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Vecchio 01-27-2005, 05:38 PM   #1
Gabriella
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Predefinito Le radici ebraiche del Padre nostro

Dietro ogni invocazione del Padre Nostro, sono riconoscibili espressioni di preghiere ebraiche o dell'Antico Testamento

Eccone alcune, di cui è possibile assaporare la ricchezza. Queste antiche formule ci invitano a scoprire ed a gustare un nuovo senso di parole divenute troppo comuni e il cui spessore infinito può venire soffocato dalla coltre dell'abitudine

Padre nostro

Facci tornare, Padre nostro, alla tua Torah... Perdonaci, Padre nostro...
(5a e 6a benedizione);

tu hai avuto pietà di noi, nostro Padre, nostro Re...
Padre nostro, Padre di misericordia, il Misericordioso, abbi pietà di noi!
(2a preghiera prima dello Shema "Ahavah rabbah").

Nel testo biblico, ai ripetuti inviti al pentimento Israele risponde: Tu sei il nostro Padre Abìnu attà.
Is 63, 16: « . . . poiché tu sei nostro padre, anche se Abramo non ci conosceva e Israele ci ignorava, Tu, o Eterno sei nostro padre, nostro redentore, da sempre questo è il tuo nome . . . »
Is 64, 7-8: «Non c’è alcuno che invochi il tuo nome, che si scuota per afferrarsi a te, perché tu ci hai nascosto la tua faccia e ci lasci consumare in balia delle nostre iniquità.
Tuttavia, o Eterno, tu sei nostro Padre, noi siamo l’argilla e tu colui che ci formi; noi tutti siamo opera delle tue mani».
Che sei nei cieli

Che le preghiere e le suppliche di tutto Israele siano accolte dal loro Padre che è nei cieli (Qaddish)

Sia santificato il tuo Nome

Santificherò il mio Nome grande (Ez 36,23) - Santo e terribile è il suo Nome (Sal 110,9)

Santo sei tu e terribile è il tuo Nome (qedusha ha-Shem: lui solo è eccelso e santo: n.1
(Semoneh-esre)

Tu sei Santo e il tuo Nome è santo, e i santi ogni giorno ti loderanno. Benedetto sei tu, Signore, il Dio Santo! Noi santificheremo il tuo Nome nel mondo, come lo si santifica nelle altezze celesti
(3a benedizione)

Sia magnificato e santificato il suo Nome grande nel mondo che egli ha creato secondo la sua volontà
(Qaddish)

Venga il tuo Regno

Egli stabilisca il suo regno nella vostra vita e nei vostri giorni, e nella vita di tutta la stirpe d'Israele, ora e sempre
(Qaddish).

Dalla tua Dimora, Padre nostro, risplendi e regna su di noi, perché noi attendiamo che tu regni in Sion
(3a benedizione di Shabbat)

Allora il tuo regno si manifesterà ad ogni creatura (Assunzione di Mosè, 10,1)

Ristabilisci i nostri Giudici... e regna su di noi, Tu solo Signore, con amore e misericordia... Benedetto sei tu Signore, Re, che ami la giustizia e il diritto
(11a benedizione)

Sia fatta la tua Volontà come in Cielo così in terra

Dio è in cielo e tu sei sulla terra (Qo 5,1) - Avverrà quel che in cielo si vuole (1Mac 3,60)

Fa' la tua volontà, in cielo, in alto, e dona un coraggio tranquillo a coloro che ti temono sulla terra (R. Eliezer)

Tale possa essere la tua Volontà, Signore... guidare i nostri passi nella Torah e farci aderire ai tuoi comandamenti
(Preghiera del mattino)

Il nostro pane quotidiano donaci oggi

Non darmi né povertà né ricchezza, ma fammi avere il cibo necessario (Pr 30,

Tu nutri ogni vivente per amore, per la tua grande misericordia risusciti i morti, sostieni coloro che cadono, guarisci i malati e liberi i prigionieri. Chi è come te, Maestro delle potenze?
(2a benedizione)

