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Vecchio 04-23-2009, 10:30 AM   #1
Essenza
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Predefinito Da Domenica neanche una lacrima

Senza giocattoli né biberon
da domenica neanche una lacrima


di VERA SCHIAVAZZI

Il più grande dei tre fratelli dice: "Mamma ha perso la strada"
Subito sospesa la patria potestà ai genitori: ora saranno affidati ai servizi sociali







AOSTA - "Wo ist Mummi?", "Verloren. Mummi verloren die Strasse". Mamma ha perso la strada per tornare, o forse se stessa, o forse tutti noi. Il piccolo T. ha i boccoli castani e solo quattro anni, ma deve parlare per tutti, per la sorellina di due, per l'ultimo nato nel settembre del 2008. Lui è un bambino tranquillo, educatissimo ("anche troppo", si è stupita Carmela Gervoz, l'albergatrice che lo ha visto arrivare sabato scorso), che sa arrotolare benissimo gli spaghetti sulla forchetta, però li chiama nudeln e li divide senza capricci con la sorellina. Quando domenica sera la mamma e Sascha sono usciti dalla pizzeria e li hanno lasciati lì, lui non ha pianto, non si è lamentato, non ha chiesto aiuto, ha soltanto aspettato.

Ora T. e i suoi fratelli, L. di tre anni non ancora compiuti e J. di sette mesi soltanto sono in una bella casetta degli anni Trenta nel centro di Aosta, due piani, tendine ricamate e pupazzi alla finestra, bambini che si affacciano e ti chiedono chi sei e poi si mettono a ridere e tornano a mangiare la loro cena. Non resteranno a lungo nella casetta, forse il posto più bello dove hanno dormito dal 2 aprile, quando se ne sono andati dalla casa del nonno a Finnentrop, in Germania: i giudici tedeschi hanno tolto la patria potestà ai genitori e li riporteranno in patria, forse già domani. Prima, per loro, solo chilometri, autostrade, notti in automobile, e quell'albergo alla periferia di Aosta dove i tre piccoli senza peluche né biberon, si sono messi a giocare con le grucce e hanno usato gli asciugamani invece del vasino e dei pannolini che la mamma non poteva comprare.

La casa con i pupazzi e il cibo caldo e le giovani donne che sorridono e ti prendono in braccio se hai paura è gestita da una cooperativa dal nome poetico, ha la targa della Regione Valle d'Aosta e un'uscita sul retro per proteggere meglio i suoi piccoli ospiti segreti. Li lì ha portati la polizia dopo la visita in ospedale: non un livido, non una traccia di barbarie su quei tre piccoli, che la mamma aveva "soltanto" lasciato al ristorante e che non avevano giocattoli né vestiti pesanti né nulla da mangiare fino a sera.




Ma a loro, forse, non importava. Raccontano i fratelli Casella della pizzeria "Il capanno": "Erano tranquillissimi, il piccolino se ne stava buono nel suo seggiolino, i grandi mangiavano la pizza senza parlare e abbiamo visto che il maschietto raccoglieva un pupazzo caduto a un altro bimbo vicino di tavola e glielo ridava. Siamo abituati alle urla, invece loro erano silenziosi. Quando siamo andati a prenderli perché la mamma e l'altro signore mancavano da troppo tempo ci siamo accorti che erano tutti bagnati per la pioggia presa arrivando qui, abbiamo recuperato da casa dei vestiti e li abbiamo cambiati tutti e tre. Poverini, neppure il pannolino avevano, niente di niente, solo calzoni e qualche maglietta...".

"Mummi verloren", ha detto, allora, T. per la prima volta. Poi altre parole, frasi a metà che i poliziotti prima, poi i medici dell'ospedale, poi le assistenti sociali hanno tradotto con calma, come in un puzzle fragile e straziante: "Brei", pappa, e "milch", latte, quel latte che forse da troppe ore mancava al piccolo J. E, ancora, "opa", il vezzeggiativo che i bambini tedeschi usano per indicare il nonno: non c'è un papà nelle loro parole, né buono né cattivo.

Eppure non sono bambini spezzati, T. e i suoi fratelli, anzi: sono piccoli che hanno avuto una madre, l'hanno amata e ancora la amano, anche se si è perduta, anche se forse non era come quella dei libri di scuola. Ma sono, anche, bambini abituati a non piangere, a non fare storie né domande, a aspettare che il cibo arrivi, a giocare con quello che c'è. E adesso che sono nella casetta calda dove domani arriveranno due funzionari della Jugendamt, l'autorità minorile tedesca, per concordare con i colleghi italiani il viaggio che dovrà riportarli a casa, adesso soltanto trovano il coraggio di cominciare a chiedere.

"Spielzeug", giochi, ha detto T. quando lo hanno accompagnato nella stanza con i grandi scatoloni colorati e il tappeto morbido dove, nel centro di Aosta, i piccoli che non hanno una casa possono restare a dormire, a mangiare, a giocare, a vivere lontano da chi ha fatto loro del male. "Spielzeug", giochi, e dunque dei giochi T. e L. e J. li avevano già conosciuti. E dopo un pochino ha preso Bar, l'orso, e l'ha messo a sedere, e poi ha cercato ancora nello scatolone, e poi ha lasciato che anche sua sorella cercasse con lui. Come fa ogni bambino che ha avuto una mamma, anche se ora è adesso è verloren, perduta.





....che tristezza infinita...
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La parte più intima di una donna non l'avrai mai mentre la spogli,
l'avrai mentre l'ascolti.

(M.Bisotti)

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Vecchio 04-23-2009, 12:02 PM   #2
absinthè boy
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Veramente incomprensibile,
avere tre figli al di sotto dei 30 anni e poi lasciarli così come fossero un oggetto qualsiasi che smarrisci.
Ho però una sensazione , a metà tra il tragico e l'atto di bontà....i genitori l'hanno fatta finita e da sta barbarie hanno almeno salvato i tre cuccioletti.

non ho parole , che pena.
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Vecchio 04-23-2009, 03:05 PM   #3
absinthè boy
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ho appena letto che per fortuna sono stato smentito...una volta tanto sono contento d'essermi sbagliato
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Vecchio 04-23-2009, 05:04 PM   #4
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tremendo...
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Vecchio 04-24-2009, 06:38 AM   #5
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Seguo anch'io questa vicenda con molta tristezza per quanto accaduto a questi poveri innocenti... ma penso anche al profondo stato di solitudine, incomprensionee necessità in cui si devono essere trovati i genitori per arrivare ad un gesto tanto inspiegabile...
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Quando noi balliamo gli angeli vorrebbero correre e nascondere le loro ali ..Sting
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