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#1 |
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Senior Member
Data Registrazione: Jun 2004
Località: Torino
Messaggi: 330
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Non si può morire per una partita di calcio...non si può.
Non si può morire durante l'espletamento del proprio dovere per 1000 euro al mese...non si può. Volevo scrivere, raccontare ma, le parole si strozzano in gola. Non posso credere che si possa morire per così poco, per colpa di persone, o per meglio dire bestie, che sfogano le loro frustrazioni contro chi lavora per il benessere e la sicurezza di tutti noi. Lo sport è ben altro...denso di valori che, codeste bestie, non hanno mai sentito nominare. Sono deluso e amareggiato. Come si può spiegare ad una moglie, una madre e ad un bambino la morte di un uomo per questi motivi? Le parole scivolano via nel silenzio più cupo. A quest'uomo, e alla sua famiglia, va il mio pensiero e le mie più vive condoglianze. Il calcio è morto stasera...la nazione campione del mondo è retrocessa. Non si può e non si deve giustificare e passare avanti come se non fosse successo nulla. FERMIAMO IL CALCIO!! (Bravo Pancalli) Non mi sento di andare oltre...volevo solo aprire questo post per far si che venisse ricordato questo servitore dello stato e che giungano, alla famiglie, le mie e le vostre condoglianze. By Lapò
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Siamo talmente preoccupati per il sopruso fatto su un singolo individuo che non ci preoccupiamo affatto per il sopruso che subiscono tutti gli altri individui costretti a sorbirsi una valanga di cazzate. (G. Gaber) |
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#2 |
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Moderatore*
Data Registrazione: Nov 2006
Località: milano, più o meno...
Messaggi: 8.083
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L'unda de ieer porta l'unda de incöö l'öcc de un vecc l'era l'öcc de un fiöö giuseppe
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#3 | |||||
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Amico*
Data Registrazione: Mar 2006
Messaggi: 4.892
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Condivido ogni parola...e mi vergogno che possano accadere simili tragedie per la stupidità di qualcuno! Bisognava fare qualcosa...!!!
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Le poesie sono lacrime del cuore
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#4 |
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Amico*
Data Registrazione: Aug 2006
Messaggi: 936
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Da tutto questo sono rimasta molto schifata... sono sempre stata sportiva, tifosa e mi piace in particolare seguire il calcio... ma quello di ieri non è ne sport ne calcio... è qualcosa che non riesco a descrivere a parole... mi chiedo come ci si può comportare così, arrivare a questo punto. Quello che mi è più difficile da capire è il perchè alcuni tifosi si debbano comportare così... tutta questa violenza cosa gli porta a loro??? cosa ci guadagnano???
Oggi nella mia citta passando in zona stadio ho letto le scritte di alcuni deficienti (e non mi scuso per il termine) ...."onore ai diffidati" e "Catania...meno uno" ..... se essere sportivo significa ammirare e incoraggiare queste cose mi spiace, ma me ne tiro fuori... per me i colpevoli sono loro.... onore è solo per l'ispettore Raciti... onore è per chi combatte questi gesti... onore è per chi ha ancora il coraggio di andare a svolgere servizio negli stadi... onore è per tutta la famiglia Raciti... onore è per quelli che cercheranno di rendere il calcio uno sport pulito.... se mai ci riusciranno.... |
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#5 |
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Amico*
Data Registrazione: Jan 2007
Località: sulla mia nuvola vagabonda
Messaggi: 1.847
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Le ultime parole di Filippo Raciti
"Non è grave, non preoccuparti, ma portami in ospedale che non mi sento tanto bene" ........Non ci sono parole adatte per descrivere la vergogna che provo per quei poveri idioti....che con la loro ignoranza hanno fatto si che un uomo innocente morisse lasciando una moglie e due bambini e i genitori nel dolore......Per cosa poi???In nome di cosa si può essere così maledettamente meschini......Possibile che la vita umana stia perdendo tutto il suo valore????
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Que yo sigo esperando como un niño..... Enseñémosle el camino a este loco corazón. Ay,quédate que aún hay tiempo para vivirlo entre los dos (Quedate conmigo_Chayanne) |
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#6 | ||
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Amico*
Data Registrazione: Nov 2006
Località: lassù sui monti
Messaggi: 2.967
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Lapò...scrive
Citazione:
Triste scrive... Citazione:
Come quegli idioti che lanciano i sassi dal cavalcavia... Comunque ...bisogna fare qualcosa..... .................................