Benedici per noi questo pane, nostro Dio (Birkat ha-Shenim)

Dio sia benedetto ogni giorno, per il pane quotidiano che ci dona (R. Eliezer)

Benedici per noi, Signore Dio nostro, questo anno e tutti i suoi raccolti, per il bene. Saziaci della tua bontà.
(9a benedizione)

E perdona a noi i nostri debiti come noi abbiamo perdonato ai nostri debitori

Perdona l'offesa al tuo prossimo e allora per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati (Sir 28,2)

Perdonaci, Padre nostro, perché abbiamo peccato; facci grazie, nostro Re, perché abbiamo fallito, perché tu sei colui che rendi grazie e perdoni. Benedetto sei tu, Signore, che rendi grazia e moltiplichi il perdono
(6a benedizione)

Padre nostro, nostro re, perdona e rimetti tutte le nostre colpe, allontana e cancella i nostri peccati davanti ai tuoi occhi (Abînu Mal-kènu)

Perdonaci, nostro padre, perché abbiamo peccato contro di te. Cancella i nostri peccati davanti ai tuoi occhi, perché sei buono e perdoni (Selishah: n.21)

Perdona i nostri peccati come noi li perdoniamo a tutti coloro che ci hanno fatto soffrire
(Liturgia dello Yom Kippour)

Non ci indurre in tentazione

Non ci abbandonare nel potere del peccato, della trasgressione, dell'errore, della tentazione né della vergogna. Non lasciar prevalere in noi l'inclinazione al male
(Preghiera del mattino)

Liberaci dal male

Guarda la nostra miseria e guida la nostra lotta. Liberaci sena tardare per il tuo Nome, perché tu sei il Liberatore potente. Benedetto sei tu, Signore, Liberatore d'Israele
(7a benedizione)

Guarda la nostra afflizione e sostieni la nostra causa e liberaci per il tuo Nome (Ghe'ullah: n.22)

Salvaci dagli impudenti e dall'impudenza, dall'uomo malvagio, dal cattivo incontro, dalla forza cattiva, dal cattivo compagno, dal cattivo vicino, da Satana il corruttore, dal tuo giudizio rigoroso, da un cattivo avversario in tribunale. (Berakhoth)





Ricordiamo altre due antiche preghiere nelle quali Dio è invocato come Padre d'Israele.. In queste preghiere della liturgia sinagogale e quindi comunitaria non individuale, Dio è chiamato "re" e "padre". Nostro Padre! Nostro re!

Per i nostri padri che hanno avuto fede in te e ai quali hai insegnato la legge della vita, abbi pietà di noi e insegnaci. Padre nostro! Padre di misericordia, il Misericordioso! Abbi pietà di noi!
(Preghiera Ahavah rabba, anteriore all'epoca di Cristo)

Nostro Padre! nostro Re!

Non abbiamo altro Re che te, nostro Padre, nostro Re, per te stesso, abbi pietà di noi
(Invocazione della litania per il Nuovo Anno, 1° secolo dell'era cristiana)




Possiamo quindi constatare che, oltre che nell'Antico Testamento, tutti gli elementi del Padre nostro si ritrovano nelle preghiere ebraiche, alcune di poco posteriori all'epoca di Gesù. Preghiera ebraica divenuta anche cristiana, essa permette sia agli ebrei che ai cristiani di ritrovare le loro radici comuni.

È una preghiera così misteriosamente semplice, sublime, completa. È alla portata intellettuale di tutti, ma supera l'intelligenza di tutti, tanto che sono insondabili le sue abissali profondità. Abbraccia, nella sua concisione, l'universo: è preghiera dell'uomo che dà voce al creato, al cosmo.

