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#1 |
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Amico*
Data Registrazione: Aug 2010
Località: Modena
Messaggi: 6.396
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Albero azzurro
Quando i tuoi occhi incontrano la mia solitudine il silenzio diventa frutto e il sonno tempesta si socchiudono porte proibite e l'acqua impara a soffrire. Quando la mia solitudine incontra i tuoi occhi il desiderio sale e si spande a volte marea insolente onda che corre senza fine nettare che cola goccia a goccia nettare piu ardente che un tormento inizio che non si compie mai. Quando i tuoi occhi e la mia solitudine si incontrano mi arrendo nuda come la pioggia e nuda come un seno sognato tenera come la vite che matura il sole molteplice mi arrendo finché nasca l'albero del tuo amore Tanto alto e ribelle Tanto alto e tanto mio Freccia che ritorna all'arco Palma azzurra piantata nelle mie nuvole Cielo crescente che niente fermerà Joumanna Haddad - poetessa libanese STUPENDA...Quando i tuoi occhi e la mia solitudine si incontrano mi arrendo nuda come la pioggia... ![]() ![]()
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Io non so l'amore vero che sorriso ha...
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#2 |
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Amico*
Data Registrazione: Aug 2010
Località: Modena
Messaggi: 6.396
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Quando verrà il momento
Quando verrà il momento Nella follia Catturerò il firmamento e lambirò le nubi Prenderò in prestito la bufera Lasciandomi alle spalle le lacrime zampillanti Lacrime zampillanti E me ne andrò. Non inseguirò l’equilibrio Non soffocherò le grida Danzerò sull’acqua Dirigendomi verso l’altra sponda Libera O schiava Non importa! Guaderò il fiume. Quando verrà il momento farfalla notturna Deporrò la dolcezza che ormai mi ha annoiata Deporrò l’abito imbizzarrito invano E darò fuoco al passato Per ritornare liscia come la terra vista da lontano E girare da sola Intorno alla luna. Riderò e le mie risate non saranno tristi Non volerò, camminerò Accarezzerò la strada Converserò tutta la notte con il selciato Farò sgorgare la poesia dalle pietruzze Il cielo piangerà e non mi preoccuperò Il vento consumerà il mio cuore ustionato dall’amore. Il commiato diventerà una cintura Che cinge la mia rivoluzione Stringerò tra le braccia la distanza, gli uccelli notturni, i tremanti vasi di fiori Tutto quel che bevo lo riverserò sui miei difetti Accoglierò nel mio sangue una rosa che non ha ancora trovato il terreno in cui sbocciare. Quando verrà il momento alba senza rugiada mi mostrerò con il viso rabbuiato e seppellirò i miei visi sereni abitata dalla tenacia sarò intrisa come il pane del tempo noncurante delle briciole diffonderò l’ombra luminosa sul mio essere che farò gocciolare come il dolce miele punto dopo punto bacio dopo bacio affinché si spenga sulla superficie del fiume quella donna che ho serbato in me.
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Io non so l'amore vero che sorriso ha...
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