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Due cose al mondo non t'abbandonano mai: l'occhio di Dio che ovunque ti vede, e il cuore della mamma che sempre ti segue!! Pippy
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#7 | |
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Amico*
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Citazione:
Vive in una giungla, in una savana o nelle paludi come i coccodrilli? Se l'uomo imbestialisce forse tutta la civiltà è retrocessa.
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![]() "Egli darà ordine ai Suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi " (Salmo 90/91) |
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#8 |
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Amico*
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Si fermiamo tutto. Non si può morire in questo modo, non si può andare avanti ancora come lo si è fatto ormai da anni.
Ci vuole un taglio radicale, basta. Sono disgustata. Che schifo. è vero lo sport è ben altro. I valori non ci sono più, nè dentro, nè fuori dal campo...Fermiamo tutto... Ma non per un ora, per una settimana o per un mese. Fermiamo quello che ne è rimasto del giocare per il gusto di farlo. Fermiamolo ora, magari qualcosa di bello ci resta.
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.. vorrei che fossi qui, seduta, nel mio angolo di Vita .. vorrei che guardassi nel giardino dei nostri sorrisi .. |
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#9 |
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Amico*
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Può bastare una domenica senza calcio e un'altra a "porte semichiuse" a risolvere tutto? A distanza di 15 giorni tutto è tornato come prima.
Non importa se gruppi di ultrà fischiano durante il minuto di silenzio per Filippo Raciti. Non importa se altri voltano le spalle al campo. Non importa cosa potrà accadere domenica prossima. Bisogna tornare a giocare. Tutto deve tornare come prima. THE SHOW MUST GO ON
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A. ...la migliore delle sorprese.. ti coglie impreparato, ti spiazza, attira la tua attenzione, rapisce il tuo sguardo e dimentichi tutto il resto, fa saltare tutti i tuoi punti di riferimento e ti stravolge la Vita... |
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#10 |
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Member
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è incredibile che tutte le promesse fatte per cambiare le cose siano svanite...un uomo è morto in modo assurdo...bisogna fare qualcosa,cambiare realmente le cose...e poi...
tutto come prima!!!??? non è giusto che tutto torni come prima, non è giusto che l'episodio si possa ripetere e un'altra persona muoia per mano di qualche imbecille che va allo stadio per sfogare le proprie frustrazioni... io sono una tifosa, e secondo me l'unica cosa giusta da fare, anche in rispetto dei morti allo stadio, perchè il poliziotto non è stato che l'ultimo, ma non l'unico, neanche quest'anno! era decidere per pene più severe, ma veramente severe, e chiudere il campionato |
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#11 |
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Amico*
Data Registrazione: Aug 2006
Messaggi: 936
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Kiky, anch'io come te sono rimasta delusa da tutto ciò....
Si è semplicemente girata pagina, come se niente fosse successo.... Non potrebbero mai sospendere il campionato, ci sono in gioco troppi interessi... mi dispiace dirlo ma nel calcio il denaro vale più di una vita persa... gli interessi economici alla fine vincono su tutto... il mio ex ragazzo, poliziotto anche lui, svolge servizio nella mobile e spesso è di servizio allo stadio... gli mando sempre un messaggio a fine partita... perchè ho paura... magari sono esagerata, ma è più forte di me.... perchè anche se dovremmo imparare dagli errori commessi, il più delle volte non è affatto così.
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#12 |
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Member
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hai ragione mila, capisco la tua preoccupazione per il tuo ex ragazzo. e so che non chiuderanno mai il campionato, ma è proprio una vergogna non far nulla e continuare come sempre.