Abbiamo visto come essa è intessuta di realtà bibliche (i"cieli"; il "regno"; la "volontà" di Dio; il "pane"; i "debiti"; la "tentazione"; il "male"…), ma ne esce, le supera. Non ci rivolgiamo a "Colui che è", all'"Onnipotente", all'"Altissimo", ma al "Padre", che è la fonte della vita, il Dio di tutti gli esseri viventi. Non è difficile rendersi conto che il "Padre nostro" può stare sulle labbra dei membri di ogni chiesa cristiana (è preghiera ecumenica); non solo: può essere recitato dai membri di qualsiasi religione; nulla in esso offende le "credenze" di qualsiasi fede religiosa. Eppure questo Dio non è astratto, impersonale…È Padre, ma è anche Uno, è "Colui che è", è l'"Altissimo", l' "Onnipotente". È Tutto.

Il testo del "Padre nostro" ci è giunto in greco: quindi, oltre e conoscerne le risonanze ebraiche ed aramaiche, che ci veicolano tutta la ricchezza e lo spessore della tradizione che ha nutrito la spiritualità di Gesù, bisogna ricorrere anche al greco per una sua giusta lettura.

L'osservazione più immediata in questa lettura è che le richieste del "Padre nostro" sono tutte all'imperativo ("Sia santificato"; "venga"; "sia fatta"; "dacci oggi"; "rimetti"; "non ci indurre"; "liberaci").

Dobbiamo osservare che la lingua greca usa oltre all''imperativo anche il modo "ottativo", che indica l'espressione di un desiderio; l'imperativo, invece indica un comando. Ebbene il testo greco del "Padre nostro" ha nelle forme verbali l'imperativo, non l'ottativo. Dunque chi ce ne ha tramandato il testo ha colto senz'altro in modo inequivocabile il pensiero di Cristo. La forma imperativa, dunque, viene da Cristo. Nel "Padre nostro" è Dio che prega in noi. Lo Spirito Santo grida in noi con gemiti inesprimibili "Abbà!"; "Padre!". È Dio che ci "comanda" che cosa dobbiamo chiedergli come figli; e i figli "pretendono" ciò che è loro necessario da chi li ha generati.

Il pane che ci viene fatto chiedere non è certamente il solo pane materiale, ma il pane "quotidiano", quello di cui abbiamo bisogno ogni giorno per vivere, il pane "sopra-sostanziale" (così traducevano i Padri della Chiesa), quello che nutre non solo il corpo, ma lo spirito, il pane "necessario", quello di cui Gesù ha detto "Chi mangia di questo pane vivrà in eterno"; è il pane che si identifica con Cristo stesso (Parola ed Eucaristia): "Io sono il Pane vivo disceso dal cielo".

______________
[Tra le fonti: Enzo Lodi, La Liturgia della Chiesa, Edizioni Dehoniane, Bologna]

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Gabriella è offline   Rispondi Citando
Vecchio 01-27-2005, 09:23 PM   #2
Francesco
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Grande Gabry.. l'ho letto tutto d'un fiato... interessantissimo...

Posso farti una domandina?

In Luca si legge il Padre Nostro (cito dalla C.E.I.):

Luca 11:1 E avvenne che egli si trovava in un certo luogo a pregare e, come ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».
Luca 11:2 Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: "Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà sulla terra, come nel cielo.
Luca 11:3 Dacci di giorno in giorno il nostro pane necessario.
Luca 11:4 E perdona i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore; e non esporci alla tentazione, ma liberaci dal maligno"».


Ora la mia domanda è questa. La bibbia non è stata scritta i aramaico? Come fa a venirci il Padre Nostro dal greco?

Scusami se ho detto una castroneria... sono ignorante in materia.... della Bibbia mi limito a leggerne il contenuto (purtroppo in italiano)...

E' più che altro una curiosità... e cmq sono d'accordo... il Padre Nostro è la preghiera perfetta, creata dall'unico Uomo che ha conosciuto appieno la Verità...

