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#1 |
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Senior Member
Data Registrazione: Jun 2006
Messaggi: 645
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Ora non ho che nere parole,
che non costruiscono ponti per correre a te e donarti un fiore. Invece, esser già lì, silente albero che da secoli attende e che ti invita ad abbracciare il suo caldo tronco. O sedersi ai piedi della tua bellezza, per interrogarla, con meraviglia, come solo un bimbo sa domandare; me ne starei buono buono per terra a guardarti, occhi blu spalancati, aspettando in miracolo ogni tuo atto. Mi avvolgerei, edera, intorno a te per abbracciarti, leggera e tenace, metterei radici dove posi i piedi, e salirei in alto fino ai tuoi occhi, per affacciarmi sull'universo e lanciarvi un fiore col mio cuore. O rimarrei sdraiato sotto la tua volta per scrutarti come un nuovo cielo da cui oracolo predisse la divinità. Ma la tua divinità sprofondata da cieli angelici a nere grotte, un angelo ancora s'attende, e infila ora il suo dolente canto in rime sinuose di scala di luce finché a percorrerla sia l'invitato. E in quel cuore aggrottato fra ceneri d'ali e neri brandelli un angelo ha già teso la mano.
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#2 | |
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Amico*
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Citazione:
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Il meglio deve ancora venire |
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#3 |
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Senior Member
Data Registrazione: Jun 2006
Messaggi: 645
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#4 |
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Amico*
Data Registrazione: Mar 2006
Messaggi: 4.892
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Le poesie sono lacrime del cuore
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#5 |
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Senior Member
Data Registrazione: Jun 2006
Messaggi: 645
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