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#13 |
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Senior Member
Data Registrazione: Jan 2006
Messaggi: 500
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Non ho commentato catania per non turbare la quiete pubblica (.. se solo i poliziotti avessero licenza di offendere forse qualcuno si darebbe una calmata... e qui mi fermo che è meglio
Lettera aperta di Riccardo Cazzaniga Riccardo Cazzaniga collega dell'agente Filippo RACITI ucciso negli scontri con gli Ultras di Catania. Un testo su cui riflettere: Filippo Raciti era un mio collega. Ed è un onore per me potermi definire tale. In Polizia siamo tanti, migliaia. Lui, però, faceva il mio stesso tipo di lavoro: era un sottufficiale di un Reparto Mobile, proprio come me. Faceva quasi le stesse cose che io faccio ogni fine settimana. Filippo Raciti io non lo conoscevo. Tanto quanto non lo conoscete voi né tutti quelli che ora si profondono in servizi strappalacrime. Però io riesco ad immaginare nitidamente il suo lavoro. Come potesse viverlo, cosa provasse mentre andava in caserma per prepararsi ad un servizio di Ordine Pubblico, che discorsi facesse con i suoi colleghi. Che cosa dicesse ai genitori, a sua moglie, alle persone che gli volevano bene salutandoli per uscire ed andare in servizio. Anche che parole scegliesse per raccontare quanto succede nei nostri stadi. Più o meno penso fossero le stesse parole che io scelgo quando provo a spiegare tutto quanto le televisioni non hanno mai fatto vedere se non in un servizio alle otto e mezzo, prima della fine del Telegiornale e, rigorosamente, dopo i gol delle Domenica. In un piccolo trafiletto del giornale di sport di turno, in una notizia sulle "brevissime" del Televideo. Adesso tutti sanno. Tutti hanno visto. Ed ora tutti invocano giustizialismo, durezza, tolleranza zero, modelli esteri, repressioni. Tutti lì a sventolare il cappio, a chiedere la forca. Ora chiudono la stalla, ma i buoi dove sono andati a finire? Dov'era prima, tutta questa gente che benpensa? Per quasi dieci anni sono stato Agente di Polizia. A proposito, Filippo Raciti era un ISPETTORE della Polizia di Stato. Quindi un SOTTUFFICIALE della Polizia. Non un Agente ma nemmeno un Commissario come alcuni hanno detto. Almeno quando uno muore sarebbe giusto rendergli l'onore del ruolo che ricopre. E che cazzo. Lavorava al REPARTO MOBILE DI CATANIA, non alla Questura o alla Squadra Mobile. Reparto Mobile? Sembra che questo nome non entri in testa ai chi lo dovrebbe ben scandire. Però quello di Bolzaneto lo conoscono tutti, giusto? E nessuno ne ha mai storpiato il nome. Di questi dieci anni io ne ho trascorsi circa quattro a lavorare negli stadi. A fare il "celerino" come si dice in senso dispregiativo. Ho lavorato in un centinaio di partite, dalla serie A ai dilettanti, dalla Champions League a Milan - Juventus, da Livorno - Pisa a Sanremese - Imperia. Mi sono scontrato con quegli esseri che amano definirsi Ultras molte volte. Li chiamo esseri perché definirli persone sarebbe troppo. Sono dovuto ricorrere all'ospedale in tre casi. Una volta una bomba carta mi è esplosa a qualche metro di distanza (sono stato fortunato, io) e mi ha fatto perdere temporaneamente l'udito. Un'altra siamo stati aggrediti dai "tifosi" del Livorno a colpi di pezzi di sanitari, cinghiate, pietrate. Sono finito a terra, ho strisciato una mano sul cemento ed mi si è sradicata per 100¾ un'unghia. Infine in uno scontro con i tifosi della Juventus ho riportato un'intossicazione da gas ed una contusione ad un dito, credo per una cinghiata. Qualche altra volta sono stati lividi ed un po' di bastonate ma niente ospedale, per non specularci sopra. E ovviamente, senza ricevere nessun premio, medaglia o gratificazione di alcun tipo. NON sono un eroe, sia chiaro: sono un dipendente dello Stato che onora il suo contratto di lavoro. Punto. Questi miei sono tre piccoli episodi, poca cosa. Però negli stessi quattro anni a qualcuno è andata peggio. Ho visto un collega sfregiato al viso da un mattone, un ragazzo con una gamba suturata per dodici punti vicino all'arteria femorale a causa di un bottigliata, un collega con un polpaccio perforato da parte a parte da una bomba carta, un altro con una scheggia conficcata nella palpebra a pochi centimetri dall'occhio. E poi clavicole rotte, arti fratturati, ginocchia lesionate, placche al titanio nel cranio. Tutto questo solo in un gruppo di stadi del Nord ed in qualche anno di tempo. Nel quasi assoluto silenzio delle istituzioni e dei media. Ma tutto ciò succede da ANNI, gente. Nell'indifferenza di moltissimi, con la connivenza di molti, a causa della paura di troppi. Paura di affrontare il problema, paura di applicare la legge, paura di essere uno Stato e non un arbusto che preferisce piegarsi che resistere. Questa mail non