A ri-grazie!
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Francesco è offline   Rispondi Citando
Vecchio 01-28-2005, 08:12 AM   #3
Gabriella
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ciao ti riposdo con un po' di calma perché ci sono più sp9egazioni che devono essere date ciao,
Gabriella è offline   Rispondi Citando
Vecchio 01-28-2005, 10:34 AM   #4
pierrot
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aspetto pure io la risposta
ho trovato tutto molto interessante
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Basili<center>
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Vecchio 01-28-2005, 05:03 PM   #5
Gabriella
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**********
Il Nuovo Testamento è stato scritto non in aramaico ma in greco, il greco che si parlava comunemente, come lingua comune in tutto il bacino del mediterraneo che ricevette il nome di Koiné (traduzione= comune, ordinario),soltanto il vangelo di Matteo sembra che originariamente sia stato scritto in aramaico subito tradotto in greco con questo non scrivevano in una lingua rozza, ma diversa dal greco classico ellenistico. I primi a scrivere su Gesù Cristo sono state le prime comunità cristiane, ossia i "testimoni" di quello che avevano visto e lo scopo era quello della predicazione alle varie Chiese, per questo fu usato il greco comunemente parlato. Dietro queste scritture si deve rilevare, da studi fatti, che, sicuramente in origine vi furono degli appunti presi da alcuni testimoni presenti alla predicazione di Gesù, queste sono le primissime fonti, ma non ci sono arrivate se non tramine studi sul testo greco arrivato a noi, ossia bisogna fare un lavoro di retrocessione per comprendere. Gli autografi del NT, scomparsi probabilmente verso la metà del secolo II, furono trascritti e sostituiti da copie; oltre agli apografi, che sono testimoni diretti, il testo del NT è anche attestato dalle versioni e dalle citazioni degli antichi scrittori ecclesiastici, testimoni indiretti, attraverso questo è possibili ricostruire il testo originale. Vi sono delle raccolte presinottiche (sempre nella ricostruzione degli studiosi) le prime si raccolsero intorno al "Kerigma" ossia il racconto della passione e resurrezione del Signore, si annunziava, cioè, che, come è scritto negli Atti, Colui che è stato ucciso è risorto dai morti.
Una seconda raccolta, probabilmente successiva, ma forse solo trasmessa dopo la precedente furono i cosiddetti "logìa" ossia le parole di Gesù, che cosa aveva insegnato, questa viene chiamata fonte Q (Quelle= fonte in tedesco) ed era soprattutto formata dal trittico preparatorio al ministero pubblico, predicazione del Battista, battesimo e tentazione di Gesù; la terza raccolta è quella dei fatti. Tutte e tre sono forme letterarie presinottiche e formano l'ossatura dei vangeli, il periodo del vangelo orale va dal 30 al 60/65 d.C. Vi sono varie teorie sui vangeli sinottici, una che li fa dipendere dalla tradizione orale, un'altra che ritiene che essi dipendano mutualmente l'uno dall'altro; comunque la teoria delle due fonti: orale e scritta è considerata classica, ma vi sono delle obiezioni, lasciamole perdere perché è complicato, ci si perdono anche i biblisti. Il materiale dei sinottici, quindi proviene in gran parte da una tradizione aramaica, ma in diversa misura. Marco: il suo linguaggio si distingue per una grande presenza di semitismi ed è senza dubbio il più vicino alla koiné non letteraria, il linguaggio è semitizzante, la lingua materna dell'autore appare, quindi l'aramaico. Matteo scrive un buon greco, Luca è quello che scrive meglio in greco, già un linguaggio colto, i suoi numerosi ebraismi provengono da una traduzione dell'Antico Testamento fatta in greco ad Alessandria che si chiama dei LXX, è assai improbabile che Luca conoscesso l'ebraico o l'aramaico. Giovanni è molto lontano da Luca, la sua lingua è monotona e semplice, il linguaggio ha un carattere chiaramente semitico ebraico, ma sempra di poter escludere un testo originale ebraico. Importante il greco di Paolo, esso possiede una peculiarità inconfondibile, non tanto pe il vacabolario, quanto principalmente per lo stile, l'autore che conosce bene il greco è tutavia immerso nel mondo biblico tanto che i vocaboli dell'Antico Testamento greco gli vengo spontaneamente alla penna. Le date delle composizioni sono molto difficili da stabilire, tuttavia si deve dire che molti collocano Marco tra il 50 ed il 60 d.C o 60-70 a Roma; Matteo verso l'80 forse ad Antiochia di Siria; Luca 75-85 (sempre circa), la datazione per Giovanni non è stata risolta, si propende comunque per la fine del secolo I, ossia intorno agli anni 90. Per quanto riguarda gli Atti la datazione non è sicura, indentificandolo con Luca si può dire che la data di composizione e successiva alla prigionia di Paolo e, da quanto scrive sembre che si possa optare per una data prima del 70. La predicazione di Paolo segue il percorso dei viaggi apostolici e la sua proclamazione è sostanzialmente il Kerigma anche se con una tonalità ed una passione altissima. Scrive in greco, ma i suoi scritti sono occasionali, ossia utili per le Chiese a cui venivano mandati: la datazione è la più antica, la Lettera ai Tessalonicesi è del 50 le altre lettere sono successive, non tutte nono attribuibili a Paolo, tuttavia per certo non è di Paolo solo la lettera agli Ebrei sulle altre si discute ancora.

