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Vecchio 08-31-2004, 06:42 PM   #1
LadyO
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Data Registrazione: Jun 2004
Località: ....da quella stella lassù...dove nessuno può arrivare...
Messaggi: 674
Predefinito Il silenzio

Il silenzio è l'essenza del cuore. Puoi essere nel tuo cuore se hai perdonato te stesso e gli altri. Puoi essere nel tuo cuore solo senza rabbia o preoccupazioni. Puoi essere nel tuo cuore se respiri senza affanno. Quando il respiro è affannoso, il pensiero è guidato dalla paura e dall'ansia. I tuoi stati mentali affondano le loro radici nel passato o nel futuro. Sei concentrato su ciò che fanno altre persone, su come puoi compiacerle o su come proteggerti dalle loro azioni. Praticamente stai innalzando una fortezza di pensieri attorno al tuo cuore.
Respira profondamente e riportati nel tuo cuore. Se non farai ritorno al tuo cuore, non riuscirai a vivere con compassione. Questo è l'unico modo per vedere il mondo con chiarezza e senza esagerazioni o esasperazioni.
Quando sei nel tuo cuore, ti trovi nel silenzio da cui proviene ogni suono. Come una barca sul mare, senti il mormorio delle onde sotto di te. E ti muovi con le onde, ma sai che non sei l'onda. I pensieri vanno e vengono, eppure tu sai che non sei i tuoi pensieri. Adesso sei nel flusso e riflusso della marea, essendo consapevole del contrarsi e l'espandersi del pensiero puoi rimanerci dentro o uscirne, secondo la tua volontà.
Al di sotto della mente pensante c'è una consapevolezza pura che non giudica. Quando tu scopri questa consapevolezza entri nel tuo cuore. Allora darai e riceverai senza sforzo alcuno.


Il silenzio del cuore di Paul Ferrini
__________________
" Teneteveli stretti i vostri ricordi,vi capiterà di averne bisogno una notte senza luna,quando tutto vi sembrerà inutile e avete la sensazione di essere davvero su questo pianeta,ma x fortuna in una posizione privilegiata x guardare le stelle...."
LadyO è offline   Rispondi Citando
Vecchio 08-31-2004, 11:13 PM   #2
Francesco
Amico*
 
Data Registrazione: Jun 2004
Località: Modena
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Condivido in pieno...

molto bello sto pezzo...

Chi è Paul Ferrini? Vò a documentarmi...
__________________
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Francesco è offline   Rispondi Citando
Vecchio 09-01-2004, 09:49 AM   #3
Millo
Amico*
 
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Data Registrazione: Jun 2004
Messaggi: 2.233
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<center>Tuo Fratello</center>

Tu costantemente sopravvaluti l'importanza di tuo fratello nella tua vita. Da un lato, vorresti incolparlo di tutti i tuoi problemi e crocifiggerlo come hai fatto con me; dall'altro, vorresti metterlo su di un piedistallo e venerarlo come veneri me.

Ti riesce, comunque, difficilissimo trattare tuo fratello alla pari. Quando ti ho chiesto d'amare il prossimo come te stesso, ti ho dato una regola di comportamento semplicissima da seguire. Sfortunatamente, però, se non ami te stesso, non potrai certo amare il prossimo.

Imparare ad amare te stesso e imparare ad amare tuo fratello vanno di pari passo: non puoi amare tuo fratello e odiarti, né amare te stesso e odiare lui, perché ciò che senti per gli altri rispecchia ciò che provi per te stesso.

In questo senso, le interazioni con tuo fratello ti aiutano a vedere cosa devi perdonarti. Perdonarlo per i suoi torti nei tuoi confronti, lo aiuta solo se egli riesce a sua volta a perdonarsi. Allo stesso modo, essere perdonato da tuo fratello per i torti commessi nei suoi confronti, ti aiuta solo se ciò ti permette di perdonare te stesso.

