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Vecchio 04-12-2005, 07:05 PM   #1
Azriel
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Predefinito Il guerriero sconfitto dalla storia

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Il Papa che salutiamo per l’ultima volta non esce trionfante dal mondo, come voi lo descrivete. Esce sconfitto, umiliato, disatteso; amatissimo e popolarissimo, certamente, ma non per questo ascoltato. Tanto è clamoroso il chiasso intorno alla sua figura quanto è sconfortante il mutismo intorno ai suoi principi. Giovanni Paolo II è stato un Vinto, come Gesù Cristo...

Tutti vi parlano e più vi parleranno del Grande Papa e della Grande ipronta che ha lasciato sul mondo e sulla storia del nostro tempo. Tutti vi raccontano e vi racconteranno le sue grandi imprese, i suoi viaggi trionfali nel mondo, le folle osannanti e plaudenti, il suo pontificato lunghissimo e larghissimo, nel tempo e nello spazio. Io vi parlerò invece delle sue sconfitte, e delle sue imprese fallite, della sua maestosa solitudine, del suo pontificato difficile e sofferto.

Questo Papa ha fronteggiato la crisi più radicale che possa abbattersi su un Santo Padre: la scristianizzazione del mondo, a cominciare dall’Occidente. Ha navigato in un mondo e in un tempo in cui Dio si è ritirato, e la cristianità è stata presa a morsi e rimorsi, dal cinismo imperante, dal nichilismo e dall’ateismo pratico, e dal fanatismo islamico. A tutti i Papi era accaduto di fronteggiare nemici pagani e musulmani, eretici e satanici, miscredenti e carogne, a volte anche interne alla Chiesa. Ma non era mai accaduto di dover fronteggiare oltre i suddetti, anche uno spiegamento così profondo, così esteso, d’indifferenza, irrisione e ironia verso la fede cristiana. A Giovanni Paolo II questo è accaduto. La sua lotta da Papa contro l’Allegra Disperazione dell’Occidente è durata 27 anni ed è stata coronata da un magnifico insuccesso. E’ stato il Papa dell’Europa che si unisce e tramonta.

L’insuccesso più vistoso e più superficiale ha riguardato la pace. I suoi appelli, per definizione dei media “accorati”, non sono mai stati accolti, le guerre hanno continuato con i loro massacri, in ogni parte del mondo, a causa di amici e nemici della cristianità, oltre i semplici conoscenti. I suoi appelli rivolti agli europei di ricordare nell’atto costitutivo le radici cristiane dell’Europa sono caduti vergognosamente nel vuoto. Duemila anni di storia europea, di civiltà, di mentalità e di usi, cultura e costume, sono stati ritenuti irrilevanti. L’Europa è nata così da un parricidio.

Il suo costante appello in difesa della famiglia, contro l’aborto e la disgregazione, per la natalità d’Occidente, in difesa delle famiglie con padre, madre e figli contro le unioni omosessuali, per la dignità della donna contro la mercificazione del sesso e la liberazione sessuale, sono caduti tutti in un increscioso e sterminato oblio, appena interrotto da sorrisini di compatimento, ironie più o meno feroci, con aria di sufficienza. La difesa dei valori religiosi, del senso della vita e della morte, del dolore e della fede, della tradizione cattolica e dell’ispirazione cristiana, si sono inabissate dell’indaffarata indifferenza dei contemporanei, nel deserto che cresce, nell’edonismo più ottuso e diffuso. E’ duro il mestiere di Papa in queste condizioni.

Le sue encicliche sulla solidarietà, i suoi appelli alla generosità verso i poveri, all’economia sociale e al senso comunitario si sono scontrati con un sordido egoismo e individualismo mercantile, la volontà di potenza, il desiderio sfrenato di profitto e di possesso. E poi il dialogo interreligioso che il Papa ha avviato con cocciuta ostinazione e santa pazienza, è stato tragicamente spezzato dai fanatici dell’Islam, da orde di integralisti e fondamentalisti, anche occidentali. Quanti appelli del Papa a fermare la violenza, a non uccidere, a non decapitare, a non ammazzare, a non praticare la pena di morte, la tortura e la persecuzione, sono risuonati nel vuoto dei mass media come vane litanie, esercizi di pura e astratta precettistica?

No, signori, il Papa che salutiamo per l’ultima volta non esce trionfante dal mondo, come voi lo descrivete. Esce sconfitto, umiliato, disatteso; amatissimo e popolarissimo, certamente, ma non per questo ascoltato. Un fragoroso silenzio ha accompagnato la sua missione pastorale. Tanto è clamoroso il chiasso intorno alla sua figura quanto è sconfortante il mutismo intorno ai suoi principi. Mai un Papa ha parlato così tanto e a così tanta gente e mai è stato così inascoltato. Il pensiero debole del relativismo etico dispone di poteri forti; il pensiero forte di Papa Woytila ha avuto invece dalla sua poteri fragili e sommessi.

