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#1 |
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Junior Member
Data Registrazione: Mar 2005
Località: non saprei definirla
Messaggi: 18
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Giuro, non sò come ma in un battito di palpebre mi ritrovo davanti a delle montagne dalle vette altissime che sembrano sfiorare il cielo, dove è la natura a parlare con un lieve fruscio di foglie mosse dal vento, il cinguettio di un uccello, lo scorrere lento dell'acqua di un ruscello o il fragore impetuoso di una cascata.
Il tutto così ovattato da un'atmosfera leggera, soave. Come può la montagna così romantica, sublime, intensa, in un batter d'occhio, diventare minacciosa, cupa, inospitale, senza perdere il suo fascino e la sua magia come un abile trasformista. L’insieme di sfumature di colori che cambiano, quei colori caldi, dove il tempo e i ritmi sembrano fermarsi improvvisamente in questa realtà fatta di calma e di tranquillità. Anche per gli insensibili; davanti ad un tale spettacolo della natura, diventa inevitabile avviarsi verso il sentiero della riflessione, della ricerca o forse della riscoperta del proprio IO dimenticato, come vedere la propria immagine allo specchio, quasi fosse la prima volta. Vedevo quegli specchi naturali, come solo laghi e fiumi possono esserlo, leggermente mossi dal vento, la natura Dio, la natura che fa da cornice alle mie emozioni; da una parte una cima innevata, l’altra, riarsa dal sole, ed ancora un bosco d’abeti o di castagni, o un alce che sulla riva sembra incerto sul da farsi, e le nuvole, sono come se volessero tuffarsi in quello specchio d'acqua sottostante, e poter fantasticare sulle forme che assumono le nuvole nel cielo, e se poi queste sono rovesciate nello specchio di un lago? Dio; allora non ci sono più limiti alla fantasia umana, una nube può diventare il cappello di una montagna o un gregge di pecore al crepuscolo, illuminata dalla luce dorata del sole. Poi il silenzio, un assordante silenzio, invade il mio spirito. Non riesco ad imbavagliare il grido della mia anima, che solitario vaga nelle viscere di chissà quale ignota essenza. Tanto è forte il grido, che mi si contorce lo spirito. Tu, in tutto questo, dove sei?
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Perdonatemi, se non rispondo. Vi porto dentro Se sai cos'è il dolore interiore, ed ancora se sai andare oltre il limite stabilito, assaporando L'IO, se sei cosciente di essere cosciente, chiudi i tuoi occhi e sogna li mi troverai. |
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