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Vecchio 01-21-2006, 01:44 PM   #1
~LeLa~
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Predefinito Come un romanzo - Daniel Pennac

Sto leggendo questo libro, é molto bello! Non l'ho ancora finito, nel caso incontrerò altri pezzi belli li posterò!

<center>***
Il verbo leggere non sopporta l'imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo "amare"... il verbo "sognare"...
Naturalmente si può smepre provare. Dai, forza: "Amamai!" "Sogna!" "Leggi!" "Leggi! Ma insomma, leggi diamine, ti ordino di leggere!"
"Sali in camera tua e leggi!"
Risultato?
Niente

***
Così rpocedono i nostri discorsi, eterna vittoria del linguaggio sull'opacità delle cose, silenzi luminosi che dicono più di quel che tacciono.

***
Che dei libri possano sconvolgere a tal punto la nostra coscienza e lasciare che il mondo vada a rotoli ha di che toglierci la parola.

***
Per sempre senza risposte...
E ben presto senza domande.

***
Il tempo per leggere é sempre tempo rubato. (Come il tempo per scrivere, d'altronde, o il tempo per amare.)
(...)
Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.

***
La lettura é, come l'amore, un modo di essere.

***</center>

Per ora é tutto.
__________________

.::~iL MoNDo Dei SoGNi~::.
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Vecchio 01-22-2006, 03:54 PM   #2
Pooh
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Lo leggerò lo leggerò

Lela, Pennac è un grandissimo scrittore...Se ti capita leggiti la saga dei Malaussène...io la sto leggendo poco a poco..se vuoi i titoli basta che me lo fai sapere e te li scrivo ok?

W DANIEL PENNAC!!!!

un abbraccione

-Pooh-
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Vecchio 01-22-2006, 04:53 PM   #3
Clary_lee
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Interessante.....
__________________
<center>Perchè un pretesto per tornare bisogna sempre seminarselo dietro quando si parte.
Aspettando Ottobre 2009, il tuo ritorno.
</center>
Clary_lee è offline   Rispondi Citando
Vecchio 01-27-2006, 03:53 PM   #4
~LeLa~
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<center>I diritti imprescrittibili del lettore:

1 Il diritto di non leggere

2 Il diritto di saltare le pagine

3 Il diritto di non finire il libro

4 Il diritto di rileggere

5 Il diritto di leggere qualsiasi cosa

6 Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa)

7 Il diritto di leggere ovunque

8 Il diritto di spizzicare

9 Il diritto di leggere ad alta voce

10 Il diritto di tacere
</center>
__________________

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Vecchio 02-13-2006, 07:12 AM   #5
Aurorablu
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1. IL DIRITTO DI NON LEGGERE
La maggior parte dei lettori si concede quotidianamente il diritto di non leggere (…).
Tra un buon libro e un brutto telefilm, il secondo ha più spesso di quanto vorremmo confessare la meglio sul primo.
Inoltre, non leggiamo sempre.
I nostri periodi di lettura si alternano sovente a lunghi digiuni (…)
Se possiamo tranquillamente ammettere che un singolo individuo rifiuti la lettura, è intollerabile che egli sia – o si ritenga – rifiutato da essa.

2. IL DIRITTO DI SALTARE LE PAGINE
Ho saltato delle pagine (…).
E tutti i ragazzini dovrebbero fare altrettanto. In questo modo potrebbero buttarsi prestissimo su tutte le meraviglie ritenute inaccessibili per la loro età. (…)
Un grave pericolo li minaccia se non decidono da soli quel che è alla loro portata saltando le pagine che vogliono: altri lo faranno al posto loro.

3. IL DIRITTO DI NON FINIRE IL LIBRO
Ci sono mille ragioni per abbandonare un romanzo prima della fine: la sensazione del già letto, una storia che non ci prende, il nostro totale dissenso rispetto alle tesi dell’autore, uno stile che ci fa venire la pelle d’oca (…)
Inutile enumerare le 995 altre ragioni, fra le quali si debbono tuttavia annoverare la carie dentale, le angherie del capoufficio o un terremoto del cuore che ci paralizza la mente. (…)

4. IL DIRITTO DI RILEGGERE
Rileggere quel che una prima volta ci aveva respinti, rileggere senza saltare nessun passaggio, rileggere da un’altra angolazione, rileggere per verificare (…)
Ma rileggiamo soprattutto in modo gratuito, per piacere della ripetizione, la gioia di un nuovo incontro (…)

5. IL DIRITTO DI LEGGERE QUALSIASI COSA
Ci sono “buoni” e “cattivi” romanzi.
Molto spesso sono i secondi che incontriamo per primi sulla nostra strada.
E, parola mia, quando toccò a me, ricordo di averli trovati “belli un casino”.
Ma sono stato fortunato: nessuno mi ha preso in giro …
Qualcuno ha solo lasciato sul mio passaggio qualche “buon” romanzo guardandosi bene dal proibirmi gli altri.

6. IL DIRITTO AL BOVARISMO (malattia testualmente contagiosa)
E’ questo-a grandi linee-il “bovarismo”, la soddisfazione immediata ed esclusiva delle nostre sensazione: l’immaginazione che si dilata, i nervi che vibrano, il cuore che si accende, l’adrenalina che sprizza, l’identificazione che diventa totale e il cervello che prende (…)

7. IL DIRITTO DI LEGGERE OVUNQUE


8. IL DIRITTO DI SPIZZICARE
E’ la libertà che ci concediamo di prendere un volume a caso della nostra biblioteca, di aprirlo, dove capita e di immergercisi un istante, proprio perché solo di quell’istante disponiamo (...)

9. IL DIRITTO DI LEGGERE A VOCE ALTA
L’uomo che legge a viva voce si espone completamente agli occhi che lo ascoltano.(…)

10. IL DIRITTO DI TACERE
L’uomo costruisce case perché è vivo, ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo.
La lettura è per lui una compagnia che non prende il posto di nessun’altra, ma che nessun’altra potrebbe sostituire. (…)
Le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere.

***

Come scrissi tempo fa... li considero diritti sublimi! Grazie Lela!
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Vecchio 04-22-2006, 10:15 AM   #6
Aurorablu
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"Bene," dice il prof, "visto che non vi piace leggere.. sarò io a leggervi dei libri."
Senza transizione, apre la cartella e tira fuori un librone grossissimo, un affare cubico, veramente enorme, dalla copertina patinata. Quanto di più impressionante si possa immaginare in fatto di libri.
"Ci siete?"
Non credono nè ai loro occhi nè alle loro orecchie.
Quel tizio ha intenzione di leggere tutto quell'affare? Ma ci vorrà l'intero anno scolastico!
Perplessità.. Anche una certa tensione.. Non esiste!
C'è sotto qualche fregatura.
"Ci leggerà tutto quel libro... a voce alta?"
"Non vedo come potresti sentirmi se leggessi a voce bassa... Si parte."
Ci sono... Scettici, ma ci sono.


Daniel Pennac, Come un romanzo

***

Come vorrei che qualcuno fosse pronto a leggermi un libro di sifatta grandezza.
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