***********

Per quanto riguarda il Padre nostro le diverse versioni derivano, quindi, dalla diversità delle fonti, magari pochi appunti o racconti, ossia tradizioni orali; quello che è importante è che tutta la Scrittura è di divina ispirazione. Dalla Divina Rivelazione (Dei Verbum) del Concilio Vaticano II 7, si deve intendere che: "Dio ha benignamente disposto che quanto egli aveva rivelato per la salvezza di tutte le genti, rimanesse sempre integro e venisse trasmesso a tutte le generazioni. Perciò Cristo signore, nel quale trova compimento tutta la rivelazione del sommo Dio ordinò agli apostoli di predicare a tutti comunicando i doni divini...ciò venne fedelmente eseguito tanto dagli apostoli...tanto da quegli apostoli e uomini della loro cerchia, i quali sotto l'ispirazione dello Spirito Santo, misero in iscritto l'annunzio della salvezza."

Voglio dire che noi, sì, troviamo alcune diversità tra vangelo e vangelo e tra Padre nostro e Padre nostro, ciò, quindi, porviene dalla ricchezza dello Spirito Santo che ha voluto tramandarci la Parola di Dio e ciò che ci ha insegnato Gesù Cristo con diverse parole, tutte sono valide e tutte sono da Dio, la diversità è da accogliere come una ricchezza e non come un difetto.

*********

Ho cercato di scrivere qualcosa di un argomento in cui si sono arrovellati migliaia di studiosi nel passato e attualmente, spero, però, di avere spiegato qualcosa, sarebbe stato meglio un biblista
rispetto ad un teologo, ma io sono di teologia e faccio quello che posso. ciao

Gabriella è offline   Rispondi Citando
Vecchio 01-28-2005, 05:28 PM   #6
Francesco
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sei stata chiarissima...

sai non credevo fosse andata così...

Grazie Gabriella, preziosissima!
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Francesco è offline   Rispondi Citando
Vecchio 01-28-2005, 05:29 PM   #7
inger
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io so delle cose belle sulla Bibbia
allora tra il salmo più lundo e quello più corto (119 , 117)c'e il salmo 118 e li praticamente è nel mezzo della Bibbia , esatamente 118:8, da li verso destra ci sono 594 e verso sinistra lo stesso numero
e se conti tutt i capitoli sono 1188 ( 118:8
__________________
Stringimi a te fino
a togliermi
il respiro dal corpo!!!!!
inger è offline   Rispondi Citando
Vecchio 01-28-2005, 07:06 PM   #8
Millo
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credo ... credo che ho bisogno di un pochino di tempo per metabolizzare il tutto .... :P sono un po' lento .... ma prima o poi ci arrivo ....

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