ha uno scopo, non deve servire a nulla, ovviamente. E' un mio sfogo personale, un modo per dare un senso agli eventi, un modo per pensare che la morte di un collega possa trovare un significato. Per questo vi chiedo semplicemente un piacere: INDIGNATEVI. Indignatevi quando sentite di gente che uccide, picchia, devasta, danneggia, insulta, odia per una partita di calcio. Indignatevi quando vedete persone che vanno in giro con le felpe con scritto sopra "Ultras", "Warriors", "Fighters", "Collettivo" o altre cazzate del genere vantandosi di appartenere ad un mondo di forza, furore e valore bellico che esiste solo nelle loro teste malate. Un mondo che dovrebbe prevedere la possibilità di scannarsi reciprocamente e, anche, coinvolgere chi cerca di fermarli. Un mondo in cui l'unico valore è la violenza infame di chi sfrutta il gruppo per sentirsi qualcuno. Questa è gente senza palle. Uomini falliti, forti solo con la faccia coperta e le armi addosso. Gente che da sola non vale nulla. Gente che da sola non protesterebbe per niente e contro nessuno, neppure se gli portassero via la casa o gli pignorassero tutti i loro averi, ma che in mezzo alla folla è disposta a scontrarsi in nome del Nulla. Noi andiamo ad affrontarli con un casco concepito vent'anni fa, uno scudo che si frantuma con una pietrata ben lanciata, un manganello di gomma rigida per non cagionare troppo danno. Ma di fronte a bombe che contengono chiodi e vetri, a spranghe di ferro, a caschi integrali da motociclista, a cannoncini che sparano razzi di segnalazione nautica, a bulloni d'acciaio, coltelli, biglie di ferro, pezzi di ceramica taglienti come rasoi? Potete immaginare quanto può fare la nostra attrezzatura. Indignatevi perché ci compriamo con i nostri soldi anfibi decenti e protezioni migliori che lo Stato non ci fornisce. Indignatevi quando la gente dice che "anche gli sbirri si divertono a picchiare la gente" perché, credeteci, di tutte le persone in servizio in qualunque stadio d'Italia e con qualunque divisa nessuno è felice di essere lì. Non ce n'è uno, di quegli sbirri, che non preferirebbe essere con la sua donna, con i figli o con gli amici piuttosto che in mezzo a insulti, sputi, urla, lancio di petardi e fumogeni. Credeteci, è così. Indignatevi pensando che a fare la fine del mio povero collega potevo esserci proprio io, una persona che conoscete. Come migliaia di altri carabinieri, finanzieri, vigili urbani che prendono la centesima parte di quanto guadagna un calciatore. Di quell'idolo della curva che arriva allo stadio un'ora prima della partita e torna nel suo albergo a cinque stelle un'ora dopo mentre noi ci siamo da due ore prima sino a tre o quattro ore dopo, sotto la pioggia e la neve, con il sole che picchia a 40 gradi sul casco e ti fa quasi svenire, con il vento gelido che dopo sei ore in piedi ti entra fin nelle viscere. Indignatevi per la morte di Filippo. Perché morire in servizio si può, fa parte di questo lavoro, è una piccola postilla non menzionata sul nostro contratto. Ma per una partita di pallone proprio no, non è giusto. Se conoscete qualcuno cui questa mail può servire a riflettere fate in modo che la legga. Se pensate che qualcun altro la debba ricevere, che sia un giornale, un personaggio politico o il vostro vicino di casa inviategliela. Io non vorrei che qualcuno potesse pensare che parlo a nome di chicchessia o per conto di altri. Per questo la mando solo a voi, che mi conoscete e sapete che vi sto semplicemente raccontando quella che mi sembra sacrosanta verità. Ciao. Riccardo Gazzaniga. |
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#14 |
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Amico*
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I feriti non fanno rumore.
I morti si: un forte e assordante tonfo. Senza eco né rimbombo.
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A. ...la migliore delle sorprese.. ti coglie impreparato, ti spiazza, attira la tua attenzione, rapisce il tuo sguardo e dimentichi tutto il resto, fa saltare tutti i tuoi punti di riferimento e ti stravolge la Vita... |
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#15 |
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Senior Member
Data Registrazione: Feb 2007
Località: lontano
Messaggi: 974
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purtroppo Filippo Raciti è diventato una statistica,
lo stato lo ha confinato dentro un libro come ha fatto con il mio concittadino Tonino Currò qualche anno fa (anche lì pseudotifosi del catania), come ha fatto con spagnuolo e con gli altri... sono diventati una statistica e basta... cosa hanno intitolato ad un criminale come giuliani...?
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OGNUNO VEDE QUEL CHE SEMBRI, POCHI SENTONO QUELLO CHE SEI. |
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