Dovremmo allora concludere che il suo papato si conclude con un maestoso fallimento? No, il contrario. Sappiamo quanto ha contato il Papa nella storia del secolo, anzi del millennio, quanto ha pesato nella caduta del comunismo, nella nascita dell’Europa, nell’incontro dei popoli, nel vigore del messaggio cristiano, nel passaggio di millennio. Sappiamo che la sua impronta storica e mediatica è stata potente, ma la sua impronta pastorale e religiosa è stata impotente. Giovanni Paolo II è stato un Vinto, come Gesù Cristo. E tutto questo non induce ad un bilancio amaro e fallimentare. Per il Vicario di Cristo in terra, la sconfitta di Dio sul campo della storia è una vittoria nei cuori e in eterno, per chi crede. Il Papa ha perso, ma la sua non è una sconfitta infruttuosa: darà frutti. In terra e in Cielo. Ci sono sconfitte che grandeggiano assai più di oscene e pacchiane vittorie. Ci sono perdenti che vincono in cielo quel che perdono in terra, non solo per clemenza divina, ma perché hanno accumulato tesori nella banca dei cieli. Perché la verità non è di questo mondo, per quanto sia giusto cercarla ad ogni costo anche qui, in questa fettina di terra e di tempo. Il Papa ha perso, come i martiri e i santi, i veri eroi e i profeti inascoltati. E intanto il mondo ha perso il padre.

(Quaderni Cannibali) numero Aprile del 2005

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°Azriel°
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Nulla esiste, ma se anche qualcosa esistesse non sarebbe conoscibile..e se anche fosse conoscibile non sarebbe comunicabile...
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Vecchio 04-12-2005, 07:57 PM   #2
marco
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Predefinito Re: Il guerriero sconfitto dalla storia

mi sembra un po' confuso questo scritto...
"... la sua non è una sconfitta infruttuosa: darà frutti. In terra e in Cielo."
non c'è vittoria più grande dei frutti che solo il tempo può far maturare! l'opera di Papa Woytila ha segnato la coscienza dell'umanità e certo questa non è una cosa che si può "pesare" solo dopo qualche giorno... io non giudico l'operato del papa, non mi ha sempre trovato daccordo ma gli ho sempre dato una immensa buona fede, ma di certo è stato tutt'altro che vano...
e poi non mi piace questo continuo confronto con Gesù, quasi a voler forzatamente suonare una inopportuna corda! e ancora Gesù è stato il più grande rivoluzionario della storia e loa sua rivoluzione continua ancora oggi e continuerà insieme alla storia dell'umanità, come si fa a definirlo un vinto!!!! Lui che ha Vinto persino la morte!
Marco
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Vecchio 04-12-2005, 08:18 PM   #3
Venus
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Beh non sono molto daccordo con lo scritto.... certo è stato un Papa "non ascoltato"....i suoi appelli per la pace non son mai stati presi in considerazione....alla fine ha perso delle battaglie....ma "battaglie terrene".... se crediamo nella venuta di Cristo pure lui "venne sconfitto"....in croce...e con pochissimi amici veri...condannato ingiustamente.... e non "ascoltato".... percui se nemmeno Cristo ci riuscì figuriamoci un Papa....
L'uomo è libero di fare male o scegliere il bene....
Nè il Papa nè altri possono davvero avere questo genere di ascolto di cui si parla... ma si può lasciare dei "segni" ...importanti e indelebili... e son quelli che hanno smosso 200 capi di Stato e Governo a riunirsi di fronte una bara semplice... a far smuovere 3milioni di fedeli....dalle loro case...
Queste cose non posson esser controllate....sono reazioni spontanee...e sta quì il successo e la vittoria del Papa.... lasciare un messaggino e vederlo raccolto....da tutti...
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Vecchio 04-13-2005, 10:41 AM   #4
Dantes Edmondo
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eMH... bOH..
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Vecchio 04-13-2005, 10:57 AM   #5
ferdinando
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Santo subito!
è quello che si urlava ai funerali del papa.

Che fretta c'è, perchè subito e non tra 100 anni?? è solo il desiderio di poter dire ai nostri figli di aver visto e magari toccato un Santo!? si... forse si... è solo per quello.

Siamo grandi produttori e consumatori di santi, un giorno ci saranno + santi che vivi... e sarà sempre + difficile prenderne uno come esempio per la nostra vita...ci sarà sempre + confusione e perderemo i nostri riferimenti.
Ma forse sono già andati perduti da un pezzo, perchè se rifletto bene.... veneriamo e festeggiamo Santi la cui vita ci è semisconosciuta, Santi politici, Santi guerrieri, Santo che hanno benedetto guerre sanguinose (ancora oggi i bravi cappellani militari benedicono fucili ancora caldi, un giorno uno di loro diventerà Papa e poi Santo)

Certo è.... che una parola detta da milioni di persone... nello stesso momento... fa un certo effetto... assomiglia ad una verità!
(ma non è questione di numeri ...altrimenti corriamo il rischio di avere anche un San Vasco o un San Maradona)

E tutto sommato credo che il Papa non vuole appartenere a quella rosa di persone, vuole rimanere l'uomo che è stato, con i suoi pregi, i suoi difetti e la sua umiltà.... tutto racchiuso in una sola parola scritta nel suo testamento: "perdonatemi".
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Vecchio 04-13-2005, 01:08 PM   #6
marco
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concordo pienamente sia sull'insensatezza della fretta che sui troppi santi divenuti soltanto belle statue ornamentali (ma parliamoci chiaro a quanti "cattolici" interessa conoscere la vita dei santi, e a quanti è venuto il sincero desiderio di aprire le Scritture che pure contengono tanta saggezza che si sia credenti o meno...) e infine concordo anche sull'essenza dell'umiltà del papa.. per lui di certo la fretta non ha più nessun significato!
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