   #9
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Amores


Lottano fra loro e tirano il mio debole cuore in opposte direzioni
l’amore e l‘odio,
ma
(penso)
vince l’amore.
Ti odierò se potrò;
altrimenti, ti amerò mio malgrado:
anche il toro non ama il giogo,
eppure porta il giogo che odia.
Fuggo dalla tua infedeltà, ma mi riporta indietro la tua bellezza;
detesto la tua condotta colpevole,
ma amo il tuo corpo.
Così non riesco a vivere né con te né senza di te,
e mi sembra di non sapere cosa voglio davvero.

Ovidio
poeta latino 43 a.C. - 17 d.C.



Scena dal film "Il Gladiatore" foto presa dal web
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Vecchio 06-29-2019, 07:41 AM   #10
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SULPICIA*

A Cerinto

È giunto amore finalmente. Nasconderlo
sarebbe vergogna assai più grave che svelarlo.
Commossa dai miei versi, Venere lo portò sino me,
tra le mie braccia, compì la sua promessa. I miei peccati
li racconti chi si dirà non ebbe i suoi.
Io quasi non vorrei neppure scriverli:
prima di lui, temo li legga un altro.
Ma giova aver peccato. Mi disturba
atteggiare il mio volto alla virtù.
Si dirà che son degna di lui, e lui di me.




(traduzione di Eva Cantarella)

------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Luce mia, possa io non esser più
la tua ardente passione
come credo d’esser stata
in questi ultimi giorni se io,
in tutta la mia giovinezza,
ho mai commesso una sciocchezza,
di cui io possa confessare
di sentirmi più pentita,
quella di averti lasciato solo
la scorsa notte,
per volerti nascondere
il desiderio che ho di te.


*Sulpicia la Saffo dell'antica Roma...di lei, vissuta al tempo di Augusto, non restano che pochi componimenti.
Per saperne di piu'

http://www.softrevolutionzine.org/20...etessa-romana/




Venere capitolina
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