Ricevere il perdono dagli altri è necessario solo se tu pensi che lo sia. Se lo è per te, così come per molte altre persone, diventa importante allora chiedere scusa: chiedere perdono agli altri dimostra che sei pronto a
cambiare opinione sull'accaduto e ciò è un importante primo passo di questo percorso.

Però non commettere l'errore di attribuire a tuo fratello il "potere" di perdonarti perché, così facendo, collochi il potere al di fuori di te, dove non può mai essere. Chiedi pure il suo perdono ma, se egli te lo nega, non pensare che il perdono non ti apparterrà mai. In realtà, ti appartiene sempre e coloro che negano il perdono, lo negano solo a se stessi.

Se ti scopri a condannare tuo fratello, sii certo che non è lui che condanni, ma una parte di te che non riconosci e di cui ti vergogni. Percepire l'inadeguatezza in tuo fratello non può farti star meglio, perché aggrava il tuo senso d'indegnità.

Non otterrai giustizia né salvezza attaccando tuo fratello. Per favore, vedi le cose per quello che sono: ogni chiodo che conficchi nella mano di tuo fratello ti inchioda alla croce ed io ne sono la prova. Perciò resterò sulla croce nella tua percezione finché cesserà ogni attacco. Fino ad allora, tu ed io avremo qualcosa in comune: l'essere stati crocifissi.

Nei rapporti con tuo fratello hai una semplice scelta: trovarlo innocente o colpevole. Devi compiere questa scelta ogni giorno, ogni ora, ogni momento. Con ogni pensiero imprigioni tuo fratello o lo liberi. Una volta compiuta la tua scelta nei suoi confronti, riceverai lo stesso giudizio.

Non puoi arrivare al paradiso respingendo tuo fratello, né lo raggiungerai portandolo sulle spalle. Ad ognuno di voi sono stati dati i mezzi per scoprire la propria innocenza. Semplicemente riconosci tuo fratello, e
benedicilo nel suo cammino. Se ti chiede aiuto, daglielo con gioia, ma non cercare di fare per lui quello che egli deve fare per se stesso.

Ci vogliono dei confini ben definiti se vuoi agire entro essi: non dare a tuo fratello la responsabilità della tua pace e della tua felicità e non assumerti responsabilità della sua. Egli non è qui per salvare te, né tu sei qui per salvare lui.

D'altro canto, libera tuo fratello da ogni tuo rancore e non trattenere l'amore per lui in alcun modo. Poiché tentare di togliergli la sua felicità significa attaccarlo e imprigionarti nella morsa della paura e dei senso di colpa.

Non evitare le richieste d'aiuto di tuo fratello; lascialo lavorare al tuo fianco quanto vorrà e, quando sarà pronto a partire, porgigli gli auguri e dagli cibo ed acqua per il viaggio senza trattenerlo, o costringerlo a rimanere, contro la sua volontà.

La libertà di tuo fratello simboleggia la tua e pertanto, lascia che egli vada e venga con disinvoltura; dagli il benvenuto quando viene e salutalo quando va. Non puoi fare di più, ma questo è sufficiente. Abbi cura d'ogni sconosciuto in questo modo, ed io ti mostrerò un mondo nel quale la fiducia è tornata e regna la carità.

Ama il tuo prossimo come te stesso. Rendilo ugualmente importante senza sacrificarti per lui né chiedergli di sacrificarsi per te.

Aiutalo quando puoi e accetta il suo aiuto con gratitudine quando ne hai bisogno. Questo scambio, semplice e dignitoso, è un gesto d'amore e d'accettazione che dimostra fiducia e considerazione reciproca.
Più di questo è troppo, meno è troppo poco.


Tratto da "Amare senza condizioni"
(Paul Ferrini)


Davvero belli gli scritti di questo autore ... condivido anche in questo ... grazie Lady di averlo postato ...
Millo è offline   Rispondi Citando
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